Dossier

Ricorre il 9 maggio il 40° anniversario della tragica morte dello statista democristiano. Un politico che seppe mettere insieme fiuto politico, doti intellettuali e ascolto della società. Elaborò un progetto rischioso e non fu scelto a caso delle Brigate Rosse. Ne parliamo con il prof. Marco Almagisti, dell'Università di Padova.

Un lavoro che ha prodotto mille pagine di documentazione, “approvate all’unanimità”, in grado di “mettere alcuni punti fermi”. Così l’on. Giuseppe Fioroni, presidente nella scorsa legislatura della Commissione Bicamerale sul rapimento e la morte di Aldo Moro, fa il punto sui lavori di tale Commissione. “A cominciare - spiega - dal fatto che il cosiddetto memorandum Morucci-Faranda invece di svelare, ha tombato molte verità, rivelando solo ciò che era possibile e conveniente dire”.

Il problema più urgente da affrontare per le generazioni più giovani nonè “semplicemente” la riduzione dei posti di lavoro che la quarta rivoluzione industriale porta con sé, bensì la capacità di gestire lo “skill mismatch”, cioè la mancata corrispondenza tra le competenze possedute e quelle richieste dalle aziende e dal mercato.

“Vivere in pace. Lavorare in sicurezza oggi 100 anni dopo la grande guerra” è il tema scelto per il Primo maggio che le organizzazioni sindacali dei lavoratori hanno promosso, per la provincia di Treviso, in piazza Minucci a Vittorio Veneto

Nel Messaggio per il Primo maggio, festa del lavoro, la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro sottolinea le criticità che vive oggi la società italiana, in particolare i giovani. Intervista a mons. Filippo Santoro.

L’associazione nacque il 23 aprile 1973, in Casa Toniolo. In pochi anni si diffuse sia nel nostro territorio che nei vari continenti. E negli ultimi anni ha ripreso vigore, per il fenomeno dei giovani che vivono un’esperienza all’estero.

Ecco come Aroti, nata in India e adottata in Italia, ha saputo "ripartire". Reduce da un abbandono e da un fallimento adottivo, ha scelto di ricominciare. Unendo la ricerca delle origini e la scelta di affrontare pienamente “l’unico tempo che conta”.

Il boom del prosecco ha trasformato il 27% del territorio agricolo tra Asolo e Montello in filari di viti. Con effetti collaterali. Dai Comuni arriva un regolamento.

La violenza di genere è trasversale, ma si consuma sempre tra le mura di casa. Ecco i servizi che nel nostro territorio assistono le donne minacciate che hanno trovato la forza di chiedere aiuto.

Nel territorio diocesano una decina di nuclei familiari ha cominciato a registrare tutti i propri consumi e a sperimentare un “calcolatore di impronta ecologica”, elaborato dal prof. Pranovi, di Ca’ Foscari. Quindi si passerà alle strategie possibili.

Numerosi nella Marca gli incendi a capannoni e centri rifiuti nell’ultimo anno. Le indagini sono in corso. Ma non mancano segnali inquietanti. Intervista al criminologo Francesco Trotta.

Le testimonianze di due donne molto diverse, due esperienze in apparenza distanti, eppure accomunate dalla consapevolezza che l’amore in famiglia può trasformare la vita. Una è la pronipote di Charles de Foucauld, l'altra la moglie di un detenuto cui è rimasta fedele. E lui ha trovato nuovi spazi grazie al teatro.

E’ questa la sfida che otto famiglie stanno portando avanti a Borgo Ponte Canale, tra Santandrà e Villorba. Al posto di un condominio ci sono casette, un grande giardino e una struttura comune.

Preoccupano i casi segnalati di consumo d’alcol anche tra i minori di sedici anni e le continue sfide a voler dimostrarsi più grandi e in grado di affrontare i pericoli. Gli esempi, anche nel nostro territorio, non mancano.

Sono tornati da pochi giorni i dodici giovani della nostra Diocesi che hanno fatto un’esperienza di servizio in Giordania, nella parrocchia di Al Mafraq. Un progetto importante promosso e sostenuto dalla Caritas Tarvisina e dall’ufficio diocesano di Pastorale giovanile insieme a Caritas Giordania. Ecco il racconto dell’esperienza, con le testimonianze dei giovani.

Il mondo dell’esercito è favorevole alla proposta della ministra Pinotti. “Il servizio di leva ha un valore educativo ed è un modo per staccare i ragazzi dal cordone ombelicale della famiglia” asserisce Davide Minarini. I rappresentanti del servizio civile, invece, si augurano un ampliamento della possibilità di volontariato, ma non vedono di buon occhio l’obbligatorietà. Occorrono “esperienze più allargate e significative in questo mondo” afferma Alberto Franceschini.

