Anche la solidarietà diminuisce per la crisi, ma due associazioni invitano a tenere duro
E proprio il caso di dirlo: la crisi non risparmia nessuno. Nemmeno la solidarietà. Una verità messa nero su bianco dallIstituto italiano della Donazione, organismo che pubblica un report semestrale sullandamento della raccolta fondi nel settore no profit. Lultimo, risalente a qualche settimana fa, riporta i dati relativi al periodo natalizio, solitamente il più proficuo. Rispetto al 2010, sono aumentate del 27% le organizzazioni non profit che hanno denunciato un peggioramento nei confronti dellanno precedente. Un dato in linea con le raccolte fondi sullintero 2011, che registrano un calo del 26% rispetto al 2010. E solo il 38% spera in un miglioramento nel 2012: a fine 2010 a intravedere uno spiraglio di luce era il 44%. Questi valori - sottolineano dallIstituto - fanno pensare a un 2011 tristemente in linea con i risultati del 2009, lanno più critico nella storia delle nostre rilevazioni. Una sensazione che trova conferma sul campo, come raccontano dal Cesvitem, ong con sede a Mirano che proprio questanno taglia il traguardo dei 25 anni di impegno nel Sud del mondo.
10.000 ragazzi aiutati in 25 anni Sui fondi pubblici per la cooperazione - spiega il presidente Simone Naletto - ci abbiamo ormai messo una pietra sopra. La vera novità di questi ultimi anni, in senso negativo, sono le crescenti difficoltà dei sostenitori privati, da sempre zoccolo duro della maggior parte delle associazioni impegnate nella solidarietà internazionale. Il Cesvitem, in particolare, è impegnato fin dai primi anni 90 nella promozione del sostegno a distanza: ad oggi sono oltre 10 mila i bambini e i ragazzi che sono passati per i progetti gestiti dallassociazione. E negli ultimi dieci anni la quota annuale richiesta per il sostegno di un bambino è rimasta inalterata.
La crisi colpisce anche la solidarietà Nonostante ciò - sottolinea Naletto - sono sempre di più i sostenitori che ci chiamano per avvisarci che non ce la fanno a proseguire il loro impegno. La nostra segreteria raccoglie sfoghi di persone davvero in difficoltà: padri di famiglia che hanno perso il lavoro, anziani che non ce la fanno ad arrivare a fine mese, genitori in pensione che devono aiutare i figli disoccupati. In queste condizioni anche la solidarietà diventa un lusso, anche se si tratta di soli 20 euro al mese. Ma lassociazione miranese non ha certo intenzione di tirarsi indietro, anzi. Tanto più che proprio ora sta cominciando a raccogliere i frutti migliori di quanto seminato negli anni. Nellepoca del tutto e subito, dei risultati immediati, può sembrare fuori dal mondo investire su dei bambini. Basta una folata di vento contrario, fatto quasi quotidiano nei contesti estremamente precari in cui operiamo, per mandare allaria anni di lavoro. Eppure noi ci proviamo, convinti che questa sia la strada migliore per uno sviluppo davvero duraturo.
La nostra meglio gioventù Una perseveranza che, un po alla volta, viene premiata, come dimostrano le storie di quella che al Cesvitem definiscono con orgoglio la nostra meglio gioventù. Sono i ragazzi e le ragazze - spiega Naletto - che, grazie ai nostri progetti di sostegno a distanza e alla generosità delle famiglie italiane, sono arrivati addirittura alluniversità: a breve i primi di loro si laureeranno, divenendo una risorsa fondamentale per le loro famiglie e i loro paesi. Nel sito dellassociazione (www.cesvitem.org) è stata creata unapposita sezione, in cui questi ragazzi raccontano le loro storie. Come Yuliana, peruviana, che da piccola aveva da mangiare solo grazie alle mense per bambini poveri finanziate dal Cesvitem nelle periferie di Trujillo: sostenuta a distanza dalla sezione Avis di Musile di Piave dal 1997, da quando aveva nove anni, oggi si sta per laureare in giurisprudenza. O come Alima, ragazza mozambicana di fede musulmana, che studia medicina e sogna di specializzarsi in ginecologia per aiutare tutte le donne che, proprio per il loro credo, non si farebbero mai visitare da un medico uomo. O ancora Roosvelt, che fino a sette anni fa cuciva magliette per una manciata di dollari al giorno a Trujillo, e oggi si sta per laureare in Economia. Piccole grandi storie - conclude Naletto -, che dimostrano come coniugando solidarietà e continuità si possa dare una via duscita anche a bambini nati negli angoli più poveri del mondo. Non è facile, ma noi teniamo duro: questi ragazzi stanno facendo sforzi enormi e meritano tutto il nostro sostegno. Anche a distanza.
L‘ISTRUZIONE CANCELLA ANCHE LA FAME Ad Istrana esiste una centrale operativa di solidarietà nel mondo. E insediata presso gli istituti Cà Florens, nata nel 1958 con don Leo Alberton con la funzione di recupero e formazione di ragazzi, poi trasformato nel centro di spiritualità e incontri. In questo contesto, è sorta anche liniziativa di adozioni a distanza promossa da fratel Matteo Kavunkal, di origine indiana e qui dal 1979. Le adozioni sono iniziate nel 1984 e a beneficiarne sono 4.700 bambini, su 8.500 richieste di aiuto arrivate. Dove cè istruzione non cè fame, è il loro motto. Operano su vari fronti, dislocati in cinque stati dellIndia e nel Senegal, dove si interviene anche nella costruzione di piccole scuole e orfanotrofi. A tuttoggi sono 1.500 i bambini che hanno conseguito lauree, 645 le infermiere professionali che lavorano in varie parti del mondo, 24 i sacerdoti e 26 le suore. Perché - ci spiega fratel Matteo - nostro scopo è seguirli uno a uno fino al conseguimento di una qualifica a livello universitario, professionale e altro. La crisi economica? Si sente - allarga le braccia fratel Matteo - da due anni viviamo in una grande difficoltà, quasi 900 sono i benefattori che non possono più aderire per lo più per cessazione di lavoro. Non arrivano più neanche nuove adesioni, nel 2011-2012 sono state pochissime. Suor Teresa di Calcutta mi diceva sempre di non stancarmi mai di sostenere i bambini. Ho fede in lei, ma anche nella continuità degli aiuti e per questo lancio un appello, segnalando anche il codice fiscale della nostra attività onlus: 97004260580 A livello locale opera la Caritas che su informazione del responsabile Candido Baldissera ci fornisce un quadro della solidarietà a vicinanza. Sono accresciuti - ci dice - i bisogni ma anche la disponibilità per aiutare a far fronte allincalzare di eventi difficili. Ad esempio abbiamo frequenti richieste di gente sfrattata perché non ce la fà a pagare laffitto, situazioni penose che cerchiamo di rimediare con nuovi contratti. Molto incrementato è anche il centro di raccolta e distribuzione indumenti. Liniziativa «sostegno e vicinanza» e legata alla frequenza scolastica dei figli, prosegue con la distribuzione dei buoni per acquisto libri, rette scolastiche e mensa. A fruirne sono una quarantina di famiglie per un totale di sessanta bambini. (Riccardo Masini)