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Libro: bagnati dal Musestre
Prezioso lavoro di Ivano Sartor sulla storia di Roncade


“Il centro di Roncade è percorso da una strada d’impianto antico ed è attraversato da una seconda via moderna...”.
E’ l’incipit de “Il centro di Roncade tra storia e modernità”, Piazza editore, euro 20, il recente, ennesimo preziosissimo lavoro di Ivano Sartor, ormai unanimemente riconosciuto come “lo storico delle nostre comunità”.
Un ulteriore contributo che arricchisce un angolo della Marca, non circoscritto alla storia di Roncade, ma una ricerca che abbraccia l’intero centro urbano del capoluogo comunale, precisa lo stesso autore.
Cinque secoli di storia raccontata, anzi rivissuta con la passione, prima che dello studioso, di un innamorato della terra natia. Vicende di un paese che raccontano di momenti insospettabilmente carichi di storia, confermati dai sempre più consistenti rilievi archeologici che ci riportano alla preistoria e che attestano nella zona la presenza di nuclei residenziali riferibili al mesolitico (IX-V millennio a. C.)
Un nobile passato, quello roncadese, che sin dal suo sorgere può vantare una felicissima posizione geo-fisica, ottima per i traffici e gli insediamenti, favoriti dalla presenza della via d’acqua del Musestre, dalla vicinanza alla grande città di Altino, dalla non lontana via imperiale Claudia Augusta che mette in comunicazione con il Danubio, oltre che con le Alpi, ma che si rende utilissima anche per i collegamenti locali.
La sua genesi che la rende paese, come entità specifica, con una sua chiesa e soprattutto con un nome proprio, Roncade la rintraccia nel periodo longobardo: lo conferma anche il nome dove appare il suffisso “ade”, comune ad altre località.
Con una dovizia di particolari ignoti ai più, altrimenti destinati ad essere coperti dalla polvere del tempo, Sartor spazia nell’intera area roncadese, ne ricostruisce i tratti: dall’antichità più remota al tardo medioevo e al primo Rinascimento quando, con l’arrivo dei Giustiniani, sorge il castello e il borgo, sino ai nostri giorni, per saperne di più di questo comune della Marca, secondo in ordine di estensione, tra i più interessanti e storicamente ricchi comuni dell’intera area veneta.
Sartor vaglia ipotesi, indaga su fonti, smentisce dicerie, corregge letture approssimative o frutto di evidenti equivoci, propone soluzioni sempre supportate da convincenti argomentazioni.
L’esito è quello di un lavoro compatto, dall’architettura complessa ma sempre armoniosa, che sa annodare i singoli segmenti narrativi in una felicissima sintesi.
 
Un ricchissimo corredo
La peculiarità del lavoro è il ricchissimo apparato fotografico, più corposo per volume rispetto al testo. Un preziosissimo corredo che si avvale anche di materiale assolutamente inedito, in gran parte tratto dall’archivio storico fotografico di Luigi Lorenzon, “primo fotografo professionale” del quale Sartor, in un atto di grande riconoscenza, ricorda i numerosi interessi, non solo artistici.
Pagina dopo pagina, ma si dovrebbe dire scatto dopo scatto, immagine dopo immagine, riemergono paesaggi sconosciuti ai più: dagli strumenti preistorici, allo splendido specchio d’acqua del Musestre in centro di Roncade con sullo sfondo il castello, dalle preziosissime pergamene del vecchio borgo, alle tante scene di vita paesana che non si risolvono in semplici coreografie ma occasione per leggere il tessuto sociale, fino alla chiesa di Ognissanti, la più importante del paese, solenne nel suo impianto, il culto e il decoro della quale era un tempo affidato alle confraternite della zona, come quella dei “barcaroli” o dei “lavanderi” che scelgono le acque di Roncade per lavare i panni della città di Venezia dove la “lissia” è vietata.
Gli antichi fotogrammi raccontano ancora di vicende che si intrecciano con l’intera storia nazionale: dalle singolari cronache sportive - dalle gare ciclistiche a quelle con puledri e bironcino - alle manifestazioni fasciste, sino all’esultanza per la liberazione, quasi a confermare il saldo legame tra la storia locale e quella oggetto dei grandi circuiti culturali.
Storie di un paese, insomma, che poi sono le stesse che spiegano tasselli della “Storia”, quella che travalica gli stretti confini della provincia.
Come quelle di Carlo Menon, costruttore di automobili - assai nota la vettura “Rebus” - e poi di bici e di motociclette: una capacità imprenditoriale che spiega le tante commesse dello Stato per le Ferrovie, l’Esercito, la Marina Militare. O quella dei F.lli Perinotto, titolari di una nota, fortunata distilleria. O quelle dei grandi proprietari come i Selvatico, i Grosso, i Basevi che integrano il settore industriale che prende sempre più corpo con l’avvento di una moderna agricoltura.
Tutte luci di passato non lontano, compreso tra i secoli XIX e XX, che sollecitano Sartor a ricordare che «a Roncade andò sviluppandosi un ceto dirigente che in vari settori, si dimostrò in grado di cogliere le sfide poste dai tempi nuovi, ponendo in luce la località come un centro importante nell’ambito provinciale.»
Un motivo di vanto per l’intera città. E non solo.
 

Mario Cutuli

Ultimo aggiornamento di questa pagina: 12-APR-12
 

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