Mario Monti! Chi era costui?, ruminava tra sé litaliano medio. Infatti, fino a novembre 2011 il nome Mario Monti diceva poco o nulla agli italiani. Negli anni precedenti era salito agli onori della cronaca quando, da commissario europeo, aveva poi preso posizione contro la Microsoft, la più grande azienda di programmi per computer al mondo, vincendo la causa. Certo la sua biografia è ricca di tante altre cariche e competenze e tuttavia, prima di tre mesi fa, quasi nessuno sapeva cosa pensasse questuomo, cosa avesse intenzione di fare per lItalia e perché venisse indicato da diverse forze politiche come un possibile capo di un governo tecnico.
Un cambiamento imprevisto In modo veloce ha assunto lincarico di formare un governo e lo ha formato. Subito ha steso una riforma finanziaria ed economica di grande impegno per la maggior parte degli italiani. Poi ha iniziato a spiegare. Ecco, a questo non eravamo abituati. Chi spiegava, fino a qualche mese prima, faceva dei proclami a slogan. Monti ha iniziato a rispondere in modo preciso alle domande, senza fare battute per apparire simpatico, ma cercando di spiegare al suo interlocutore la situazione e i motivi delle scelte. Credo che da troppi anni gli italiani non si sentissero trattati come persone intelligenti. I suoi interventi, assai lunghi, non sono pronunciati in politichese (la lingua dei politici, di difficile comprensione e spesso dal significato vuoto), non sono fatti di parole capaci di catturare il votante in ascolto (magari rabbiose verso qualcuno), non contengono offese e non hanno bisogno di parlare male degli altri per dire noi siamo migliori di loro. Questo premier dice ciò che pensa in modo chiaro, oppure ti dice perché non ti risponde. Non fa mai riferimento a chi ha governato prima di lui e non attacca le persone, eppure dice la verità della situazione. Monti dice di non essere un politico, non è essenziale che abbia ragione o no. Quello che conta è che ha dimostrato la possibilità di fare politica in modo diverso, anche se è a capo di un governo tecnico. E opportuno precisare che tali considerazioni non significano condivisione piena di tutto ciò che il premier e il suo governo fanno o dicono; non è il tema in discussione in questo articolo, anche se ci sono punti di vista diversi e legittimi su varie questioni (il lavoro, le liberalizzazioni, le pensioni...). Ultimamente, se i professori al governo limitassero le battute improprie non ci sentiremmo alunni offesi inutilmente, ma cittadini che stanno tirando la carretta da tempo e che lo dovranno fare ancora; si potrebbe discutere con maggior collaborazione.
I have a dream Io ho un sogno è una famosa espressione di Martin Luther King in un discorso storico tenutosi davanti al Lincoln Memorial di Washington. La prendo in prestito per guardare al futuro e pensare alle realtà che possono essere utili alla nostra Italia. Sogno che alle prossime elezioni gli italiani possano scegliere di votare politici che non pensino a noi come ai peggiori tifosi allo stadio, ma come a persone intelligenti. Sogno che i politici possano discutere tra di loro, pur con posizioni distanti tra di loro, come tra persone civili e non come capibanda o volgari bulletti di quartiere. Sogno che si prendano il loro stipendio (anche alto), ma solo quello. Insomma sogno che ci siano dei Monti di destra, centro e sinistra in grado di governare lItalia, per la competenza e per il modo. Probabilmente mi state già iscrivendo nel libro degli illusi, tuttavia questo esiste oggi. E anche i politici se ne sono accorti; avete notato come è cambiato il tono in alcune trasmissioni televisive: i politici non si azzuffano più e quando devono dire quello che serve allItalia si mostrano un tantino impreparati. Quando il premier Monti va in televisione (si sta dimostrando molto acuto nellesporsi mediaticamente) gli indici di ascolti si alzano. Ma non era un professore noioso e lungo nel parlare?
La legge elettorale La politica era diventata unarena di gladiatori, di lotta politica condotta con ogni scorrettezza. Meglio non entrare in merito. Oggi si avverte che è qualcosa di diverso e potrà esserlo in futuro. Molto dipenderà dalla legge elettorale. Quella attuale, conosciuta da tanti per il nome che gli ha dato colui che lha pensata, porcellum (e sintende dire: maialata), va cambiata. Se resterà la stessa resteremo con la stessa politica, anche se cambieranno coloro che si azzufferanno per portare a casa ciò che a loro serve per essere rivotati, per le loro famiglie e i loro discendenti. In questi giorni parliamo più di neve che dei grandi problemi dellItalia. E possibile che gli italiani si rendano conto che possono premere sui politici per cambiare la legge elettorale? O forse è un sogno anche questo?