Editoriali

A tre mesi dalle elezioni del 4 marzo l'impasse sulla formazione del nuovo Governo si è trasformata in conflitto istituzionale, mentre lo spread è tornato a salire. Molti i colpi di scena in una situazione pericolosa di fronte alla quale è necessario che ciascuno faccia la sua parte

Un sacerdote e la convalescenza nella Casa del clero. Bisogna sempre essere grati alla memoria del vecchio vicario generale, mons. Pietro Guarnier, che una quarantina di anni fa, con grande tenacia e determinazione, la volle e la realizzò.

Le elezioni politiche suscitano tanti interrogativi e perplessità tra i cittadini, parecchi dei quali sono indotti a disertare le urne, perché ormai nauseati dalla politica e da tante promesse non mantenute. Per molti cattolici, ancora orfani della Democrazia cristiana, si aggiunge un ulteriore problema: non riescono a trovare il partito “giusto” che li rappresenti in modo adeguato sul fronte dei valori fondamentali o dei così detti “temi caldi”.

Un laico consacrato di forte spessore spirituale che ha rappresentato per molti giovani della nostra chiesa diocesana un importante punto di riferimento. Faceva parte dell’istituto secolare “Cristo Re”, fondato dal servo di Dio Giuseppe Lazzati.

Il ’68 non può essere letto solamente come una contestazione verso tutto il sistema. E’ stato anche una stagione culturale assai feconda, che ha avviato dei processi su temi attualissimi, quali il consumismo, la partecipazione, la giustizia sociale, la libertà. Ha segnato sia in positivo che in negativo una generazione di giovani.

I dilemmi di Renzi: farsi un suo partito come Macron o provare a ricompattare il Pd? E il ritorno di Berlusconi. Ecco gli scenari dopo l'approvazione della legge elettorale e le elezioni siciliani.

L’unico risultato sicuro dell’affossamento a Montecitorio della legge elettorale denominata “Tedeschellum” è stato, per il momento, il salvataggio del pur fragile Governo Gentiloni. Probabilmente si andrà a votare nel maggio del 2018, alla scadenza naturale della legislatura.

L'adozione del sistema tedesco sembra tornare in alto mare. In ogni caso, saremmo per l’ennesima volta di fronte ad un vero pasticcio all’italiana, dettato dalla voglia si superare l’attuale stallo legislativo e andare alle urne quanto prima, possibilmente in autunno, forse già il 24 settembre.

La scissione è conseguenza della “fusione fredda” con cui è nato nel 2007, erede del progetto politico de L'Ulivo ideato da Romano Prodi, il Partito democratico, nel quale sono confluiti i Ds, la Margherita e altri raggruppamenti di centro-sinistra. La fusione però non è mai diventata “calda”, perché le principali anime del Pd non si sono mai amalgamate.

A Matteo Renzi bisogna almeno concedere l’onore delle armi. Tutti, o quasi, hanno già dimenticato che un po’ di credito gli avevano pur aperto, ritenendo che al momento fosse l’unico leader in grado di portare il Paese fuori dal pantano.

Comunque si voglia mettere la questione, quello del referendum è stato un voto non solo e non tanto politico, quanto piuttosto partitico: nel senso che gli elettori, in linea di massima, non si sono discostati dalle indicazioni propugnate, con determinazione e non senza veemenza, dai loro leader, tutti coalizzati contro il premier.

Questo “anno A” della liturgia sarà caratterizzato dalla lettura quasi continua del vangelo di Matteo, quello in cui viene maggiormente evidenziata l’attuazione e la realizzazione in Gesù delle attese del popolo ebreo e delle promesse di Dio

Forse, una certa formazione spirituale ricevuta, ci ha portati a ritenere la santità qualcosa di riservato a pochi eletti, capaci di percorrere sentieri impervi difficilmente praticabili da noi comuni mortali. Eppure la santità si raggiunge percorrendo qualunque via nella quale il Signore ci ha posti a vivere.

I rappresentanti eletti dal popolo in Parlamento sono chiamati ad assumersi appieno la responsabilità legislativa e poi, alla successiva tornata elettorale, sottoporsi al giudizio dei cittadini che potranno liberamente eleggere loro o altre persone che rettifichino o modifichino le leggi precedentemente approvate.

