Ancora in crisi il Treviso, nonostante le smentite
Ccome crisi profonda, quella del Treviso calcio; D come (mezzo) disastro quello che sta avvenendo a Montebelluna e Quinto. Insomma, lalfabeto offre tante e tali opportunità di interpretazione dellattuale momento vissuto dal nostro sistema calcio che cè solo limbarazzo della scelta. Come cè limbarazzo della scelta per le società calcistiche che in questi mesi stanno segnando il passo, cioè hanno decretato lo stato demergenza dei loro conti e qualcuna ha già alzato bandiera bianca. E il caso della Triestina ad esempio, ma poco più sotto troviamo il Treviso calcio che, nonostante le rassicurazioni di alcuni dirigenti, sta vivendo una crisi finanziaria non da poco conto. Scendiamo di una categoria per vedere come Montebelluna e Quinto in serie D si stanno barcamenando mentre una società blasonata come il Venezia ha dovuto ripartire dalla D, grazie alliniezione di gas russo per vedere ancora gente al SantElena. Insomma, la situazione è a dir poco drammatica ed unanalisi lucida e precisa arriva da Ennio Filippetto, già presidente provinciale della Federcalcio, attuale presidente dellAccademy, società di settore giovanile, e fresco di onorificenza come Ufficiale al merito della Repubblica. Certo, mancano i soldi. Sono però convinto che se queste situazioni venissero analizzate con serena umiltà, potrebbero anche essere affrontate per tempo e superate. Sono figlie di un aumento sconsiderato di presidenti alchimisti (da un punto di vista contabile) e burloni ed ora se ne pagano le conseguenze. Quello che personalmente mi fa molto male è che in queste situazioni a rimetterci sono i giovani, i vivai che con una certa programmazione potrebbero fungere da vera risorsa per le nostre società calcistiche. Poi la bordata finale: Non voglio sembrare catastrofista ma guardandomi in giro penso che siamo solo allinizio, perché queste sono solo le prime avvisaglie della crisi. Potrebbe sembrare che siano troppe le squadre professionistiche in pochi chilometri, ma Filippetto è convinto che il problema sia sulla gestione. Chi può dare delle risposte è sicuramente Orfeo Antonello, da 11 anni presidente del Giorgione calcio in serie D ed anche presidente del Gs Postumia di ciclismo: Se siamo allinizio non lo so, diciamo che lunica cosa certa che so è che nel calcio le uscite sono certissime mentre le entrare incerte. Per il calcio questo è un momento molto duro perché siamo a metà stagione e chi non ha tenuto ben sotto controllo i bilanci ora si trova malissimo. Io non vorrei creare ulteriori allarmismi ma penso che si registreranno altri… mal di pancia. Purtroppo noi viviamo con gli sponsor, con aziende e se queste vanno in crisi è naturale che prima paghino i loro dipendenti e poi eventualmente noi sportivi. Noi del Giorgione, con i miei dirigenti, controlliamo la situazione bilancio praticamente ogni giorno.Stiamo lavorando bene, abbiamo un tecnico, mister Esposito, che si occupa della prima squadra e tiene docchio il nostro settore giovanile che impegna il 70% dei nostri sforzi e siamo convinti che il nostro futuro sarà proprio lì. Ma lancio comunque un appello: chi ha la possibilità ed ha a cuore le sorti del Giorgione calcio si faccia avanti.... C come cura e D come dimagrante.