Una spiritualità caratterizzata dalla profonda adesione alla volontà di Dio, dallamore per la Chiesa e per il Papa, dalla devozione eucaristica, dalla testimonianza cristiana nella storia. Questi i tratti della santità di Giuseppe Toniolo. Il vangelo è per lui progetto di vita e seme di civiltà. E questa è la fonte dellimpegno sociale del cristiano. Scrive nel 1900, quando è già un intellettuale affermato e leader dei cattolici italiani: Noi credenti sentiamo, nel fondo dellanima (…) che chi definitivamente recherà a salvamento la società presente non sarà un diplomatico, un dotto, un eroe, bensì un santo, anzi una società di santi. Si può davvero dire che la santità fosse lideale della sua vita, come si può scorgere leggendo le pagine del suo Diario spirituale. Toniolo coltiva soprattutto labbandono alla volontà di Dio, si sforza di mantenersi umile, è attento ad osservare la sua regola di vita spirituale e si confronta spesso con il direttore spirituale. Fissa dei criteri fermi (preghiera e meditazione quotidiana, ritiro mensile, esercizi spirituali una volta allanno) per coltivare la dimensione del dialogo interiore con Dio. Ma non è un intimista. Guarda al mondo e ai grandi problemi del suo tempo: lassillo di una cultura che si è allontanata dal cattolicesimo, la questione sociale, lequità economica. Pensa in grande, ma questo è dovuto al suo essere al di sopra di tutto uomo di speranza. Lo muove la profonda percezione della presenza di Dio nella vicenda umana. Le vicende storiche sono illuminate dal mistero dellincarnazione e dalla presenza reale di Cristo nellEucaristia. Certo, la sua è una vera e propria spiritualità dellazione. Possiamo, dunque, dire che Giuseppe Toniolo seppe mettere in circolo spiritualità, cultura e impegno. Certamente, Toniolo fu anzitutto un intellettuale. Ma prima di tutto fu un cristiano esemplare, tanto da essere indicato dalla Chiesa alla venerazione. E il suo pensiero si confrontò sempre con limpegno attivo. Toniolo partecipò attivamente alla vita del nascente movimento cattolico, ma seppe sempre mediare tra le diverse anime, girò lItalia in lungo e in largo per diffondere le sue intuizioni. Fu, insomma, tutto il contrario dellintellettuale chiuso, che guarda tutti dallalto in basso.
Sposo e padre esemplare Non si potrebbe capire Giuseppe Toniolo, senza approfondire la sua esemplarità di sposo e padre. Si sposò con Maria Schiratti di Pieve di Soligo, dalla quale ebbe sette figli. Il matrimonio fu celebrato il 4 settembre 1878 a Pieve di Soligo. Il loro fu un rapporto di grande affetto e tenerezza, come emerge dal fitto epistolario del Toniolo. La figlia Teresa ricorda che il Toniolo aveva con la mamma una fiducia e una confidenza completa, tanto che la consultava non solo nella vita di famiglia, ma anche nei suoi lavori scientifici, nella sua attività sociale, nei rapporti con i colleghi. In tutta la vita pubblica e privata vivevano in due. Ogni loro giornata cominciava con la santa messa. Quella di Toniolo fu una casa di preghiera, ma anche ricca di tanti momenti semplici. Non mancarono gli avvenimenti che provocarono in Toniolo grande dolore e lutto, come la morte di due figli in tenera età, ma anche in questi momenti seppe confermare il suo sì a Dio.
La laicità Toniolo è, dunque, un uomo di sintesi e questa sintesi, ha un timbro particolare, come abbiamo visto: quello dellessere laico. Egli stesso, nel suo disegno giovanile percepì la sua condizione laicale come oggetto di una specifica vocazione e come via di santificazione. Pensiamo alla sua vita matrimoniale. Pensiamo a come la sua professione è stata posta a fondamento del loro impegno di cattolici impegnati nella Chiesa e nel mondo… Toniolo è prima di tutto un docente universitario preparato e quello dellinsegnamento, vivificato da un intenso rapporto con le giovani generazioni, è il suo primo ambito di testimonianza, tra laltro in un contesto, quello accademico, fortemente impregnato di laicismo. Toniolo matura unidea profonda di democrazia. E persona che si prende le proprie responsabilità, parla anche dentro la Chiesa con franchezza (pensiamo al suo rapporto con i Papi!), ma avendo sempre a cuore la comunione. Oggi, dopo il Concilio, il concetto di laicità è meglio messo a fuoco… Ma viene da chiederci a volte dove siano finiti i laici. E il Toniolo diventa un attuale modello di santità laicale. (Bruno Desidera)
IL PENSIERO: GIUSTIZIA ED EQUITA‘ Giuseppe Toniolo insegnò per 40 anni allUniversità di Pisa dalla cattedra di Economia politica che egli vinse nel 1879 e mantenne fino alla morte nel 1918. Tuttavia non incarnò la classica figura dello studioso accademico tutto immerso nelle sue ricerche e nellinsegnamento. Egli fu in pari misura anche un militante, un uomo di azione, impegnato in quello che è chiamato il Movimento cattolico che comprendeva un complesso mondo di idee, organizzazioni, iniziative che germogliarono tra i cattolici nella seconda parte dellOttocento e precisamente dopo la creazione dellItalia unita.
