Storia di una nascita prematura e di un miracolo che abita a Briana
Appena è nata lho vista trasparente. La sua pelle era trasparente: si vedeva quello che cera sotto. Lho praticamente vista crescere fuori dalla pancia. Questa è la storia di mamma Irene e della piccola Giorgia, nata alla 23ª settimana di gravidanza e protagonista di un vero miracolo. La gravidanza sembrava procedere normalmente. La data presunta del parto era il 17 giugno del 2011. Invece, il 22 febbraio, ben 17 settimane prima del previsto, la piccola Giorgia è venuta al mondo. Sono stati momenti incredibilmente drammatici: la corsa in ospedale con la paura e la consapevolezza che partorire così presto avrebbe, in qualsiasi caso, provocato sofferenza. Lultima ecografia, qualche attimo prima del parto, i ginecologi avevano sentenziato: nessuna chance di sopravvivenza. E bene sapere che, lOrganizzazione mondiale della sanità definisce prematuro il bambino nato vivo partorito prima della 37ª settimana di gestazione e che il limite inferiore nella distinzione tra aborto e parto pretermine è attualmente considerato intorno alle 23-24 settimane di gestazione, con un peso fetale medio di 500 grammi. Mamma Irene è dunque consapevole che la sua piccola si trova a cavallo tra la vita e la morte. Dopo la somministrazione di specifici farmaci, il 22 febbraio 2011, alle ore 12.33, allospedale di Camposampiero nasce la piccola Giorgia. Il suo peso è di 510 grammi. I ginecologi sono molto scettici. Lequipe di pediatri dellospedale è però prontissima ad accogliere questa leggerissima vita. Seguono intubazioni, operazioni, terapia intensiva, farmaci e dolore. Tantissimo. Che non ha mai, però, ostacolato la voglia di sopravvivere di Giorgia. Il 14 aprile, a causa dellennesima crisi, fortissima, i medici consigliano di darle il battesimo. E così avviene. Non segue nessuna festa. La paura di perderla sta trasformandosi in certezza. E invece, la piccola Giorgia, ancora una volta, lascia tutti a bocca aperta e ce la fa. Si riprende. Il 2 maggio, finalmente, esce dalla terapia intensiva e il 20 giugno, dopo 118 giorni e con un peso di kg 1,750 è pronta per andare finalmente a casa. Ho avuto tantissimi momenti di sconforto - racconta mamma Irene - non ho dormito per chissà quanti mesi ma ora la guardo e posso solo essere felice. Lei, la mia Giorgia, ha la forza di un leone e ha dimostrato, da subito, di essere una gran lottatrice. La compostezza di mamma Irene è disarmante tanto quanto il sorriso di Giorgia. Perché una mamma, quando si trova dentro ad un vero miracolo, non può fare altro che trasmettere, a chi passa per la sua strada, speranza. Quando sento di donne che scelgono laborto e di bambini maltrattati - spiega Irene - farei di tutto per far entrare queste persone in un reparto di terapia intensiva neonatale per far loro vedere come questi piccoli bambini lottano per poter vivere. La lettera di dimissioni post-partum di mamma Irene riporta la scritta parto abortivo. Ma Giorgia è viva e, lo scorso 4 marzo, è stata accolta ufficialmente dalla comunità cristiana di Briana di Noale con in testa il parroco don Rodolfo Budini, durante la celebrazione domenicale. I brianesi hanno gioito e fatto festa: un miracolo ora abita tra loro.