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In attesa delle Trame del Giorgione

La mostra “Le trame del Giorgione”, promossa dal Comune di Castelfranco Veneto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la collaborazione dell'Associazione Veneto Museo Sistema, è curata da Danila Dal Pos, la studiosa cui si deve l’allestimento del Museo Giorgionesco. Aprirà il prossimo 27 ottobre e durerà fino a 4 aprile 2018.

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In attesa delle Trame del Giorgione

Non si tratta “soltanto” di una mostra. Sarà un vero e proprio invito alla (ri)scoperta di un territorio e della sua naturale vocazione. Un percorso attraverso l’arte, la storia del costume e dell’artigianato tessile veneto. Un viaggio nei secoli che trova il suo naturale compimento nel presente: continuano a filare come un tempo le terre della Serenissima, per tessere nuove trame.

 

La mostra “Le trame del Giorgione”, promossa dal Comune di Castelfranco Veneto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la collaborazione dell'Associazione Veneto Museo Sistema, è curata da Danila Dal Pos, la studiosa cui si deve l’allestimento del Museo Giorgionesco. Aprirà il prossimo 27 ottobre e durerà fino a 4 aprile 2018, offrendo al visitatore la “Pala di Castelfranco” come punto di partenza per una sontuosa mostra che trova negli ambienti del Museo Casa Giorgione il suo fulcro. Per espandersi poi in diversi siti della Città Murata, destinati ad accogliere l’attualità della grande tradizione di tessoria della Serenissima di 5 secoli fa.

 

Proprio a partire dalla Pala, opera di devozione certo, ma anche potente messaggio politico e allegorico. Nulla è solo quello che sembra, nella raffigurazione della “Madonna e Santi”. Nemmeno i cinque diversi tessuti che l’artista vi raffigura con assoluta precisione. Un chiaro messaggio diretto al Senato Veneziano, secondo la curatrice Danila Dal Pos. Così come le trame della Pala e di altre opere di Giorgione, saranno i ritratti di Giovanni Bonconsiglio, Pier Maria Pennacchi, Vincenzo Catena, Francesco Bissolo, Giovanni Cariani, Tiziano Vecellio, Lorenzo Lotto, Andrea Previstali, Bartolomeo Veneto, Bernardo Licinio, Domenico Capriolo, Jacopo Bassano e Paolo Veronese a tracciare il filo espositivo. Un percorso alla scoperta dei pregiati tessuti che costituivano lo status symbol di un tempo.

 

Anche nel nucleo successivo, dedicato al Seicento, il lusso si pone come fattore di

distinzione identitaria. L'ultimo nucleo a raccontare la storia della manifattura tessile veneziana, in un percorso ancora una volta sviluppato tra arte e raffinato artigianato, è quello dedicato al '700. È qui che sacro e profano si incontrano: accanto ai ritratti, trova spazio la prestigiosa collezione tessile settecentesca del Duomo di Castelfranco, insieme con abiti, corpetti, guanti e borsette dell'epoca, provenienti da Palazzo Mocenigo a Venezia.

 

Usciti dal Museo, il percorso raggiunge i “luoghi di Giorgione” nell’antico centro cittadino: il Duomo, la Torre Civica, lo Studiolo di Vicolo dei Vetri, la Casa Costanzo, la Casa Barbarella. In queste suggestive ambientazioni il pubblico è invitato ad ammirare gli esiti attuali della grande tradizione veneziana della tessitura: dalle sensazionali Rubelli e Bevilacqua di Venezia, alla Bottoli di Vittorio Veneto; dalla Bonfanti di Mussolente, alla Paoletti di Follina. Un viaggio che, per gli appassionati, può proseguire fino a Venezia: capoluogo non soltanto della Regione, ma anche della tradizione tessile veneta.

“Non ci sono scuse per stare fuori da questa proposta” afferma la curatrice Danila Dal Pos. Attendiamo, con fiducia, l’apertura, per convenire con lei. 

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