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Giovani e lavoro: una cultura che non manca

Andare oltre gli stereotipi per riuscire a leggere la complessità di questo momento: è stato questo l’obiettivo del convegno tenutosi mercoledì 6 giugno in Camera di Commercio a Treviso e promosso dall’Osservatorio economico e sociale.

Parole chiave: lavoro (208), scuola (303), giovani (221), alternanza (10), orientamento (5)
Giovani e lavoro: una cultura che non manca

Sono stati i giovani studenti dell’Alternanza scuola lavoro (Asl) i protagonisti del convegno organizzato dall’Osservatorio economico e sociale, diretto da Domenico Dal Bo’, mercoledì 6 giugno in Camera di Commercio di Treviso-Belluno a Treviso, dal titolo “E dopo la maturità? Giovani e cultura del lavoro: valori e prospettive nel cambiamento” in cui è stato presentato il 22° Rapporto annuale sul mercato del lavoro.
Non è mancato, certo, anche qualche accenno alla situazione politico-economica da parte del presidente della Camera di Commercio Mario Pozza, con timori per modifiche a livello internazionale che potrebbero andare a incidere pesantemente sulla ripresa delle esportazioni del nostro sistema economico. Il riferimento è ai dazi imposti dagli Usa e alle prospettive protezionistiche di cui si parla in molti Paesi. Notizie non positive per la nostra domanda estera che già in questi primi mesi del 2018 ha registrato una decellerazione rispetto all’anno precedente, pur continuando a essere in attivo.
Ma, come detto, il target dell’incontro erano i giovani, i loro studi e il mondo del lavoro. Quei giovani, ha detto Barbara Sardella, dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Treviso, che devono essere accompagnati, orientati nel loro percorso di studi che è anche e soprattutto un percorso di vita, fin nel passaggio dalle medie alle superiori. Giovani che, in alcuni casi, già il primo anno cambiano scuola perché si sono lasciati ingannare dallo stereotipo: chi studia di più va al liceo, chi studia di meno va alle scuole professionali, senza tener conto dei propri interessi e delle proprie aspettative.
E’ una scuola che, in ogni caso, dovrà fare i conti con il calo notevole della popolazione scolastica. Il prossimo anno nella primaria ci saranno 700 iscritti in meno nella provincia di Treviso, 1.800 in meno negli ultimi anni. La Fondazione Agnelli ha stimato l’evoluzione della popolazione scolastica da qui al 2028: la scuola dell’infanzia nella nostra regione calerà dell’11%, la primaria del 18%, le medie del 16%, le superiori del 2% (3.355 classi in meno in Veneto con ripercussioni sull’occupazione dei docenti). E allora fra qualche anno per gli imprenditori non si tratterà unicamente di trovare giovani lavoratori con gli studi giusti, ma di trovarli. Punto e basta. E allora è opportuno che quei pochi giovani siano orientati adeguatamente, sfruttando anche le opportunità date dall’Alternanza scuola lavoro che sempre più deve essere collegata al percorso di studi. Anche se è vero che un lavoro non si impara in tre mesi di stage (quando va bene e non sono solo due settimane), si deve “imparare a imparare”.
Al termine delle relazioni, di cui diamo conto negli altri articoli, sono stati assegnati i premi “Storie di alternanza”, iniziativa promossa dalle Camere di commercio italiane con l’obiettivo di valorizzare e dare visibilità ai racconti dei progetti d’alternanza scuola-lavoro ideati, elaborati e realizzati dagli studenti e dai tutor degli Istituti scolastici italiani di secondo grado.
Il primo premio di 1.200 euro, suddiviso in due categorie - licei e istituti tecnici e professionali -, è andato al liceo Rosselli di Castelfranco e all’istituto tecnico Riccati di Treviso.

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