Sono 18 i giovani e adulti che riceveranno i sacramenti dell‘iniziazione cristiana durante la veglia pasquale
Sabato 7 aprile diciotto giovani e adulti riceveranno il Battesimo durante la veglia pasquale nella chiesa cattedrale di Treviso. Il vescovo Gianfranco Agostino scandirà i quattro momenti della celebrazione con i gesti che accompagneranno la rinascita in Cristo e la piena appartenenza alla comunità cristiana. Arrivati da un cammino di preparazione durato da uno a due anni i catecumeni sono ormai ad un passo dai tre sacramenti delliniziazione cristiana: battesimo, confermazione ed eucaristia. A guidare Joy, Alketa, Riccardo Andrea, Aicha, Monica, Simone, Gentjan, Isola, Zhixiang, Suzana, Dzenita, Stewart, Anna, Alem, Susil, Eljana, Brunilda ed Eleonora sono stati anzitutto catechisti, padrini e sacerdoti delle loro parrocchie, insieme a don Gerardo Giacometti, responsabile del servizio diocesano per il catecumenato. Le comunità da cui provengono sono: Onè di Fonte, Martellago, Peseggia, Caerano San Marco, Padernello, Castelfranco, Guarda di Montebelluna, Santa Maria del Rovere, San Donà di Piave, Cavriè, Fagarè, SantAngelo, Falzè di Trevignano e Cattedrale. Quattro catecumeni sono italiani, sei giungono dallAlbania, mentre gli altri arrivano da Bosnia, Afghanistan, Cina, Sri Lanka, Nigeria, Marocco, a testimonianza che la chiamata di Dio è per tutti i popoli. Alcuni di loro si sono avvicinati al cattolicesimo dopo aver professato altre religioni: laccoglienza e laiuto concreto ricevuti dai cristiani sono stati in molti casi lelemento determinante per aderire alla fede, come nel caso di Alem che, giunto in Italia attraverso un viaggio drammatico, trova dimora presso una famiglia sandonatese.
Un cammino di coppia Per Stewart e Joy, marito e moglie della Nigeria, in Italia da ventanni, la conversione è maturata in seguito alla partecipazione dei loro tre figli al catechismo: Dopo che i nostri bambini hanno iniziato a frequentare la parrocchia - racconta Stewart - ci siamo interessati e abbiamo chiesto al parroco di aiutarci. Abbiamo iniziato a frequentare le attività parrocchiali - continua Joy - e piano piano abbiamo conosciuto delle persone splendide che ci hanno amato e dato la spinta per andare avanti. Laiuto per la fede è arrivato dal parroco e dai parrocchiani che hanno dato loro la possibilità di conoscere Gesù e il suo Vangelo: Non sapevamo cosa fosse il battesimo, oggi invece abbiamo capito a cosa si va incontro - riprende Stewart -. E un bel momento per noi perché questo cammino ha cambiato il nostro modo di vivere, tante cose sono cambiate. La gioia e lamore non hanno confini, non si ama solo chi ci è a fianco. Ho imparato anche a perdonare. Ora sappiamo rispondere alle domande dei nostri figli. Aspettiamo il battesimo con gioia.
I tempi lunghi di Anna Anna viene dal Marocco e fin da bambina ha vissuto in Italia: La mia scelta di conversione è arrivata molti anni fa ma ho dovuto rispettare i miei tempi per fare il percorso vero e proprio. Ho avuto vari appuntamenti con il mio parroco che mi ha spiegato tutti gli insegnamenti. Questo ha confermato la scelta che ho fatto. Vari episodi hanno portato Anna alla scelta di chiedere il battesimo, come la partecipazione al Grest da piccola e lo stare sempre a stretto contatto con bambini e famiglie cristiane. Mi sono sentita sempre parte di questa comunità; alle superiori ho sempre frequentato lora di religione - racconta -. Grazie a tutto questo ho capito che era quello che desideravo. Anche nelle situazioni di prova mi sono sempre rivolta a Lui e mi sento sollevata. Quando vado a messa mi sento in un posto protetto, di serenità e quindi penso di aver fatto la scelta giusta. Ora mi sento libera. Il mio rapporto con la comunità non è cambiato in quanto anche prima abbiamo sempre parlato di Gesù. Mi piace il fatto di essere sempre perdonati; famiglia, religione, unione e far del bene sono le cose più importanti della vita.
Le preghiere della nonna I catecumeni che provengono dallAlbania vivono il Battesimo come occasione per riprendere una tradizione cristiana interrotta dal regime comunista: Mi sono sempre sentito cristiano nel cuore - confessa Gentjan - e mi ricordo di mia nonna che mi insegnava le preghiere di nascosto. Il Vescovo, che ha già incontrato per tre volte i catecumeni, è rimasto molto colpito dalle loro storie: Mi piacerebbe - ha detto loro - che la vostra vicenda fosse conosciuta dai cristiani di Treviso per riscoprire il valore della fede: di chi vi giunge dopo parecchie traversie geografiche ed esistenziali e di chi la testimonia efficacemente, a volte senza neanche rendersene conto. Mano donata e mano ricevuta: questa è la comunità dove quellunico tesoro che è Gesù continua ad essere offerto e accolto.