Quando il cardinal Ratzinger stese il commento teologico alla terza parte del segreto di Fatima vide nella figura di Pio X il primo dei Papi che, salendo la via Crucis del XX secolo, aveva condiviso le sofferenze di questo nostro tempo. Alla sua morte, avvenuta il 20 agosto 1914, nei giorni in cui la macchina bellica si metteva in moto, fu comune interpretazione che il Papa, che aveva cercato di scongiurare il conflitto, fosse la prima vittima e il primo martire della guerra. Il prossimo 20 agosto ricorreranno novantotto anni dalla morte di papa Sarto, una memoria che inizierà a preparare quella solenne dellormai vicino centenario. Senza la santità - scriveva don Divo Barsotti - il cristianesimo potrebbe essere una dottrina, ma non dimostrerebbe al mondo di essere una vita, anzi la vita. Per questa ragione i santi non possono mai mancare alla Chiesa, ma è anche necessario che non rimangano nascosti... Dobbiamo conoscere i santi... Dobbiamo soprattutto nella loro testimonianza, conoscere il Cristo. Il prossimo centenario potrebbe diventare per la nostra Chiesa diocesana unoccasione favorevole per conoscere meglio e più profondamente questo figlio della sua terra. La provvidenziale coincidenza dellAnno della Fede ci aiuterà a collocare Pio X al suo vero posto nella storia della Chiesa. Il pontificato di Pio X - osservava Benedetto XVI nellAngelus del 18 agosto 2010 - ha lasciato un segno indelebile nella storia della Chiesa e fu caratterizzato da un notevole sforzo di riforma, sintetizzata nel motto «Instaurare omnia in Christo» - Rinnovare tutte le cose in Cristo. Unautentica conoscenza dei nostri santi non li colloca su altari impossibili, ma ce li restituisce autentici compagni strada, con tutta la loro umanità. E così che dovremmo riscoprire Pio X, al di là di una devozione da santino e aneddoti edificanti (che non è di sicuro il pericolo presente), come pure al di là di quella lettura negativa che ne fa licona della conservazione più chiusa. La vita del Sarto - ci ricorda lo storico Gianpaolo Romanato - non sboccia come un fiore in serra... Al contrario si sviluppa fra la gente, nel duro e talvolta conflittuale confronto con la realtà. La sua stessa santità non è un dono del cielo coltivato fuori dalle insidie del mondo. E piuttosto il frutto di una lenta e faticosa conquista, della quale gli uomini del suo tempo furono testimoni e partecipi. Fu proprio Pio X a definire Teresa di Gesù Bambino la più grande santa dei tempi moderni. Eppure sappiamo quali limiti piscologici hanno segnato la sua vita. Così pure Pio X è segnato dal suo carattere, come pure dalla vicenda culturale del suo tempo. Ma tutta la santità e la perfezione di unanima - diceva S. Alfonso Maria De Liguori - consiste nellamare Gesù Cristo nostro Dio, nostro sommo bene, nostro Salvatore. E questo amore appassionato per Cristo che ha guidato tutta lazione pastorale di Giuseppe Sarto. Un amore che non si è espresso in affermazioni devozionali, ma che ha trovato il suo vertice più alto e concreto in una rinnovata riscoperta dellEucaristia. Basterebbe forse solo questa centralità dellEucaristia in Pio X a farne oggi un maestro e un amico che ci aiuta a riscoprire lo stupore eucaristico. Il fondatore di Taizè, frere Roger, di origine protestante, amava ricordare che allinizio del secolo, Pio X apriva lEucaristia ai bambini, provocando così uno slancio che nessuno osava attendersi. Liberava una coscienza carica di scrupoli nei riguardi della comunione. Se colui che ama vuole conoscere lamato e più lo conosce e più lo ama, così è stato per il pastore Pio X che volle raccogliere i contenuti della fede, in modo organico ed essenziale nel suo famoso catechismo. Il nostro, che è tempo di nuova evangelizzazione, domanda credenti appassionati della conoscenza della loro fede, capaci di linguaggi nuovi, pronti a dialogare nei cortili dei gentili. Molto ci distanzia dai tempi di Pio X, ma non da quella passione per il Cristo e per il suo annuncio che fu il sigillo della sua azione pastorale. E ciò che anche oggi urge. Può essere solo una coincidenza che, nella basilica di S. Pietro, lurna con il corpo di san Pio X si trovi di fronte a quella del beato Giovanni Paolo II? Quando questultimo venne a Treviso e a Riese, per i 150 anni della nascita di Giuseppe Sarto, volle ricordare che il dialogo di Cristo con Pio X iniziò qui a Riese. Qui fu scritto il primo capitolo, forse, sotto un certo aspetto, il più importante della sua vita. Vi invito a considerare tutto questo, perché voi siete eredi di una tradizione e di una cultura cristiana, che ha prodotto un simile dono. Un invito questo che non vale solo per Riese, ma per tutta la nostra Chiesa diocesana.
21 agosto: Messa a Riese con mons. Mazzocato Correva lanno 1972 e a Riese si stava celebrando un evento alquanto importante: i mille anni del Santuario della Beata Vergine delle Cendrole. Al vescovo Antonio Mistrorigo parve giusto sottolineare lanniversario di questa chiesa amatissima da papa Sarto, che vi si recava giovinetto attraverso lancor oggi percorribile sentiero del Curiotto, procedendo per quellanno alle ordinazioni sacerdotali proprio nel paese natale di San Pio X. Era domenica 3 settembre (la festa diocesana di S. Pio X allora si teneva nella prima domenica di quel mese) e i quattro giovani chierici su cui il vescovo impose le mani erano i futuri mons. Andrea Bruno Mazzoccato, oggi arcivescovo di Udine e già vescovo di Treviso, mons. Arduino Beltrame, penitenziere della cattedrale e canonico, don Dionisio Salvadori, arciprete-abate di Castello di Godego, e don Ruggero Gallo, arciprete di Zianigo di Mirano. Nel quarantennale dellordinazione sacerdotale saranno loro a concelebrare la messa solenne in onore di San Pio X che si terrà il prossimo 21 agosto nella chiesa parrocchiale di Riese, alle ore 20. Un appuntamento che ogni anno chiama a raccolta non solo i riesini ma anche tanti devoti di papa Sarto che qui convengono per questa occasione. Come ogni anno, alla celebrazione seguirà la processione che snoderà lungo la via principale di Riese e che sosterà davanti alla casa natale - museo di Pio X, che nelloccasione rimarrà aperta ai fedeli anche nella serata, e si concluderà con il bacio della reliquia. Questa festa sempre molto partecipata - commenta il parroco mons. Giorgio Piva - questanno avrà un particolare significato: si ritroveranno insieme quattro sacerdoti che proprio qui, sotto la protezione di Pio X e della Vergine delle Cendrole, hanno iniziato il loro ministero 40 anni fa. A loro si uniranno i sacerdoti nativi di Riese e tutti i presbiteri che vorranno venerare san Pio X nel suo paese natale (chiediamo loro la cortesia di avvisare della partecipazione), alla vigilia dellanno centenario della morte del pontefice. La nostra comunità insieme a tutti i fedeli che parteciperanno alla celebrazione è fortemente vicina a loro con la preghiera affinché il Signore continui a sostenerli nella loro missione, e chiedendo, per intercessione di San Pio X, la grazia che altri giovani accolgano la sua chiamata a servirlo come sacerdoti.