Loggetto dei suoi studi Cè uno stretto rapporto tra il pensiero tonioliano in campo economico e limpegno nellambito delle associazioni cattoliche. Egli fu indubbiamente uno studioso delleconomia come testimoniano la sua poderosa opera Trattato di economia sociale e il suo insegnamento universitario. Per capire il suo pensiero economico bisogna fare attenzione allaggettivo sociale col quale egli qualifica leconomia. Già al suo tempo leconomia aveva trovato posto tra le scienze positive che partono dai dati sperimentabili e misurabili per ricavarne le leggi, espresse con il linguaggio preciso della matematica. Il Toniolo conosceva le teorie economiche di natura scientifica del suo tempo, ma egli non diede contributi significativi in questo campo. Il suo interesse riguardava piuttosto la natura sociale ed etica delleconomia. Più che alle leggi che descrivono come si svolge la produzione e lo scambio dei beni, era interessato a definire il posto che i beni economici devono avere nella vita della persona e come devono essere divisi tra tutti secondo giustizia ed equità. Dal punto di vista teorico egli partiva dalla teoria delleconomia classica che metteva lutile individuale alla base dellattività economica, ma introduceva con forza lesigenza etica che doveva regolare in ultima istanza le scelte economiche. La sua prima pubblicazione è la prolusione che scrisse nel 1874 in occasione del suo dottorato in scienze giuridiche allUniversità di Padova. Si intitola Degli elementi etici quali fattori intriseci delle leggi economiche. In essa leggiamo questo passaggio: Una spregiudicata analisi della natura complessa delluomo, addita in lui, accanto al principio dellutile ancora quello del buono, figlio dello spontaneo riconoscimento di una legge morale imperante che ingenera la coscienza del dovere, la quale, poi, alleandosi con più generali effetti del cuore umano, si traduce in altrettante tendenze della nostra natura immateriale che sovrastano per eccellenza a quelle del piacere e dellutile personale, ne temperano le esigenze e talora vi impongono assolutamente il silenzio. La posizione del Toniolo è chiara: leconomia non può prescindere dalle esigenze etiche e questa convinzione deriva dalla natura spirituale (immateriale) delluomo che non è fatta solo di ricerca dellutile materiale individuale, pur presente in lui, ma di altre esigenze superiori. Praticamente fu questo lobiettivo che perseguì in tutte le sue ricerche e nel suo insegnamento.
Limpegno nel Movimento cattolico Si capisce allora il bisogno di uscire dalle aule universitarie e di impegnarsi nel Movimento cattolico per realizzare la giustizia sociale che le dottrine economiche, quelle classiche impostate sullutile e quelle nuove attente solo alle leggi invalicabili delleconomia, trascuravano. La principale organizzazione cattolica del tempo era lOpera dei Congressi cattolici che si era diffusa nelle diocesi soprattutto dellItalia settentrionale ed era sostanzialmente un movimento formato da laici. Era sorto allindomani della presa di Roma per rivendicare i diritti del Papa. Lentrata del Toniolo nellorganizzazione, pur rispettandone lo scopo per cui era sorta, la animò di uno spirito nuovo. Oltre ai diritti del Papa, cerano i diritti delle masse popolari oppresse da una struttura sociale dominata da unelite economica. Egli, insieme alla parte più giovane del movimento, non senza forti contrasti con i più tradizionalisti, elaborò programmi di rinnovamento sociale. Si oppose alle dottrine liberiste imperanti e a quelle socialiste che incominciavano a fare breccia. Individuò con chiarezza le riforme riguardanti il lavoro che poi sono diventate patrimonio di ogni società evoluta. Oltre al salario e alle altre tutele, studiò e promosse la diretta partecipazione degli operai nellimpresa, per superare alla radice la contrapposizione di classe.
La partecipazione politica Il Toniolo fu ad un certo momento coinvolto anche nella questione politica della partecipazione dei cattolici alla vita dello stato democratico, finora esclusa per via del non riconoscimento da parte della Chiesa del nuovo Stato unitario. Sul finire del secolo, infatti, sorse in seno al Movimento cattolico, tra i più giovani, lesigenza della partecipazione politica per dare realtà alle riforme, con la costituzione di un partito inserito nel gioco democratico. Nacque così il movimento che si denominò, significativamente, Democrazia cristiana, guidato dal giovane prete d. Romolo Murri. Il Toniolo non percepì questa nuova esigenza, almeno non nei termini con cui la poneva la nuova corrente e si pose in maniera critica nei suoi confronti. Egli affrontò il tema della democrazia, ma ne diede una interpretazione per cui le procedure democratiche, partiti compresi, erano giudicate non essenziali. Per questa sua posizione egli rimase ai margini di quel fermento di idee e di forze che sfociò, dopo la Grande Guerra, nel Partito Popolare di d. Luigi Sturzo.
Attualità del pensiero toniolano E ancora vivo oggi il pensiero del Toniolo? Può animare limpegno dei cattolici nel campo sociale? Se consideriamo il motivo profondo che ispirò tutta la sua opera di studioso e di impegno sociale, dobbiamo rispondere di sì. Le esigenze etiche di onestà e di giustizia rimangono quanto mai forti anche al giorno doggi. La situazione sociale è molto cambiata rispetto a quella vissuta dal Toniolo. Alcuni obiettivi per i quali egli lottò sono stati raggiunti. Ma il nodo cruciale di uneconomia che tenta di liberarsi dai legami delletica, è sempre presente e rimarrà sempre tale per quellistinto nelluomo di tendere alla felicità puntando solo sullaccumulo dei beni materiali per sé. Tutti i ragionamenti del Toniolo, le sue ricerche storiche e teoriche per mostrare linconsistenza e la pericolosità di questa tendenza rimangono valide e devono essere considerate la base da cui sempre partire per poi rispondere agli interrogativi più specifici della propria epoca. (Giampiero Moret)