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Fuorionda sulla Pedemontana: alcuni sindaci sono senza memoria...

Tutti in fila a dire sì. Quei sindaci che annuiscono a Zaia sono i degni eredi di quelli che in Conferenza dei servizi invece che prendere una posizione chiara sull’impatto ambientale di questa arteria, chiesero che passasse ai confini di ogni comune, la trasformarono da un più economico e funzionale asse rettilineo in un serpentone.

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Fuorionda sulla Pedemontana: alcuni sindaci sono senza memoria...

Tutti in fila a dire sì. Sono una ventina, sui circa ottanta convocati da Zaia per l’informativa sulla nuova convenzione con la Sis, concessionaria della Superstrada Pedemontana Veneta. “Purché si finisca paghiamo pure”: tra i tre e i settanta euro in più di tassa al mese ai loro cittadini e non battono ciglio. Eppure li avevamo visti combattere come leoni, per evitare l’incremento di un solo euro anno per cittadino per, ad esempio, sostenere l’intervento delle Ulss sui minori, disposti a dimettersi se anche un solo cent in più fosse gravato sui loro cittadini.
Quasi nessuno a fare domande sulla viabilità di collegamento, che se non realizzata vedrà il traffico pesante riversarsi nei centri abitati, nessuno a chiedere come mai nessuna clausola prevedeva, come afferma Ilaria Bramezza, la rescissione del contratto in caso di mancato finanziamento da parte della Sis; nessuno a chiedere che qualcuno paghi il conto degli errori compiuti nella convenzione del 2009 e del 2013; nessuno a chiedere almeno garanzie sul pagamento degli espropri che ancora sono da liquidare; nessuno a domandare perché le popolazione dei territori segnati dal passaggio dell’arteria non avranno neppure il parziale indennizzo di un pedaggio agevolato.
Silenzio e una condizionale che sommerge tutto: “purché si faccia”, che cancella le responsabilità politiche e amministrative. Insomma dov’era l’ufficio legale della Regione Veneto quando si firmava quella convenzione, dov’era l’ufficio tecnico quando si verificava la compatibilità del progetto, dov’era infine, la giunta, il presidente e il vicepresidente della Regione Veneto quando la Sis si prendeva una concessione miliardaria senza nessun impegno sulla carta? Esperienza ce n’era. Nel 2009 fu inaugurato l’ospedale all’Angelo di Mestre, nel 2007 il San Giacomo di Castelfranco Veneto, nel 2014 il San Valentino di Montebelluna, realizzati con project financing. Era così difficile fare una strada nel Veneto accollando il rischio di impresa ai privati, che lo fanno per mestiere, e non ai cittadini?
Quei sindaci che annuiscono a Zaia sono i degni eredi di quelli che in Conferenza dei servizi invece che prendere una posizione chiara sull’impatto ambientale di questa arteria, chiesero che passasse ai confini di ogni comune, la trasformarono da un più economico e funzionale asse rettilineo in un serpentone che si contorce e sale e scende prima in sopraelevata e poi in trincea. Una Conferenza dei servizi che costò un aumento di 400 milioni di euro del progetto e che non risolse (e anzi aggravò) il problema fondamentale, ovvero il taglio di tutte le falde d’acqua che scendono dalla Pedemontana.
Nulla dissero allora i sindaci e nulla dicono ora sulla estromissione dalla concessione del raggruppamento di imprese che fecero il progetto e che erano in molta parte venete, un raggruppamento che oggi minaccia cause legali in caso di modifica della concessione che era stata messa a bando. Qualcuno insiste meccanicamente su “Roma ladrona”, dice che la tassa è arrivata perché lo Stato non ha messo i soldi, senza neppure ricordare i 600 milioni finora versati alla Sis dallo Stato. Cosa ci fanno poi, gli amministratori locali se poi lo Stato di fronte ai loro errori deve ripianare i deficit a pié di lista senza tante domande? Sono gli stessi sindaci che a casa loro fanno poco o niente a causa dei tagli del Governo, con uno scaricabarile che blocca ogni iniziativa pubblica.
Eppure non gli si chiedeva molto. Semplicemente che facessero il loro mestiere, di garantire i cittadini. Al punto in cui siamo, con il territorio sforacchiato qua e là, finiamo pure la strada, ma chiariamo bene impegni e responsabilità.

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