| La vita del Popolo di Treviso - CULTURA & SPETTACOLI | |||
|
|
|||
|
|||
|
Con nuovi reperti preziosi e nuovi prestiti direttamente dalla Cina, la mostra Manciù, lUltimo Imperatore a Casa dei Carraresi (Treviso) si rinnova fino al 13 maggio prossimo, giorno della chiusura che concluderà il ciclo di quattro mostre dedicate a 2.500 anni della storia del Celeste Impero, per lasciare poi il testimone in autunno a una mostra sul Tibet, come annunciato dal curatore, Adriano Madaro: Non ci occuperemo di caratteri politici, ma della cultura di questa civiltà. Si tratta di una mostra mai concessa a nessuno, né agli Usa, alla Germania o alla Gran Bretagna e che abbiamo annunciato, con grande eco nella stampa cinese, ancora il luglio scorso in Cina. Doni dei Dalai Lama agli Imperatori, peculiarità di questo popolo e della sua storia sono alcune delle idee. A marzo la presenteremo alla stampa. Dal 15 febbraio scorso, intanto, in ottemperanza a una disposizione di tutela del Governo Cinese che impone di non lasciare esposti dei reperti per più di tre mesi, nuovi oggetti stanno arricchendo la mostra dedicata alla dinastia Mancia (1644-1911) a Casa dei Carraresi. Non è facile preparare una mostra così complessa e vasta sulla Cina - ha dichiarato Lu Xin, membro della Segreteria dellAccademia Cinese di Cultura Internazionale con sede a Pechino -. Ne ero convinto allinizio, mi pareva impossibile riuscirci. Otto anni dopo, posso dire che avevo torto. Sono cinque i vessilli imperiali di seta finissima, risalenti al Regno di Quianlong (1735-1796), ricamati con le nuvole (simbolo della presenza dellImperatore nel corteo) che hanno lasciato il posto ad altrettanti manufatti con le nuvole questa volta in versione stilizzata. Visibile anche la veste imperiale estiva, risalente al Regno di Daoguang (1820-1850), le calzature di Concubina, il set di borsette di seta da appendere alla cintura, come da tradizione del popolo Mancia, risalenti al Regno di Tongzhi (1861-1875). Sarà inoltre possibile ammirare anche la seconda parte del finissimo e particolare rotolo di seta, lungo dieci metri, dipinto con inchiostri e colori su seta nel 1751 da Xu Yang nel quale si mostra lo svolgersi della vita quotidiana delle province del sud della Cina, con riproduzioni di abitazioni, botteghe, attività della città e della campagna. Infine, visibili due nuovi dipinti di Giuseppe Castiglione, il gesuita milanese, ritenuto il più grande pittore del Settecento cinese. Tra gli altri pezzi da segnalare, infine, il Trono del Celeste Impero, per la prima volta nella storia della Cina smontato dalla sua secolare collocazione e rimontato pezzo per pezzo con i suoi preziosi arredi a Treviso. |
|||
|
Paola Fantin |
|||
|
Ultimo aggiornamento di questa pagina: 16-FEB-12
|
|||
|
ilpopolotreviso - Copyright @2005 - Strumenti Software a cura di Seed
|
|||