| La vita del Popolo di Treviso - Speciale 120 anni | |||
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Moltissimi missionari ci hanno scritto in questi giorni, rispondendo a una nostra sollecitazione, per raccontare il loro legame con La Vita del popolo. Li ringraziamo tutti. Pubblicheremo alcune testimonianze anche nel prossimo numero. E sempre commovente per noi scoprire il loro affetto verso il giornale. E i loro auguri diventano motivo di un rinnovato impegno a far conoscere la missione ad gentes e tutti gli straordinari testimoni che la incarnano giorno dopo giorno. Ecco le loro parole: Il vescovo Pasqualotto da Manaus Caro direttore, non ricordo più da quanti anni ricevo Vita: certo sono molti perché sono in missione nellAmazzonia brasiliana da 44 anni. Quando vivevo a Barreirinha e, piú tardi, a Mauès, due cittadine allinterno della diocesi di Parintins, era il primo giornale che ricevevo dallItalia e perciò me lo leggevo subito da capo a fondo. E sempre una grande allegria ricevere le notizie della nostra diocesi. Conosco abbastanza la nostra chiesa perché, nei due periodi in cui sono stato rettore del Pime a Preganziol, ho visitato molte parrocchie e conosciuto molti sacerdoti trevigiani. Trovare nel giornale il nome di questo o quel prete mi fa ricordare tante cose. Pensa che cerco anche le date delle cresime per sapere dove si trova il nostro vescovo, o mons. Magnani, Mons. Daniel... Le pagine che più cerco sono quelle dei Vicariati di Mogliano (partecipavo alle congreghe e ho nel cuore quei sacerdoti) e di Monastier (il Vicariato della mia parrocchia, S. Cipriano). Congratulazioni a te e a tutti quelli che lavorano in questo giornale che è proprio del popolo. Vi auguro molto successo e molti... lettori (senza loro il giornale non si mantiene!...). Continuate a trasmettere il messaggio cristiano che il Natale ci porta: Dio ci ama, Dio ama ciscuno di noi. E quello che noi portiamo nel mondo come missionari inviati dalla diocesi di Treviso. (mons. Mario Pasqualotto, Pime, vescovo a Manaus - Brasile) Dal Giappone: Vita ha per noi una funzione insostituibile Io ho imparato ad apprezzare il nostro settimanale diocesano quando, sotto la guida di don Claudio Pasqualini, noi ragazzi di Azione cattolica ci occupavamo della buona stampa e gestivamo ledicola allentrata della chiesa di Fontane, distribuendolo assieme al Vittorioso... Ma in casa Bianchin in cucina era esposto El mago boscariol. Per me, da quando sono in Giappone, è stato il riferimento della terra e della comunità che mi hanno cresciuto, e anche se non lo leggo tutto, lo ricevo con gioia e ogni volta che lo sfoglio mi fa sentire a casa... E questo non è poca cosa per chi vive la sua vocazione in un altro mondo culturale. Altri strumenti hanno altre funzioni, ma Vita ha per noi una funzione unica e insostituibile. (P. Mario Bianchin, Pime - Giappone) Anche nelle Filippine le radici non si dimenticano Sono nelle Filippine da 25 anni, da quattro sono parroco a Tondo, in una parrocchia di 100.000 abitanti nellarea del porto, una delle zone più popolate e depresse della città con più di 30.000 baraccati. Sebbene siamo in quattro sacerdoti e con noi ci sia una comunità di suore Canossiane e abbiamo parecchi programmi e attività sia nel campo pastorale che sociale, vedo che è ancora ben poco di fronte alle grandi necessità e problemi umani, morali e spirituali che incontriamo ogni giorno. Comunque sono convinto che i cambiamenti veri cominciano nel piccolo e nascosto come è successo a Betlemme e sono prima di tutto opera dellamore Trinitario. Ringrazio di cuore la Vita del popolo perché mi dà lopportunità di essere informato circa quanto va avanti a Treviso e nel mio paese di origine. (p. Carlo Bittante, canossiano - Filippine) Dalla Cina: Lo sfoglio con i miei compagni operai Fa piacere ricevere Vita fin qui, in Cina interna, attraverso tutte le censure. Ogni volta che arriva faccio un gran sorriso e lo sventolo a tutti i miei compagni di lavoro (ricordo che faccio il prete operaio; qui non cè ancora libertà religiosa per il clero estero) che si rallegrano anche loro al vedere le fotografie e qualche faccia conosciuta di italiani passati di qua o