Lanno accademico 2011/2012 porta una novità nel settore della produzione editoriale della Facoltà teologica del Triveneto: una rivista scientifica. Si tratta di Studia patavina, prestigiosa testata nata nel 1954 nellambito del Seminario di Padova per iniziativa del vescovo Girolamo Bortignon e del teologo Luigi Sartori, e assunta, grazie a un accordo siglato tra le due istituzioni, come rivista della Facoltà. Un nuovo corso, dunque, per Studia patavina e una nuova opportunità per la Facoltà di intrecciare il dialogo anche con le istituzioni culturali di quel Triveneto che porta nel nome e che di fatto già rappresenta nella rete degli istituti superiori di scienze religiose e istituti teologici affiliati che hanno sede nelle tre regioni.
Intensificare il dialogo con le altre realtà Studia patavina esce con una linea editoriale rinnovata, espressione in primo luogo della qualità teologica della Facoltà e degli Istituti, spazio di pubblicazione ma anche incentivo allo studio e alla ricerca. La quantità e la qualità dei docenti dediti alla ricerca - afferma il preside della Facoltà, prof. Andrea Toniolo - sono il banco di prova e la sfida dei prossimi anni per una facoltà teologica che deve rispondere, al pari delle facoltà statali, ai parametri del processo di Bologna che certificano la qualità accademica della formazione impartita. Il secondo obiettivo della rivista, raccogliendo leredità del suo mezzo secolo di storia, è continuare e intensificare il dialogo con gli altri saperi e con le altre realtà accademiche del territorio triveneto, quali le Università e i diversi Istituti culturali, promuovendo dibattiti su temi di interesse comune, ospitando contributi o ricerche fatte nellambito delle facoltà statali. Se lambiente accademico resta il primo punto di riferimento e di confronto, Studia patavina - in quanto strumento di una Facoltà a indirizzo teologico-pratico - intende però rivolgersi anche al pubblico costituito dagli ambienti ecclesiali. Si vorrebbe offrire - spiega il direttore incaricato di avviare il nuovo corso della rivista, il prof. Giuseppe Mazzocato - un contributo allazione pastorale delle nostre chiese, mediante una riflessione sui temi emergenti e assicurando anche un aggiornamento costante sulla realtà sociologica del territorio.
Nei prossimi numeri il convegno Aquileia 2 Il primo numero realizzato dalla Facoltà (il 3 2011), in uscita in questi giorni, porta qualche novità anche nella struttura della rivista, che si apre con un Focus tematico: il primo è dedicato agli indirizzi della Fttr con contributi di Roberto Tommasi (Teologia pastorale e istanze del pratico. La riflessione teologico-pastorale nella Fttr), Luciano Fanin (Valore e ruolo del vissuto in teologia spirituale) e Valerio Bortolin (Religiosità e questione del senso. La filosofia della religione tra scienze della religione e teologia); nei prossimi numeri saranno messi a tema la questione del pratico e il convegno Aquileia 2. Accanto alle tradizionali rubriche Ricerche, Temi e discussioni, Recensioni e segnalazioni bibliografiche, nuova è la proposta di un Osservatorio, che terrà docchio e darà conto su alcuni fatti civili ed ecclesiali del territorio, realizzata in collaborazione con istituti di ricerca del Triveneto; il Notiziario, infine, informerà su alcune iniziative della Facoltà e degli istituti a essa collegati. Per i nuovi abbonamenti, Studia patavina è disponibile al prezzo ridotto di 19,50 euro (anziché 39 euro) per lanno 2012 (3 numeri). Per ulteriori informazioni: studiapatavina@fttr.it.
