L‘Azienda chiede alle donne di rinunciare all‘ecografia. Qualcuno non è d‘accordo, ma la Lega tumori difende la scelta
E meglio ridurre le liste dattesa o fare alle pazienti un esame completo, che tolga qualsiasi dubbio? Su questo interrogativo è in corso in questi giorni un forte dibattito che coinvolge medici di base, Consiglio comunale e Ulss 9. Motivo del contendere la decisione presa dallazienda sanitaria trevigiana di proporre alle 500 donne in attesa di uno screening mammografico con esame strumentale - che comprende mammografia, visita ed ecografia - la riduzione dei tempi dattesa con lesecuzione della sola mammografia a doppia lettura, evitando quindi visita ed ecografia, sostituite dalla lettura dellesame mammografico da parte di due diversi medici. Immediata è stata la protesta dei medici di base, che molto spesso hanno specificatamente prescritto lo screening completo, e di Città Mia, il gruppo di opposizione in Consiglio comunale che condanna soprattutto il fatto che alle pazienti in lista sia stato detto che lefficacia della mammografia a doppia lettura è identica rispetto allesame completo: Contestiamo il non dire la verità - afferma Alfio Bolzonello, consigliere del gruppo -, con la sola mammografia cè un margine di errore del 25 - 30 per cento, come indagini e studi dimostrano. Inoltre, prima dellesecuzione dellesame viene fatta firmare alla paziente una dichiarazione in cui si dice che accetta la sostituzione dellaccertamento completo con quello parziale. La questione è arrivata fino in Consiglio comunale, in una specifica sessione della IV commissione permanente di Ca Sugana voluta dal sindaco Giampaolo Gobbo e dallassessore Mauro Michielon. Ma i vertici dellUlss 9 non tornano indietro e anzi si difendono, dicendo che nessuna linea guida indica come necessaria lecografia: Abbiamo inserito nel percorso 2.099 donne: ci sono stati 447 richiami alla doppia lettura, 177 erano concorsi e 270 no - elenca il direttore sanitario Pierpaolo Faronato, evidenziando i risultati positivi ottenuti dallazienda - sono stati diagnosticati 19 carcinomi, 17 su richiami concordanti e 2 su richiami non concordanti. I dati del registro tumori - afferma infine Faronato - evidenziano un calo della mortalità per tumore alla mammella del 3,13% allanno. E da settembre lo screening che ora riguarda le donne tra i 50 e i 69 anni verrà esteso sino alle 74 anni di età. Per cercare di fare chiarezza sulla situazione, abbiamo chiesto il parere di chi da sempre è in prima linea nella lotta contro i tumori. Piuttosto tranquillizzante è in tal senso lopinione di Alessandro Gava, presidente della sezione provinciale della Lega Italiana Lotta ai Tumori: Prima di prendere questa decisione, lUlss ci ha chiesto un parere e abbiamo dato il nostro assenso a questa linea, perché, riducendo le liste dattesa, permette di ampliare il raggio di donne che vengono tenute sotto controllo e perché la mammografia resta lesame che offre maggiori garanzie di successo. E chiaro - continua il presidente - che, se si potesse, lideale sarebbe fare tutti gli accertamenti possibili, per togliere margini di rischio che comunque, anche sommando mammografia ed ecografia non si portano a zero. Ma si è trattato di fare una scelta a fronte delle 20, 30 mila donne della nostra provincia che andrebbero monitorate. Qualsiasi risultato desti il minimo sospetto sarà sottoposto a ulteriori accertamenti e il ruolo della Lilt sarà proprio quello di vigilare affinché al centro dellattenzione resti sempre la salute della donna, obiettivo che ha accompagnato fin qui il percorso della Azienda sanitaria trevigiana.