| La vita del Popolo di Treviso - CULTURA & SPETTACOLI | |||
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Di suor Maria Pia - al secolo Emilia Toniolo - visitandina, figlia di Maria Schiratti e del prof. Giuseppe Toniolo si sa davvero poco. Di lei si possiede un semplice abregè, come previsto dalla regola, redatto in monastero subito dopo la morte. Una sua scelta. Un suo voluto estraniarsi dal mondo per vivere il suo patto damore nel silenzio orante di un monastero in un continuo morire vivendo e vivere morendo, come impone la regola dellordine della Visitazione. Rammentare con pazienza i pochi fili che annodano la trama della giovane esistenza di suor Maria Pia, morta assai giovane, quando ancora non ha nemmeno compiuto ventinove anni, quando ancora la freschezza femminile è intatta e la maturità di una donna è già piena, è davvero difficile. Forse non è nemmeno legittimo perché è come pretendere, con indebita e gratuita ingerenza, di andare oltre la grata della clausura, per infrangere lintimità di un rapporto di due amanti, che è sempre unico e personale. Se decidiamo di farlo è soltanto perché la sua breve vita può essere condensata in un messaggio assai semplice e pur carico di una lezione che il mondo ciarliero e alienante nel quale siamo immersi ha da tempo dimenticato. Maria Pia, come quella di unautentica claustrale, ci ammonisce che la paradossale, ossessiva ricerca delleffimero che caratterizza la nostra epoca rischia di lasciare inevasi i richiami più profondi dello spirito. Ci dice che, ieri come oggi, esistono accanto a noi donne e uomini che, vivendo una vita simile alla nostra, riescono ad anticipare il futuro, immettendo nella storia una traccia della bellezza di Dio e di Cristo capace di elevare e trasfigurare la vita. Una ragazza, una donna, una monaca che, pur non essendo veneta a tutti gli effetti - nasce a Pisa, nella cui università il papà insegna, il 17 maggio del 1886 - diventa veneta di … adozione. Dalla terra del papà, di quel lembo di Veneto che ha nome Treviso, dove la pianura comincia pian piano a cedere alla collina, ricco di verde e di acque, dove le bellezze naturali, larte, la storia sembrano aver deciso di convivere e di quella di mamma Maria - Pieve di Soligo - terra incorniciata dallarco delle prealpi bellunesi, baciata dalle acque del Soligo e del Lierza, adagiata nella parte orientale del quartier del Piave, eredita il sorriso dolce, il garbo dei tratti, la genuinità di uno stile che laccompagnano per tutta la vita. Una ragazza come tante suor Maria Pia. Una donna capace di scelte coraggiose. Forse incomprensibili a tanti. La famiglia di appartenenza poteva garantirle uno standard di vita agiata, appariscente, forse una carriera universitaria, una trama di relazioni di prestigio. Lei sceglie uno stile diverso. Nulla di eclatante nella sua vita. Nulla di straordinario. Nulla di vacuo. Soltanto la ricerca dellEssenziale. E lEssenziale era Lui. Maria Pia lo ha scelto, lo ha amato per tutta la sua brevissima vita - muore nel monastero trevigiano il 7 marzo 1915 - quasi avesse fretta di vederlo e contemplarlo per tutta leternità. Oggi a nemmeno un secolo dalla morte è quasi del tutto dimenticata, sopravanzata dalla notorietà di papà Giuseppe, che abbaglia e la relega a ruoli meno appariscenti. Anzi ignorata dai più. Anche da coloro che da qualche tempo scandagliano la vita del prof. Toniolo, gloria veneta, vanto anche di Pieve che ne custodisce gelosa le spoglie. Testimone di una devozione destinata a crescere e allargare i suoi orizzonti. Eppure suor Maria Pia conserva un fascino che la propone come esempio di santità come quello del più noto papà Giuseppe, prossimo beato. Un unico filo conduttore lega i due: lo stesso impegno per il sociale, pur con ruoli diversi. La missione del prof. Toniolo, di questo economista di Dio, come felicemente qualcuno lha definito, impegnato a far trionfare i principi del Vangelo nella sempre travagliata questione sociale, si salda per certi versi con quella della figlia Emilia, anzi di suor Maria Pia. Se il papà è il braccio e la mente, la figlia è il cuore. Nel silenzio del chiostro lei accompagna con la preghiera lazione di papà Giuseppe. Lei è lindispensabile radice dellalbero che papà cura con intelligenza e piena dedizione. Perciò la gioia intima e commossa che tutti vivremo per la beatificazione di Giuseppe Toniolo si accompagna al ricordo della figlia. Pronta anche lei, ne siamo certi, a festeggiare in cielo, insieme a papà e allintera famiglia. Con altrettanta emozione. Non è da tutti avere un genitore... santo. |
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Mario Cutuli |
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Ultimo aggiornamento di questa pagina: 15-DIC-11
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