Non bisogna tacere di fronte al male. Nel Messaggio per la Quaresima, intitolato Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone (Eb10,24), il Papa stigmatizza quella mentalità che, riducendo la vita alla sola dimensione terrena, non la considera in prospettiva escatologica e accetta qualsiasi scelta morale in nome della libertà individuale. Una società come quella attuale - la denuncia di Benedetto XVI - può diventare sorda sia alle sofferenze fisiche, sia alle esigenze spirituali e morali della vita. Nel nostro mondo impregnato di individualismo - la tesi del Papa - è necessario riscoprire limportanza della correzione fraterna, per camminare insieme verso la santità e scongiurare così il pericolo di una sorta di anestesia spirituale. Di qui limportanza di ammonire i peccatori, recuperando quella dimensione della carità cristiana che la tradizione della Chiesa ha annoverato tra le opere di misericordia spirituale. Oggi - la denuncia del Papa - si è assai sensibili al discorso della cura e della carità per il bene fisico e materiale degli altri, ma si tace quasi del tutto sulla responsabilità spirituale verso i fratelli. Non così deve essere nella comunità cristiana, ammonisce il Santo Padre, ricordando che Cristo stesso comanda di riprendere il fratello che sta commettendo un peccato, e che il verso usato per definire la correzione fraterna è il medesimo che indica la missione profetica di denuncia propria dei cristiani verso una generazione che indulge al male.
Laltro è un alter ego Lessere fratelli in umanità e, in molti casi, anche nella fede - spiega il Papa - deve portarci a vedere nellaltro un vero alter ego, amato in modo infinito dal Signore. Se coltiviamo questo sguardo di fraternità, la solidarietà, la giustizia, così come la misericordia e la compassione, scaturiranno naturalmente dal nostro cuore. Come affermava Paolo VI, il mondo è malato soprattutto per la mancanza di fraternità: lattenzione allaltro, invece, comporta desiderare per lui o per lei il bene, sotto tutti gli aspetti: fisico, morale e spirituale.
La tentazione della tiepidezza Che cosa impedisce questo sguardo umano e amorevole verso il fratello?, si è chiesto il Papa: Sono spesso - ci ha risposto - la ricchezza materiale e la sazietà, ma è anche lanteporre a tutto i propri interessi e le proprie preoccupazioni. Mai dobbiamo essere incapaci di avere misericordia verso chi soffre; mai il nostro cuore deve essere talmente assorbito dalle nostre cose e dai nostri problemi da risultare sordo al grido del povero. Invece, proprio lumiltà di cuore e lesperienza personale della sofferenza possono rivelarsi fonte di risveglio interiore alla compassione e allempatia, ha concluso Benedetto XVI, esortando i cristiani a vincere la tentazione della tiepidezza.