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Ma dove vai se il drone non ce l'hai?

L’utilizzo dei robot volanti, per motivi di sicurezza o anche solo per hobby, si sta velocemente diffondendo. Dall’uso per motivi militari, sanitari o agricoli, si sta passando con rapidità, anche nel nostro territorio, all’uso amatoriale. Con le opportunità e i rischi che questo comporta.

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Ma dove vai se il drone non ce l'hai?

Per ora non assisteremo a nuvole di droni che invadono i cieli delle nostre città. E tuttavia il loro utilizzo per motivi di sicurezza o anche solo per hobby, si sta velocemente diffondendo. Ne sono stati avvistati in Restera, al seguito di qualche amante del jogging che si filmava dall’alto.
Ma è recente anche l’incidente capitato ad una coppia di turisti estoni a Venezia, il cui drone è caduto in piazza San Marco sfiorando diversi pedoni: lo stavano usando per fotografare i figli.
Insomma, dal volo nei cieli scuri e pericolosi sopra terre martoriate da guerre al confortevole atterraggio nel giardino di casa, passando anche per qualche incidente più o meno grave, lo sviluppo di questi robot volanti è stato oltremodo repentino negli ultimi anni. Merito delle tante funzioni cui può servire ed anche del fascino della tecnologia d’avanguardia.
Dalla sicurezza all’agricoltura 2.0
“Era nato per essere usato in ambito militare, in difesa, per ricognizioni, in attacco – spiega il prof. Daniele Pauletto, docente all’Ipsia di Castelfranco Veneto ed esperto in materia, tanto da aver curato numerosi progetti con gli studenti dell’istituto tecnico in questo ambito, dai droni soccorso per i bagnanti in spiaggia a quelli by art che saranno presentati alla imminente mostra del Cinema di Venezia -. Invece, in una decina d’anni appena questi apparecchi digitali volanti si sono sviluppati nell’uso comune civile, ludico, sociale, ambientale e perfino artistico. Da oggetto teleguidato per gare amatoriali, l’aeromodellismo per intenderci, si è passati velocemente a complicati – e costosi – droni multirotori per la consegna di farmaci in luoghi impervi, la ricerca di persone disperse, il soccorso immediato in incidenti, il controllo a distanza del traffico, il monitoraggio delle linee elettriche e ferroviarie, lo stato di salute di piante e coltivazioni estese, la misurazione del tasso di inquinamento”.
Tante possibili applicazioni
Le applicazioni, infatti, sono ormai le più diverse e sebbene ancora sia considerato un tema per esperti, la facilità con cui si può acquistare un drone, su internet ma anche in negozi specializzati delle nostre città a costi assolutamente contenuti - poche centinaia di euro - rende questi robot volanti appetibili per uso privato.
E del resto, sembra davvero che il loro utilizzo sia trasversale a numerosi ambiti della vita: la sorveglianza del territorio, per esempio la sicurezza negli stadi, il rilevamento di condizioni ambientali come il tasso di inquinamento, la trasmissione di dati, l’investigazione privata, le riprese aeree, gli impieghi agricoli tra cui il settore enologico, il cinema, lo stesso giornalismo. Il colosso americano Amazon aveva annunciato diversi mesi fa che si stava preparando alla consegna della merce via drone: c’è riuscita per prima una piccola società australiana che all’inizio del 2016 ha recapitato un pacco con velivolo completamente automatizzato in Nevada, Stati Uniti.
“Anche il mercato italiano – prosegue Pauletto – ha già sviluppato una cifra d’affari di  350 milioni di euro, con previsioni di crescita per il 2016 tra il 20 e il 30%. E’ un settore in grande espansione”.
Foto da mille e una notte
E tuttavia, appunto, la diffusione di droni a livello amatoriale è veloce: “Difficile trovare un bambino che non resti affascinato alla vista di un multirotore radiocomandato con fotocamera digitale integrata; ed è altrettato improbabile che il suo papà non si appassioni scoprendo che il robot ha una porta usb, pile ricarcabili, più megapixel del cellulare di mamma e si collega allo smartphone o al tablet per il pilotaggio, la ripresa di immagini e la condizione social in tempo reale”. E così c’è chi lo acquista per i servizi fotografici dei matrimoni  fuori dalle porte della chiesa; chi lo usa per controllare i pannelli solari installati all’ultimo piano della propria casa; chi per parlarsi tra posti distanti.
“L’unico dato sulle vendite disponibile per l’Italia è quello degli acquisti online che tra droni small di tipo giocattolo e semiprofessionale ha superato le 50.000 unità tra il 2010 e il 2014”.
Nonostante le regole emanate dall’Enac – ente nazionale di aviazione civile -, i rischi connessi al loro utilizzo vanno dall’incidente dovuto alla caduta accidentale fino all’invasione della privacy; e per il momento non esistono polizze assicurative capaci di coprire tutti i potenziali pericoli dell’uso di massa di questi giocattoli volanti.
I droni potrebbero servire a tutto: in un futuro non troppo lontano la pizzeria di fiducia potrebbe far atterrare sul balcone di casa quello che abbiamo ordinato per cena. Oppure un robot volante potrebbe verniciare la parete della nostra abitazione. Non è solamente uno scenario da film.

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