Ha destato scalpore il fatto che un sacerdote, don Alberto Bernardi, abbia lasciato la sua parrocchia, il sacro Cuore. Una vicenda che però è stata vissuta con un clamore che nessuno cercava, formulando ipotesi fantasiose. Proponiamo qui la prima parte del nostro editoriale.

Quanto è avvenuto martedì scorso in Francia, in una parrocchia della diocesi di Rouen in Normandia ad opera, a quanto sembra, di due militanti dell’Isis, segna una svolta e uno spartiacque nella guerra dichiarata dallo Stato islamico. Non dobbiamo abbassare le braccia davanti alla violenza o, come scrivono i vescovi italiani, arrenderci alle logiche di chiusura e di vendetta ma continuare invece a lavorare per una società riconciliata e aperta alla speranza.

Chiunque detenga una qualche forma di potere che comporti possibilità di ottenere e concedere privilegi e regalie dovrebbe ripetersela spesso in modo da non cedere troppo facilmente alle tentazioni delle quali, oltre tutto, non è esente nessun comune mortale.

Don Franco Marton è sempre stato un amico del nostro giornale. Tante volte ci ha manifestato la sua stima, ci incoraggiava e ci faceva, se necessario, le sue osservazioni. Lo ringraziamo con affetto e riconoscenza.

Non si può piacere a tutti, anche se si vorrebbe tanto. E a noi, lo diciamo chiaramente, anche se con qualche dispiacere, non piacciono per niente molte delle ultime “mosse” della Giunta Manildo in tema di diritti civili, convivenze, questioni etiche e dintorni.Ecco perché. Con alcune domande al Sindaco.

Renzi ha rotto gli indugi, “scaricando” la minoranza del suo partito e tenendosi stretti i voti dell’ala cattolica del Pd, di Alfano e di altri gruppi del Centrodestra. In questo modo, almeno per ora, ha potuto uscire dall’angolo in cui era finito.

Le politiche dell’Occidente verso i cosiddetti “Stati canaglia”, che rappresentano delle mine vaganti per gli equilibri mondiali, sono molto chiare. Tuttavia bisogna anche essere altrettanto chiari nel dire che i paesi militarmente più forti stabiliscono per gli altri regole che essi per primi non rispettano.

E’ evidente che accanto all’impegno delle nazioni di ridurre l’avvelenamento del pianeta mettendo dei limiti alle proprie politiche economiche ed industriali, rimane sempre vero che niente è possibile senza una modifica radicale dei nostri stili di vita consumistici e altamente inquinanti. Chi inquina siamo noi e non tanto il Comune.

Tutti, oramai, sono concordi nel riconoscere la necessità di meglio definire e tutelare i diritti individuali all’interno di una coppia, anche dello stesso sesso. Accanto a questo, però, rimane l’esigenza di evitare qualsiasi confusione tra il matrimonio e l’unione civile.

Bisogna convenire che la seconda guerra del Golfo scatenata nel 2003 con la conquista di Baghdad e l’eliminazione fisica di Saddam Hussein (volutamente e intelligentemente evitate da Bush padre con la prima guerra del 1990-1991), ha innescato una sorta di reazione a catena che i protagonisti non riescono più a controllare.

Come avviene per il crocifisso nelle aule, il presepio, simbolo di pace e di fratellanza voluto da san Francesco, ha acceso lo scontro ideologico e il buon senso è andato in soffitta. In Italia siamo fatti così: tutto serve per far caciara e buttare alle ortiche le cose più belle che connotano la nostra identità e tradizione culturale.

In edicola e nelle case con un unico editoriale comune. I direttori dei nove settimanali diocesani del Veneto scendono in campo insieme per dare voce, ancora una volta, alla drammatica situazione in cui versano le scuole pubbliche paritarie della nostra regione, dopo gli annunciati tagli della Giunta regionale.

Come era prevedibile il messaggio dei vescovi di Treviso e Vittorio Veneto sul problema dell’accoglienza dei profughi nel nostro territorio ha suscitato consensi, ma anche critiche, con i soliti luoghi comuni. Ma la lettera voleva invitare i cristiani ad un esame di coscienza.

Dopo la vittoria Zaia ha affermato che “il nostro grande risultato ci impone di dare risposte ai veneti che non amano le pastette o gli accordini”. Lo prendiamo in parola.

In occasione della investitura dei venti nuovi cardinali Francesco è andato al sodo e, senza giri di parole, ha ricordato ai nuovi porporati che “chi è chiamato nella Chiesa al servizio del governo deve avere un forte senso della giustizia