Paolo Fassa, della Fassa Bortolo, spiega il disimpegno dal ciclismo e la nuova sponsorizzazione
La forza delluomo e la bellezza dellarte sono cose affascinanti. In parole semplici, secondo Paolo Fassa, imprenditore trevigiano, titolare della FassaBortolo azienda mondiale di prodotti per ledilizia e per sei anni sponsor di una delle maggiori squadre di ciclismo professionistico prima di dedicarsi allarte, sport e cultura possono tranquillamente andare a braccetto. E proprio lui ne è testimonianza visto che per sei anni il marchio della sua azienda ha girato il mondo sulle spalle e sui muscoli dei più grandi ciclisti esistenti. Ora, sempre quel marchio, cresciuto con lo sport si è indirizzato in unaltra forma di investimento, e cioè nellarte. La FassaBortolo sarà per tre anni partner della Fondazione Canova di Possagno ed il primo intervento è stato il restauro del gesso di Antonio Canova la danzatrice con i cembali, mutilato durante il bombardamento della prima guerra mondiale. Lo sport mi affascinava così come ora mi affascina larte - spiega con gusto e passione il dr. Paolo Fassa -. Lo sport ed il ciclismo in particolare, per noi è stato un trampolino di lancio, ci ha dato visibilità internazionale come azienda. Naturalmente da parte mia cera e cè anche tanta passione per le due ruote che seguo ancora. Io poi sono sempre stato un grande appassionato delle due ruote ed in particolare mi hanno sempre affascinato le corse contro il tempo, a cronometro. Quasi un velo di tristezza, forse nostalgia nelle parole del dr Fassa…Sì, la nostalgia per quegli anni è rimasta. Sono stati sei anni molto intensi dove abbiamo avuto grandi soddisfazioni, grandi momenti sotto tutti i punti di vista, grandi risultati sportivi ed anche imprenditoriali visto che il marchio si è sviluppato. Poi grandi soddisfazioni anche sotto laspetto umano. Tutto questo poi è venuto a mancare e da qui linteresse per larte…. La curiosità è tanta, per capire cosa abbia spezzato questo idilio con lo sport ed il dr Fassa non si sottrae. Il perché è presto detto: il doping. Ecco, questo fatto ha interrotto il nostro rapporto che per me era ed è amore per il ciclismo. E credetemi è stato tanto il rammarico per questa situazione perché le soddisfazioni ed i momenti che abbiamo passato rimarranno indimenticabili. Un ritorno allo sport? E improbabile visto anche i momenti di crisi che fortunatamente ancora non ci toccano. E così, dal Giro dItalia al Tour de France passando per la Milano-Sanremo o le classiche del Nord fino a raggiungere le stanze ovattate di musei e gipsoteche il colpo di pedale è breve: Ora le nostre vittorie, i nostri traguardi sono appunto il restauro del Palazzo dei 300 a Treviso, quindi gli affreschi di Pompei, le opere del Canova e prossimamente anche il palazzo del comando provinciale dei carabinieri a Treviso. Insomma dalla forza che sprigiona luomo nel ciclismo a quella che sprigiona con lingegno e larte, dietro a tutto questo cè sempre lingegno imprenditoriale.