Mons. Pizziolo ne ha ricordato la figura, insieme a quella al beato Toniolo
Un battezzato radicalmente convinto della divinità di Gesù e della potenza salvifica del suo nome. Così il vescovo di Vittorio Veneto, mons. Corrado Pizziolo, ha ricordato la figura del laico San Liberale, presiedendo la celebrazione solenne venerdì 27 aprile, in occasione della festa del patrono della diocesi e della città di Treviso. Un cristiano e basta Liberale, un cristiano però per il quale la persona di Gesù non è rimasta semplicemente qualcosa, ma è diventata qualcuno di così importante da diventare la realtà centrale di tutta la sua vita. A concelebrare il vescovo di Treviso Gardin, e i vescovi Magnani e Daniel, emeriti di Treviso e di Chioggia. Presenti autorità civili e militari e molti fedeli, in particolare gli aderenti adulti e della Terza età dellAzione cattolica. Di solito noi pensiamo che siano soltanto i preti, i vescovi, i Papi… i consacrati e le consacrate a vivere con questa intensità la fede in Gesù. Gli altri - pensiamo - hanno altre cose a cui pensare… Non è così. Almeno nel caso di Liberale non è così. E così non è stato neanche per tanti altri battezzati e battezzate, per tanti altri «cristiani e basta», ha ricordato mons. Pizziolo. Ma ogni battezzato, nelluniversale chiamata alla santità, può vivere con questa intensità la sua relazione con il Signore Gesù. Una realtà possibile non solo 1700 anni fa, ma anche oggi, come dimostra la vicenda di Giuseppe Toniolo, proclamato beato domenica 29 aprile, che ha vissuto una fede prodondamente cristocentrica, e per questo incarnata e integrata. Anche lui «un cristiano e basta»: sposo e padre di famiglia, studioso e docente universitario, laico impegnato nella vita economica, sociale e politica del suo tempo. Toniolo ha saputo affrontare con fede, speranza e carità esemplari le situazioni in cui si è svolta la sua esistenza, vivendo e testimoniando in modo convincente la bontà e la verità della vita cristiana. Ma, più precisamente, vivendo e testimoniando la centralità di Gesù Cristo, Verbo incarnato, rispetto a tutta la storia umana. Fin dalla sua iniziale formazione cristiana Toniolo ha percepito infatti che la storia è tutta segnata dal mistero di Gesù Cristo, Verbo fatto carne: lamore di Dio in Cristo Gesù è il centro della storia e delluomo. Luomo è chiamato a corrispondere liberamente a questo amore, in quanto la persona è alla ricerca di un ‘centro che può trovare non in se stessa, ma in Cristo. In profonda sintonia con san Liberale, che difese contro larianesimo la vera divinità di Gesù insieme con la sua autentica umanità, anche per Toniolo lunione del divino e dellumano nel Verbo incarnato è la chiave di lettura e di comprensione della Chiesa e della sua missione. Non solo: questo orizzonte cristologico è anche la chiave di comprensione dellintera vicenda umana.