Il 6 aprile del 1994 in Ruanda si scatenò l’inferno. In soli tre mesi un milione di morti, massacri, violenze e saccheggi. In quei giorni di follia collettiva dove si era perso completamente il lume della ragione Pierantonio Costa, allora Console italiano nella capitale ruandese, decide di andare contro corrente.
Va in giro per il Paese martoriato e raccoglie, con evidenti rischi suoi e della sua famiglia, il maggior numero di persone possibile per metterle in salvo. Sono soprattutto i bambini, 600 in un orfanotrofio e 750 in un campo di raccolta, che il console Costa vuole salvare a tutti i costi, riuscendoci, senza badare a spese - perderà gran parte dei suoi beni - o pericoli.
La testimonianza
Un meraviglioso esempio di umanità e di coerenza con se stessi che ha aperto, lo scorso 4 ottobre, il ciclo d’incontri “Con l’Africa nel Cuore” organizzato da Fondazione Zanetti, presso l’auditorium di Villa Zanetti a Villorba. Potente la testimonianza dello stesso Costa che, insieme al giornalista Luciano Scalettari, ha ripercorso quei tragici eventi durante il genocidio in Rwanda del 1994 che lo hanno portato a essere l’uomo giusto al momento giusto per fare la cosa giusta.
“In mezzo a tanta violenza e sofferenza, qualcosa ho fatto. Solo questo, questo e niente di più. Ho solo risposto alla mia coscienza. Quello che va fatto lo si deve fare”, ha commentato con umiltà e semplicità Costa. L’ex Console, candidato al Premio Nobel per la Pace 2011, ha aiutato così i numerosissimi studenti presenti a riflettere sull’assurdità dell’odio razziale e sull’importanza di costruire una nuova generazione che creda nei valori dell’altruismo, del coraggio, dell’umiltà e, naturalmente, del rispetto per tutti gli esseri umani.
“Beato il Paese che non ha bisogno di eroi, recita la famosa frase. Credo che sia beato anche quel Paese che ha tanti giusti, cioè uomini straordinariamente normali o, se vogliamo, normalmente straordinari. Per quel che mi riguarda, posso solo considerare una fortuna aver conosciuto uno di questi giusti: Pierantonio Costa”, ha aggiunto Luciano Scalettari, autore del libro “La lista del console”, con prefazione di Alex Zanotelli (Edizioni Paoline, euro 9,80), che è diventato oggi un documentario realizzato dal regista Alessandro Rocca. “Cercate di completare i vostri obiettivi e punti di forza - ha consigliato Costa ai ragazzi - e di conoscerli, perché prima o poi dovrete far leva su questi punti di riferimento per superare momenti di grande difficoltà della vita”.
Il libro è un resoconto di viaggi e di trattative, di compromessi e di corse contro il tempo per arrivare prima delle squadre della morte.
Il ciclo degli incontri continuerà l’8 novembre con “La normalità di un medico italiano in Africa, né eroe, né disadattato”, il 2 dicembre “In punta di piedi. Gli aiuti umanitari all’Africa nel rispetto della cultura e delle tradizioni locali”, il 15 dicembre “L’ala di Lulù. Un cordone ombelicale con l’Africa”, il 17 gennaio “Istruzioni per nascere, quando venire al mondo non è sempre così facile”, l’8 febbraio “Come opera medici senza frontiere?”, il 3 aprile “Maigaro, una storia tra bellezza e povertà” e il 18 aprile “Africa per crescere, Africa per capire”, sempre alle 10 presso l’auditorium di Villa Zanetti a Villorba con ingresso libero, anche se è vivamente consigliata la prenotazione telefonica o via e-mail: 0422 312680 - eventi@fondazionezanetti-onlus.org