perché loro stessi sono venuti a fare un giretto nelle nostre parrocchie e in altri luoghi famosi dei nostri paesi. Per me è un po come gustare un buon tiramisù! Si prende un po alla volta riconoscendone i sapori antichi e nostrani e gustando qualche novità che ci informa e forma ad accogliere e assimilare i continui cambiamenti che avvengono nella nostra chiesa trevigiana e in tanti ambienti locali e nazionali della vita del popolo. Grazie. Forza. Continuate! (p. Fernando Cagnin, Pime - Cina) Cerco di leggerlo on line Nella Missione di Gibuti dove lavoro da quasi sette anni tra i nostri amici musulmani, non ho mai ricevuto La Vita del popolo. Tento qualche volta, quando i collegamenti internet funzionano, di leggerlo online. E un sito che apprezzo tantissimo perché ricco di contenuti. Non solo offre delle informazioni, ma aggiorna, forma, sfida; è un mezzo di comunione e condivisione tra noi missionari e la nostra diocesi dorigine. E il giornale del dialogo… della vita del popolo. Anche noi siamo qui per dialogare, soprattutto con la vita. La Chiesa è ben voluta e le sue opere sono molto apprezzate. La nostra presenza ha già un senso quando è testimonianza dei valori evangelici e della relazione di amore verso la persona. (suor Anna Bacchion - missionaria della Consolata) In Tanzania arriva come una lettera della mamma Dalla Tanzania (Moshi) vorrei esprimere il mio grazie per permettermi di ricevere puntualmente La Vita del popolo. Sono nato alla vita cristiana nella diocesi di Treviso (San Donà di Piave). Per me il vostro settimanale rappresenta come una lettera settimanale della mamma, che mi ha generato e dalla quale continuo a ricevere il saluto e laffetto. Mi permette di seguire con interesse le sue gioie e i suoi dispiaceri. Costituisce un vincolo vitale che mi aiuta nella missione con lappoggio spirituale dei miei, di quelli di casa. (Bruno Zamberlan sdb - salesiano missionario nel Southern Africa) Grazie a chi la fa arrivare fin qui Come missionaria sandonatese, da 51 anni nel Mato Grosso, in Brasile, ringrazio vivamente di poter ricevere Vita del popolo. Siano benedetti i nostri benefattori! Sono felice di sapere che la Chiesa nella mia Diocesi è viva e attualizzata, disposta ad essere segno concreto dellamore di Dio, aperta alle esigenze sempre nuove e incalzanti del nostro mondo globalizzato. Ringrazio il Signore per lo spirito missionario che, in mille modi, si manifesta nella mia cara Diocesi. Il Signore la conservi e susciti Apostoli per i nostri giorni. (suor Antonia Tardivo, Figlia di Maria Ausiliatrice - Brasile) Dal Kenia: "Quando lo leggo mi sento "vostra" Da fine novembre ricevo di nuovo regolarmente La Vita del popolo allindirizzo postale della nostra nuova fraternità a Kakuma. Internet qui è molto lento e non sempre si riesce a collegarsi alledizione on-line, inoltre abbiamo la luce elettrica per poche ore alla sera. Vi ringrazio per la vostra vicinanza e sollecitudine. Non ho tanto tempo per scrivere e col passare degli anni la vita di Comunità e di Missione assorbono tutte le energie, ma quando leggo il giornale della Diocesi mi sento ancora vostra. Le notizie, le foto, le testimonianze, gli interventi del Vescovo mi fanno sentire parte della famiglia, nonostante la lontananza... Grazie, grazie! Questi primi mesi di presenza nel campo profughi sono stati intensi e anche impegnativi. Incontriamo e cominciamo a conoscere profughi provenienti da Sudan, Etiopia, Uganda, Somalia, Congo, Rwanda, Burundi, Eritrea. Il Kenya da anni accoglie questa gente, che rimane spesso parcheggiata qui per molti anni, con la speranza di ottenere un visto dingresso per paesi dellOccidente. In questo momento a Kakuma ci sono 85.000 profughi e il numero è in aumento. I nuovi ingressi sono principalmente dal Congo e dalla Somalia. Ci siamo accorte che un grosso problema è la mancanza di una lingua comune, condivisa. Per questo chi vive qui quasi sempre limita le proprie relazioni alle persone del proprio gruppo etnico. Per bambini e giovani le scuole presenti nel Campo sono un vero aiuto: imparano linglese e socializzano. Per le mamme non è così. Rimangono a casa coi figli e le necessità della famiglia non consentono