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Ciclismo: non c‘è giro senza Treviso
Parla il direttore del Giro d‘Italia
Il direttore del Giro d'Italia, Mauro Vegni
Il direttore del Giro d'Italia, Mauro Vegni

Non fosse che per motivi professionali e cioè la visione di strade, paesi, traguardi o partenze, non è così facile avere una sera a cena nientemeno che il direttore del Giro d’Italia di ciclismo professionisti Mauro Vegni. Nell’impresa ci sono riusciti gli sportivissimi organizzatori dell’Uc AsolobikePoggiana che in occasione della chiusura delle attività, cioè la corsa internazionale di Poggiana in agosto, hanno avuto quale ospite d’onore proprio il direttore Vegni accompagnato dallo sportivissimo Angelo Morlin della Rcs. Così Gianpietro Bonin, il vulcanico patron castellano, nonché consigliere regionale Fci, ha incassato in un colpo solo i complimenti dell’Uci (Unione ciclistica internazionale) per la buona riuscita della corsa e poi quelli di Mauro Vegni per l’impegno e la dedizione alla causa ciclistica. Oltre a tutto questo anche una mezza promessa che il Giro farà tappa ancora una volta a Riese nel 2013 o 2014 (nel 2012 toccherà a Vedelago e Treviso). Al progetto, oltre che a Bonin, sta lavorando anche il sindaco di Riese Gianluigi Contarin: “Il 2 giugno del 2013 inizierà l’anno di commemorazioni per i cento anni dalla morte del nostro papa San Pio X. Noi abbiamo tutta l’intenzione, tra le tante iniziative, riuscire a portare anche una grossa ed importante manifestazione sportiva”. Ne è convinto anche Gianpietro Bonin che con la sua esperienza avrebbe l’onere dell’organizzazione mentre Mauro Vegni da l’assist giusto agli organizzatori castellani: “Nel 2006 sono stato invitato sempre a Riese per una festa e l’anno dopo è arrivato il Giro. Quest’anno sono ritornato a Riese, quindi…”. Se tanto mi dà tanto, Riese dovrebbe ospitare quanto prima il Giro andando ad allungare quindi la tradizione locale ciclistica. “Ma sia chiaro - spiega Vegni -, che è impensabile tracciare un Giro d’Italia senza tener conto della realtà veneta e trevigiana in particolare. Penso che Treviso per la sua passione sia il cuore del ciclismo e pensare ad un Giro che non tocca queste zone è impossibile. Il prossimo anno abbiamo Vedelago come arrivo e Treviso come partenza. Si tratta di momenti importanti per i tifosi ma anche da un punto di vista tecnico perché è l’ultimo appuntamento utile per i velocisti. Bisogna pensare anche a loro nell’economia di un Giro perché il Giro lo vince uno ma lo corrono in molti”. Mauro Vegni si è trovato a gestire l’avvenimento sportivo più importante dopo che Angelo Zomegnan ha lasciato l’incarico: “Bisogna dire che anche con Angelo mi occupavo dei percorsi e di costruire il Giro tenendo presente le varie peculiarità socio-storiche. Diciamo che il passaggio è stato sicuramente graduale ed indolore”.
Quest’anno si correrà un Giro unanimamente definito più umano: “Sì, è vero, ma bisogna anche tener presente che il Giro 2011 era il Giro per il 150 anni dell’Unità d’Italia e per questo si doveva toccare più Regioni possibili. Nel 2012 sarà diverso e forse per questo è considerato più umano”. La rivalità col Tour è sempre presente.. “C’è, inutile negarlo - conclude Vegni -, ma questo ci aiuta ad essere competitivi ed avere sempre obiettivi più importanti”.

Gabriele Zanchin

Ultimo aggiornamento di questa pagina: 07-DIC-11
 

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