| La vita del Popolo di Treviso - EDITORIALE | |||
|
|
|||
|
|||
|
LItalia ha dunque un nuovo Governo. Tuttavia, durante gli sfibranti colloqui con le delegazioni dei ben 32 gruppi parlamentari, il prof. Mario Monti si è reso subito conto che il percorso sarà molto accidentato, perché dovrà fare i conti con i veti incrociati dei partiti e i loro interessi elettorali e di parte. E un po come un film western alla rovescia: tutti invocano il soccorso della cavalleria, ma al suo arrivo sono recalcitranti nellaprirle le porte del forte. Tutti, partiti compresi, concordano che limpresa titanica di Monti è lunica soluzione immediata che possiamo spendere per cercare di arginare lassedio dei mercati che a tuttoggi sembra non recedano nel chiedere il nostro scalpo. Con tanti distinguo e condizioni. Il centrodestra, infatti, vuole mantenere le mani libere in modo da poter andare - sondaggi permettendo - alle elezioni quanto prima e condizionare fortemente il nuovo Esecutivo, come ad esempio su Ici e patrimoniale. Dallaltra parte il centrosinistra non vuole più di tanto compromettere il vantaggio elettorale che gli danno i sondaggi, sponsorizzando in prima persona una nuova manovra economica di circa 25 miliardi che di sicuro agirà sulle pensioni e ancora una volta, per quanto equa cerchi di essere, metterà le mani nelle tasche dei soliti cittadini a reddito fisso. Lunico sostegno senza condizioni a Monti viene dal grande centro di Casini, Fini e Rutelli i quali, con un Governo che arrivi a fine legislatura nel 2013, sono sicuri di guadagnarci elettoralmente e di raccogliere, cammin facendo, gli auspicabili transfughi ex democristiani attualmente accasati nel Pdl (e magari anche nel Pd). Non senza porsi qualche nuovo interrogativo, giacché Fini e Berlusconi, dopo tante sberle e torte in faccia, hanno ripreso a parlarsi. Daltra parte, un uomo di destra come lattuale Presidente della Camera, mal si assortisce con i centristi. In questo quadro politico assai incerto la Lega di Bossi, dopo essersi compromessa allinverosimile con Berlusconi pur di portare a casa il federalismo, si è sganciata da tutti ed è ritornata a fare opposizione, nella speranza di recuperare il crescente dissenso interno e rifarsi una verginità perduta ormai da tempo. Andando a riesumare il soliti vecchi slogan, come quello su Roma ladrona, che potevano forse sedurre quando era ancora illibata, e rilanciando, come al poker, le carte della secessione, del parlamento padano e del trasferimento di ministeri al Nord. Rimane però il problema che il nostro Paese, nonostante lincarico al professor Monti, continua ad essere sotto lassedio della speculazione. Il che, tra laltro, porta acqua al mulino di coloro che nel Pdl vorrebbero andare subito al voto e tuttora negano risolutamente che laccanirsi dei mercati contro di noi fosse dipeso dalla perdita di credibilità di Berlusconi e della poca efficacia del suo Governo. Quello che ci pare chiaro è che un nostro eventuale salvataggio dipenda da una, seppur temporanea, stabilità politica e da un Esecutivo autorevole che abbia il coraggio e la possibilità di chiedere quelle lacrime e sangue che Monti ha già derubricato a grossi sacrifici. La situazione in cui ci siamo infilati è molto seria. Nei primi mesi del 2012 lo Stato dovrà restituire circa 200 miliardi di euro a quegli investitori che ce li avevano prestati. Il rischio che corriamo è non solo di trovarci senza liquidità per poter onorare al momento qualche debito contratto, ma anche di entrare irreversibilmente in crisi di solvibilità, ossia nellimpossibilità permanente, nonostante drastiche riforme strutturali e la ripresa significativa del tasso di crescita, di risarcire il debito accumulato. Sarebbe il default o fallimento dellazienda Italia. Allo stato attuale, non essendoci crescita (e non intravvedendo gran che allorizzonte) al nuovo Governo non resta altra soluzione che avviare riforme strutturali (pensioni, costi della politica, welfare...), combattere levasione fiscale, aumentare le tasse a tutti e/o attingere risorse dai patrimoni più consistenti. In ogni caso, lunica cosa certa è che dovremo rassegnarci a convivere con le vacche magre per parecchio tempo. Purtroppo dopo tanti anni i nodi sono venuti al pettine. Ora è urgente rompere lassedio in cui siamo finiti aprendo le porte alla cavalleria del prof. Monti. Nella speranza che i nostri non arrivino troppo tardi e la resa si presenti insostenibile. A quel punto le forze politiche non saprebbero che farsene dei loro sondaggi elettorali. |
|||
|
Lucio Bonomo |
|||
|
Ultimo aggiornamento di questa pagina: 17-NOV-11
|
|||
|
ilpopolotreviso - Copyright @2005 - Strumenti Software a cura di Seed
|
|||