INTERVISTA AL DIRETTORE DON GIUSEPPE MAZZOCATO: "ABBRACCIARE L‘UMANO IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI" Per comprendere meglio il ruolo della teologia e della rivista scientifica abbiamo rivolto alcune domande al direttore don Giuseppe Mazzocato. Qual è il ruolo della teologia nel contesto degli avvenimenti sociali ed ecclesiali del nostro tempo? Si nota oggi fra i laici un interesse crescente per le scuole di teologia. E, se i nostri titoli accademici fossero più spendibili sul piano professionale, avremmo un afflusso maggiore di studenti laici. Linteresse indica tuttavia una rilevanza della teologia anche sul piano culturale. In effetti, la presenza dei teologi nei dibattiti pubblici o nelle pubblicazioni è cresciuta e maturata negli ultimi decenni. E ormai passata lidea che a interloquire nei dibattiti pubblici siano principalmente ecclesiastici, in quanto rappresentanti delle posizioni dottrinali della chiesa. Accanto alle doverose precisazioni dottrinali, si sono sviluppate forme di libero dibattito grazie a cui la fede cristiana appare anche come risorsa intellettuale, capace di contribuire alla comprensione delluomo. Il rafforzamento di tale dimensione del credere cristiano e la pluralità di soggetti che la esprimono può dare alluomo doggi la percezione del profondo legame che unisce la fede cristiana allintelligenza e quindi alla libertà delluomo. Noi dobbiamo offrire una teologia che, nel momento in cui viene accostata, risulti essere luce per gli uomini. Quali sono le problematiche che investono oggi il sapere teologico nellimpatto con lo sviluppo delle scienze e nel confronto sempre più ravvicinato con altri sistemi di pensiero disomogenei? La sfida che oggi la teologia si trova ad affrontare non è nuova, anche se si presenta in termini diversi dal passato, ed è la riduzione delluomo alle sue condizioni materiali o biologiche. Ogni trascendenza delle espressioni umane, quali sono il linguaggio, la coscienza, la memoria, gli affetti, le scelte, la fede e così via, viene negata. Gli strumenti scientifici conferiscono maggior plausibilità alle tesi riduttivistiche. La possibilità di monitorare in tempo reale lattività cerebrale, ad esempio, rende plausibile la tesi che le funzioni umane sopra elencate non abbiano nulla di misterioso o di trascendente, ma siano semplicemente attività cerebrali. A poco sembra valere, sotto tale profilo, il pensiero riflessivo, sia esso filosofico o teologico, il quale si avvale anchesso di evidenze forti, ma meno immediate perché meno materiali. La teologia deve misurarsi con le scienze e con le filosofie riduttivistiche per valorizzarle, in quanto ci permettono di ripensare ed esprimere in modo più concreto il mistero delluomo e levidenza della trascendenza delle sue espressioni. Quale dialogo è possibile nel contesto dellattuale pluralismo culturale? La teologia cristiana, proprio in forza della sua identità cristiana, è capace di abbracciare lumano in tutte le sue espressioni, manifestando la verità e la bontà che lo abita. Certo, lumanità è anche segnata dal peccato, ma essa mantiene la sua bontà nativa o creaturale ed è tale bontà il luogo dincontro con ogni uomo e punto di partenza per un cammino verso la piena conoscenza del mistero di Cristo. Una soteriologia quindi che muova dallamore e dalla simpatia per ciò che luomo è. La teologia contribuisce in tal modo a mantenere vivo il legame delle chiese con le realtà umane. Come mai il sapere teologico, e le riviste che lo veicolano, sono oggi così marginali nella società italiana e persino nella chiesa? E solo un problema di forma, di comunicazione, o anche di sostanza, di contenuti? La teologia è il sapere riflesso della fede e in quanto tale è necessaria alla fede stessa. Senza il momento della riflessione possiamo avere adesioni entusiastiche alla fede, ma non ancora realmente libere e mature. Ci sono gradi diversi di riflessione, che vanno dal catechismo dei bambini alle più impegnative pubblicazioni teologiche, le quali non sono per tutti e tuttavia aiutano la chiesa nella sua missione e la irrobustiscono nella stessa fede. In tal senso, possiamo dire che teologia non è marginale nella chiesa, ma è presente in forme e gradi diversi di riflessione. Limportante è che si senta sempre a servizio della chiesa e della sua missione. Per quanto riguarda i mondi culturali odierni, la teologia può concepirsi come il seme o il lievito nella pasta. E poco, ma può far fermentare la pasta. Per agire, però, il lievito devessere impastato con essa. La curiosità verso i linguaggi umani, sempre in evoluzione, come lo sono lautoconsapevolezza degli uomini, le forme del sapere e del bello, è un carisma importante perché contribuisce a far sì che la fede e la chiesa siano impastate nellumanità di oggi e la possano far fermentare.