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 ATTUALITÀ   La crisi non si arresta. Allarme Cisl sui licenziamenti 
La crisi non si arresta. Allarme Cisl sui licenziamenti   versione testuale
Sono 4.345 dall'inizio dell'anno in provincia di Treviso
Quattro anni di crisi - che è diventata ormai un vero cambiamento strutturale - e già 4.345 licenziamenti dall’inizio dell’anno, con un picco di 2.955 lavoratori messi in mobilità dalle piccole imprese e un’esplosione della cassa integrazione ordinaria (+43% rispetto allo stesso periodo del 2011). Arrivano dunque poche buone notizie dal fronte della Cisl che l’altro giorno ha presentato l’andamento del Mercato del Lavoro e dell’occupazione nel secondo trimestre 2012 e nei primi sei mesi dell’anno. La situazione non migliora e non lascia prevedere spiragli di luce a tempo breve.
“Possiamo considerarlo l’anno più complicato - ha commentato Franco Lorenzon - ed è già il quarto. Un imprenditore fa fatica a investire e se non investi oggi, domani non ci riuscirai. Neppure il commerciale e il turismo o il pubblico impiego se la passano bene. Difficile dire allora se il 2013 sarà l’anno della ripresa. Siamo dentro un sistema internazionale, varia il punto di uno spread e ritorniamo giù. Però ci sono aziende che vanno anche benino, ma ci sono arrivate con idee innovative e con qualche liquidità”.
Il 2011 si è chiuso con 23.949 iscritti nelle liste di disoccupazione e il 2012 si è aperto con altri 4.345 lavoratori messi in mobilità. Nelle grandi imprese, il 37% di chi perde il lavoro ha più di 50 anni. Nelle piccole aziende, un licenziato su tre ha 30-40 anni. Solo nei primi mesi dell’anno hanno chiuso 680 attività lavorative, delle quali 250 nel settore delle costruzioni, 167 del commercio, 132 del manifatturiero, settore all’interno del quale a soffrire di più è il metalmeccanico, che ha perso 47 aziende, il legno/arredo che ne ha perse 29 e il sistema moda con meno 24 aziende. La produzione e il fatturato, nel I trimestre 2012, risultano in calo del 4,5%, mentre l’utilizzo degli impianti rimane fermo al 72,9%. Dal punto di vista dei licenziamenti, la situazione ricorda quella grave a cavallo fra il 2009 e il 2010.
“Il settore manifatturiero va adagio, chi è posizionato sui mercati internazionali invece assume - ha spiegato Alfio Calvagna, segretario della Cisl di Treviso -. Incontro assistenti sociali che mi dicono di avere difficoltà a dare risposte. Questa provincia non è abituata a gestire disagi superiori a certi numeri”.
Le ore di Cassa integrazione ordinaria autorizzate nel primo semestre 2012 sono state pari a 2.880.628, registrando un aumento di richieste pari al +43% rispetto allo stesso periodo del 2011; le ore di Cigs (Cassa integrazione straordinaria) autorizzate nel primo semestre 2012 sono state invece 1.895.192, cioè -64% rispetto allo stesso periodo. “E’ segno che le imprese hanno esaurito la possibilità di utilizzare la cassa integrazione straordinaria, ecco perché aumenta quella ordinaria e il numero di licenziamenti. Alla fine dell’anno scorso c’erano 100 aziende in cassa integrazione straordinaria, 71 delle quali entro dicembre 2012 termineranno l’utilizzo di questo ammortizzatore” ha sottolineato Calvagna. Quaranta, infine, per un totale di mille lavoratori coinvolti, le nuove crisi aziendali aperte da gennaio alla fine di giugno.







Giovedi 26 Luglio 2012
Paola Fantin