loro di usufruire dei programmi scolastici esistenti. Per questo abbiamo cominciato due scuolette di alfabetizzazione e dinglese a loro misura, e siamo noi stesse stupite dallaffluenza crescente di donne, che a volte vengono portando sulla schiena i loro bambini. Si siedono sulle stuoie, sistemano i loro piccoli, poi si comincia. E unesperienza entusiasmante anche per noi! Queste mamme che sono passate attraverso esperienze terribili di guerra e violenza a volte sono tanto tristi, e tristi sono generalmente anche i giovani e tutti quelli che vivono qui. Hanno lasciato alle spalle un passato che vorrebbero dimenticare e non sanno quale sarà il loro futuro. Quando le vediamo sorridere a scuola e desiderose di imparare, di sperare, di sognare abbiamo tanta voglia di aiutarle ad avere fiducia: è questa la loro forza. Questanno anche in Italia per molte famiglie ci saranno meno spese e più sacrifici, ma Gesù ha scelto di nascere vicino a chi fatica o è scoraggiato. Con Lui possiamo resistere nelle difficoltà insieme a tanti fratelli e sorelle che lottano come noi e più di noi, e continuare con loro il nostro cammino. Buon Natale a tutti voi. (Gianna Benfatto - Movimento Contemplativo Missionario P. De Foucauld - Kakuma, Kenya) Padre Sorgon: legame che dura da 40 anni Carissimi, ho scoperto La Vita del popolo assieme al foglietto parrocchiale di S. Donà di Piave, nella mia numerosa e patriarcale famiglia di 60 persone, quando avevo 11 anni. Chi li leggeva assiduamente era lo zio Ferdinando che, finito in carrozzella per una malattia alle gambe, mi diceva di conoscere e leggere Vita se volevo diventare prete. Ogni tanto mi mostrava qualche foto sacerdotale, soprattutto del grande mons. Luigi Saretta, chiedendomi se sarei diventato un bravo sacerdote come lui. Io ridevo e mi allontanavo per continuare a giocare. Nei miei 40 anni di vita sacerdotale, come missionario in Brasile ho sempre cercato di leggerla soprattutto durante le vacanze. La Vita del popolo è il giornale della mia storia umana e sacerdotale. Auguri con preghiere per i vivi e per i morti. Viva la Vita del Popolo e viva la Diocesi di Treviso, oltre alla mia parrocchia di San Donà. (p. Gino Sorgon, Saveriani) In Uruguay unito alla mia Chiesa Da Loria sono arrivato in Uruguay 34 anni fa. Grazie per questa informazione che mi mantiene unito alla mia Chiesa di origine. Tanti Auguri e sempre avanti. (P. Mario Gazzola, Omi) Voce della nostra terra E bello per me, per noi ricevere una voce dalla nostra terra, è un dono bellissimo che ci fa sentire vicini e in comunione con voi e con la realtà di oggi. Mi congratulo con tutti quelli che hanno collaborato e che collaborano a farci sentire questa voce che si distingue per la ricchezza delle notizie scritte nella verità e con lo spirito del Vangelo. E il Verbo si è fatto carne... Possa anche il nostro settimanale essere leco della Parola che si è fatta uno di noi per salvarci. Nel mare della carta stampata si distingue per professionalità, onestà e creatività. Attendo sempre con gioia di riceverla, mi porta aria di casa e mi stimola a continuare con sempre rinnovato spirito il cammino della Missione. Auguri fraterni. Possano i tre di Betlemme camminare con tutti e con voi in particolare, perché avvolti dalla Luce del Verbo possiate regalarci ancora parole di Vita e di Verità. (suor Virgiliana Duravia - Consolata - Iringa, Tanzania) Giornale che mi è molto caro Vita del popolo mi è molto cara. A Treviso ho studiato dalla seconda alla quarta Ginnasio. Poi la mia famiglia è andata in Lombardia, e io ho cambiato bandiera: comboniano. Sono venuto in Brasile nel 1952. Ora, a 88 anni, sono a riposo. Però lavoro ancora: pomeriggio e sera dopo il telegiornale, seduto davanti al computer (lavori di segreteria). La mattina, dalle 8 alle 10 attendo alle confessioni al centro di Teresina, Capitale dello Stato del Piauì: servizio che mi fa sentire prete più che nel giorno dellordinazione, oltre 62 anni fa. Che il Bambino Gesù vi faccia scoppiare damore! (p. Candido Poli - Brasile) |
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Ultimo aggiornamento di questa pagina: 12-GEN-12
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