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Treviso, una città da riscoprire


Treviso, all’interno delle mura è una città relativamente piccola, la si può attraversare a piedi da un capo all’altro in poco più di un quarto d’ora. Inoltre, è una città che possiede, nel suo centro storico, una notevole “piacevolezza”: non è infatti eccessivamente caotica, le sue architetture non sono, nella maggioranza dei casi, imponenti ma armoniche e accoglienti ed inoltre la presenza dell’acqua, che la attraversa in vari punti, contribuisce a comunicare un senso di serenità e di calma. L’estate può essere, allora, l’occasione di darci il tempo per riscoprire questa città, uscendo dai soliti percorsi, quelli che siamo abituati a fare sempre, e perdendoci per le sue strade, cercarne gli angoli nascosti, per guardarla con occhi nuovi capaci di lasciarsi nuovamente raggiungere dalla sua bellezza. Saremo sicuramente stupiti dall’armonia dei suoi angoli e delle sue piazze ma soprattutto potremo apprezzare il grande patrimonio custodito nelle sue chiese, non solo nelle più note e monumentali, come il Duomo o San Nicolò, ma anche nelle più piccole e nascoste. Sono ancora molte le chiese presenti nel centro storico, nonostante siano state ridotte notevolmente di numero dalle varie soppressioni (veneziana, napoleonica, dello stato unitario) che si sono susseguite nei secoli e hanno eliminato via via molti dei conventi e delle parrocchie cittadine, e tutte custodiscono non solo la preziosa testimonianza della fede di chi ci ha preceduto ma anche interessanti opere d’arte, a volte delle vere sorprese come il trittico di Cima da Conegliano, custodito nella chiesa di San Leonardo, che forse pochi, anche trevigiani, conoscono. Nell’abside destra della chiesa di San Vito troviamo quelli che probabilmente sono gli affreschi più antichi di Treviso che rappresentano Cristo circondato dagli apostoli e l’Agnello mistico. Nonostante la chiesa abbia poi subito vari cambiamenti nel tempo ci ha conservato questa preziosa testimonianza duecentesca. Sant’Agostino è l’unico edificio barocco di Treviso, ma si inserisce armoniosamente, con la sua pianta ellittica all’interno di un tessuto cittadino che mostra prevalentemente il suo volto medioevale. Tra gli arredi del suo interno colpiscono in modo particolare i torcieri con “angeli macabri” preziosa opera di intaglio ligneo dell’ambito di Andrea Brustolon. L’ultima opera documentata del Veronese, una crocifissione, è custodita nella chiesa di Santa Maria Maddalena insieme alla pala d’altare che rappresenta l’apparizione del Risorto alla Maddalena sempre della sua scuola. Soffermarsi di fronte ad esse è una suggestiva meditazione sul mistero pasquale di Gesù.
Gli esempi potrebbero continuare con il prezioso coro ligneo di Sant’Agnese o la Cappella affrescata di Santa Maria Maggiore … il breve spazio di questo articolo vuole semplicemente suggerire la ricchezza del patrimonio artistico custodito in città e invitare quasi ad una personale caccia al tesoro tra le chiese cittadine, dove non incontreremo quelle opere che già conosciamo perché riprodotte nei manuali di storia dell’arte (fatta eccezione per l’annunciazione del Tiziano conservata in Cattedrale) ma potremo riscoprire un patrimonio culturale di notevole interesse.
 

don Luca Vialetto, direttore Museo diocesano di Arte sacra

Ultimo aggiornamento di questa pagina: 29-GIU-12
 

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