La vita del Popolo di Treviso - EDITORIALE
Mistrorigo, una guida nel dopo Concilio
mons. Antonio Mistrorigo
mons. Antonio Mistrorigo

Abbiamo celebrato la settimana scorsa le esequie del vescovo Antonio Mistrorigo, una figura di pastore che ha segnato la vita della nostra diocesi per oltre 30 anni, caratterizzati soprattutto dall’assimilazione e dall’attuazione del rinnovamento avviato dal Concilio Vaticano II.
Diversi anni fa, quando andai a trovarlo per portargli la mia tesi su mons. Francesco Tonolo, liturgista e catecheta trevigiano, mons. Mistrorigo mi confidò che quando era parroco a Sossano e da tempo ormai scriveva i messalini per agevolare la partecipazione dei fedeli alla messa, era venuto a Treviso a incontrare a S. Giuseppe il Tonolo. Voleva chiedergli un parere ed essere messo in contatto a Roma con padre Annibale Bugnini, illustre liturgista, diventato qualche anno dopo Segretario della Commissione preparatoria del Concilio e, successivamente, del Consiglio per l’attuazione della riforma liturgica e della Sacra Congregazione del Culto divino.
Purtroppo - mi confidò con rammarico mons. Mistrorigo - da vescovo di Treviso non poté mai avvalersi per la promozione del rinnovamento liturgico in diocesi, della competenza e dell’aiuto di mons. Tonolo perché questi era deceduto in un incidente stradale, poco prima che egli arrivasse.Mons. Mistrorigo può essere annoverato, a livello parrocchiale, tra i promotori del rinnovamento liturgico italiano, tanto che al Concilio ha potuto intervenire con indiscutibile competenza e autorevolezza.
Tuttavia, nel suo lungo episcopato a Treviso egli non ha solamente promosso la riforma liturgica voluta dal Concilio. E’ anche stato un pastore che si è trovato a guidare la nostra diocesi tra i tanti entusiasmi, ma anche tra le difficoltà che il forte rinnovamento pastorale ed ecclesiale innescato dal Concilio ha suscitato in tutte le chiese, soprattutto in Europa. Anche la nostra diocesi ha vissuto difficoltà e tensioni. Anch’essa è stata attraversata dallo spirito del sessantotto, soprattutto dalla contestazione, così insofferente verso ogni forma di struttura di tipo istituzionale. Il vescovo però, coadiuvato dallo zelo e dal senso di responsabilità ecclesiale di tanti preti e laici, ha saputo con pazienza traghettare la nave, seppur tra acque a volte agitate, nell’alveo della comunione ecclesiale, evitando che nella nostra diocesi si creassero insanabili divisioni e fastidiose fazioni tra il clero. A distanza di tanti anni bisogna convenire che se i preti trevigiani vivono tra loro, pur nella diversità, una sostanziale unità e la diocesi manifesta una buona fecondità pastorale e spirituale, lo si deve anche alla sua opera oltre che a quella di alcuni suoi saggi diretti collaboratori e di alcuni pastori.
Segno di questo cammino di ricerca della comunione da parte di tutte le forze vive della diocesi sono state le partecipate settimane pastorali residenziali di Paderno del Grappa (1977-1983), che ancora molti preti e laici ricordano con grande riconoscenza e nostalgia.
Ad esse fece seguito la preparazione e la successiva celebrazione nel 1986 del secondo Sinodo presieduto da mons. Mistrorigo, quello del dopo Concilio, dal significativo titolo: “Sinodo, una Chiesa che cammina insieme”. In esso l’attenzione è stata portata sulle dimensioni fondamentali della vita della chiesa: l’evangelizzazione, la liturgia e la carità, senza per questo tralasciare problemi pure importanti per la vita delle parrocchie e dei singoli fedeli, come quelli della promozione dei ministeri e degli organismi pastorali di partecipazione ecclesiale, del rapporto con i beni economici e della giustizia. Sappiamo che la traduzione pastorale delle riflessioni e degli orientamenti di questo Sinodo hanno interessato per diversi anni i piani pastorali della diocesi, soprattutto i primi sei (con la liturgia e la carità) dell’episcopato di mons. Paolo Magnani.
Trent’anni di episcopato sono tanti. Se aggiunti agli altri 22 vissuti dopo il passaggio del testimone ai successori e durante i quali non ha mai smesso di essere ed agire da vescovo, risultano tantissimi. Vicende, iniziative, opere compiute: è difficile menzionarle tutte. La diocesi ha cercato di farlo nel bel libro pubblicato in occasione dei suoi 50 anni di ordinazione episcopale. Si può solo convenire con il card. Angelo Scola che mons. Mistrorigo è stato un grande patriarca delle genti venete. Per noi un vescovo che ha avuto l’onere e l’onore di traghettare la nostra diocesi verso il rinnovamento pastorale scaturito dal Concilio Vaticano II.

Lucio Bonomo

Ultimo aggiornamento di questa pagina: 26-GEN-12
 

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