Non eravamo abituati noi, non erano abituati loro. I coltelli che volano dentro la Lega Nord di Treviso, i panni sporchi lavati in pubblico, le lotte di potere e le correnti sono una prima assoluta. Imprevista anche per molti dirigenti, amministratori e militanti, che stanno reagendo con impotenza e fastidio a quanto succede. Si badi bene: la Lega trevigiana è sempre stata un ambientino piuttosto vivace. Solo che gli scontri non sono mai emersi con evidenza. E la caserma della Lega è sempre stata comandata con fermezza dal Lider maximo Gian Paolo Gobbo e dal suo colonnello, il sindaco di Vittorio Veneto Toni Da Re. Felpato ma alloccorrenza spietato il primo, brusco e modi spicci il secondo. Insieme, una lunga serie di successi elettorali: Regionali e Provinciali, Treviso e Vittorio Veneto, le conquiste e riconquiste di Castelfranco, Montebelluna, Paese e di circa la metà dei comuni della provincia, il controllo di società di servizi.
Benservito a Da Re Sembrava una storia destinata a durare in eterno e Da Re si accingeva a porre per la quarta volta consecutiva la sua candidatura alla segreteria provinciale. Ma è stato fermato dai malumori interni e dallemergere, per la prima volta, di un correntone organizzato, pronto ad andare alla conta, guidato dal presidente della Provincia Leonardo Muraro e dal capogruppo in Consiglio regionale Federico Caner. Definire i congiurati maroniani (in contrapposizione ai bossiani Gobbo e Da Re) o addirittura tosiani (il sindaco di Verona che vorrebbe strappare la guida della Lega in Veneto proprio a Gobbo) potrebbe sembrare una forzatura. Ma qualche settimana fa, solo a ipotizzare una cosa del genere si sarebbe stati presi per pazzi. Invece, se ne inizia a parlare. E, di conseguenza, clamorosi sviluppi non sono da escludere.
La scelta di Granello Per il momento la spaccatura plateale al congresso sembra scongiurata: tutti, allappuntamento del 1° aprile, sosterranno il sindaco di Ponzano Giorgio Granello (anche se 11 sindaci, soprattutto del Vittoriese, insistono su Da Re). Intanto il sindaco di Vittorio Veneto e Muraro fanno a gara a mettere il cappello al segretario in pectore. Granello è stato in effetti ufficialmente candidato da Da Re, che ha fatto un passo indietro quando si è materializzata leventualità di una candidatura Muraro. Ma il presidente della Provincia, che non a caso assieme a Granello ha tenuto una conferenza stampa, risponde così: La candidatura Granello viene incontro alle esigenze di rinnovamento chieste dalla base. E vicino a questa sensibilità e ha sempre lavorato per lunitarietà della Lega. E poi spiega: Chiariamo subito: non sono stato io a scatenare tutto questo putiferio, non sono stato io a candidarmi. Cè una forte richiesta dai militanti per un progetto di cambiamento. In questottica mi è stato chiesto di verificare se poteva essermi concessa dal Consiglio federale una deroga per potermi candidare alla segreteria, dato che sono anche presidente della Provincia. Una proposta che è stata portata al confronto. Poi cè qualcuno che ha perso il lume della ragione. La reazione di Da Re è stata sconsiderata e priva di fondamento. Da Re, lo ricordiamo, aveva dato a Muraro del traditore, del re dei banchetti, aveva detto di averlo sempre difeso anche quando era indifendibile e aveva pronosticato per Muraro un rapido oblio al termine del suo mandato a SantArtemio. Quando però si chiede a Muraro se le critiche a De Re coinvolgono anche Gobbo, si affretta a precisare: No, lui guarda dallalto. Un modo come un altro per tenersi le mani libere.
I programmi dove sono? Ma la probabile soluzione unitaria non mette la sordina alle polemiche. Luca Vettor, nonostante sia solo quarantenne è ormai un veterano del Carroccio. Negli ultimi anni non ha avuto incarichi amministrativi e di partito, ma prima dellattuale esperienza allAnas è stato capo di gabinetto di Muraro, in Provincia (In alcune cose siamo diversi - ammette sibillino - anche per questo non lavoriamo più insieme). Si dice che sia la carta segreta di Gobbo nella corsa alle Comunali di Treviso del 2013, anche se attualmente sembra in pole position il rivale interno e quasi coetaneo Federico Caner. Sono nella Lega da 19 anni - dice Vettor - un momento così non lavevo mai vissuto. Questa cosa mi rattrista, saltano valori come la gratitudine e la riconoscenza, si invoca il cambiamento senza spiegare dove andare, con che idee e modalità. Dovè il progetto politico? Granello è una pesona a modo, ma non mi è piaciuto il modo in cui si è arrivati a questa scelta, accantonando un segretario come Da Re. Devo dire che Muraro mi ha proprio stupito. Spara ad alzo zero contro il Presidente della Provincia anche il sindaco di Montebelluna Marzio Favero, che pure, assieme allon. Giuseppe Covre, la scorsa settimana aveva rivolto al suo partito un appello al cambiamento: Ma ci sono due modi di criticare - dice -. Uno di tipo personalistico, che si svolge in guerre di fazione. Un altro vissuto come una critica costruttiva. La Lega dovrebbe fare come Bartali che anche quando vinceva diceva: «Tutto sbagliato, tutto da rifare». Abbiamo bisogno di un nuovo progetto. Siamo stati a Roma per ventanni e non abbiamo portato a casa le riforme. Bisogna ripartire dal basso e dagli amministratori, in un momento in cui abbiamo un Governo che sta uccidendo i Comuni. Ma mai mi sarei aspettato di veder nascere una corrente. La gente non ne può più di guerre di poltrone, di una politica dove vince il più furbo. Non abbiamo bisogno di guerre tra bossiani e maroniani, la sintesi lha già fatta a Milano il nostro popolo.
Tosi dietro langolo? Sta alla finestra al momento il consigliere regionale Luca Baggio, già sindaco di Riese. Un anno fa nella Lega trevigiana era isolato, lunico a stare dalla parte di Tosi. Ora rischia di trovarsi con una folta compagnia. E non è detto che la cosa gli piaccia: Io con la scelta di Granello non centro. Ma è un amico e gli consiglio di ascoltare i militanti e di non temere la diversità di opinioni. Per il resto... Sento molti militanti confusi. I veri cambiamenti di solito partono dal basso, allora le cose sono chiare. Qui invece mi sembrano confuse, anche perché è mancata negli ultimi anni la possibilità di partecipazione. Finale dedicato a Tosi: E il sindaco più amato dItalia, così come Zaia è un presidente di regione molto popolare. Sono persone che possono portare un contributo positivo. In attesa di vedere se la guerra Muraro-Da Re è solo un avvertimento a Gobbo prima del tentativo di scacco matto (intanto il sindaco di Treviso, come del resto Zaia e i parlamentari, non parla), resta una certezza, che nessuno dentro la Lega trevigiana più tenta di nascondere: correnti, fazioni, guerra di poltrone sono alla luce del sole. Due anni dopo lapoteosi delle Regionali il Carroccio è giunto al suo tornante più delicato.