Si sono triplicati anche nel nostro territorio i casi di adolescenti che vivono questa esperienza sconvolgente mentre frequentano ancora le scuole medie. “Il buonismo degli adulti abbandona i ragazzi a se stessi, mentre dovrebbero sempre sapere dove sono i figli minorenni, con chi sono e cosa stanno facendo”. I consigli della psicologa Lucia Boranga.

I recenti episodi accaduti a Treviso che hanno avuto risonanza nazionale, riguardanti due ragazzine della scuola media rimaste incinte, hanno occupato per alcuni giorni le pagine dei giornali locali e dei social network con i commenti più disparati. Nella sua recente Lettera sull’amore in famiglia, papa Francesco invita a chiederci «Dove sono i figli?». Non si tratta di una domanda che riguarda il luogo in cui si trovano i figli, ma chiede di interessarsi di dove si trovano la loro interiorità, il loro desiderio, la loro anima.

Manifesto dei primi cittadini trevigiani per fronteggiare quella che è sempre più un’emergenza sociale, come spiega il giornalista di “Avvenire” Antonio Maria Mira. La presidente dell'Associazione comuni Marca Trevigiana: "Non sarà una battaglia facile, ma dobbiamo fare la nostra parte".

L’idea geniale arriva da Spresiano e precisamente dalla Girotto Brevetti, che assieme all’università Sant’Anna di Pisa ha messo a punto IronLev, un sistema di levitazione magnetica passiva che potrà funzionare sugli attuali binari: ferrovie, tram, metropolitane. Con vantaggi economici, energetici, di silenziosità, confort e sicurezza.

Il gioco dell'estate rende ricca la società giapponese che lo ha inventato ma, forse, più poveri i giocatori. Il prof. Giacopini evidenzia i problemi nel rapporto tra reale e virtuale e nella dimensione spazio-temporale.

I protagonisti sono una famiglia normale, che ha avuto in affido un piccolo con una gravissima forma di disabilità. Non doveva sopravvivere, ha già compiuto tre anni.

Autorevoli ma anche affettivi, impegnati a insegnare ai figli a mangiare, a camminare, a parlare, ad amare e a soffrire. Sono i giovani papà di oggi, ai quali non sempre i loro padri hanno lasciato il posto, in famiglia e nel mondo. Ma il patto tra le generazioni - sottolinea il dottor Francesco Stoppa - si mantiene cedendo il testimone nella staffetta della vita, restituendo ciò che si è ricevuto in eredità, dando fiducia a chi verrà dopo di noi.

Amano papa Francesco, ma fanno fatica a capire il linguaggio della Chiesa, conoscono poco Gesù ma credono in Dio. Questi i risultati della ricerca "Giovani e fede in Italia", promossa dall'istituto Giuseppe Toniolo. Emerge per la prima volta un quadro completo di che cosa rappresenti oggi la fede per i nati tra il 1982 e il 2000. Intervista alla curatrice, Paola Bignardi.

Educare è faticoso, e tutti vorremmo che qualcuno ci offrisse una scorciatoia. Succede anche che ci schieriamo per la “guerra al gender”, o che pensiamo di andare a votare contro la Buona scuola, e i nostri figli già a 10 anni hanno in mano tutto il giorno uno smartphone, con accesso ad internet senza limiti né filtri. E’ fondamentale pensare uno stile educativo che abbia come riferimento principale la differenza uomo-donna e ne tenga conto nel suo sviluppo. Educare a partire dalla differenza significa che l’identità non è un selfie ma è possibile nella relazione; l’identità non è “istantanea” ma è un cammino

Il rapporto con il proprio corpo non è “pacifico”, è una “tensione” presente lungo tutta la vita di una persona

Terza puntata del nostro dossier sul “Gender". L’«alleanza tra l’uomo e la donna» è l’elemento da cui ripartire per una proposta adeguata agli uomini e alle donne di oggi;  costituisce un invito a lavorare per rafforzare tale rapporto fondamentale, mettere energie per l’accettazione dell’altro, diverso da noi, che ci fa paura, perché porta con sé un possibile conflitto

Seconda puntata della nostra riflessione sulla tematica. La posta in gioco riguarda soprattutto l’educazione: come si può educare in un contesto plurale? Cercare risposte immediate a problemi singoli rinvia la presa in carico della sfida educativa che ci interpella come adulti. Due i rischi da evitare: prendere le cose alla leggera ripetendo che il problema non esiste, e vedere problemi ovunque