Chiesa

L’annuncio da parte del giovane cardinale Luis Antonio Tagle: "Non vogliamo suscitare scandalo. Tutti possono trovare una scusa per dargli un benvenuto sontuoso, dopo tutto è il Papa. Ma dobbiamo essere coscienti delle tante persone che ogni giorno dobbiamo accogliere in mezzo a noi: i poveri e gli affamati".

Francesco trova sempre espressioni efficaci per dare senso alle sfide. Nella sua seconda giornata nello Sri Lanka, il Papa latinoamericano usa queste parole nel contesto di una nazione che ha vissuto una lunga guerra civile, ha visto consumarsi una violenza tra fratelli, anche se di etnia e religione diversa. Espressione che si addice benissimo al nuovo santo, Giuseppe Vaz.

Il Papa è arrivato stamani (in Italia era notte) nel primo paese che visiterà in questo viaggio asiatico. "Quest’Isola è conosciuta per il calore del suo popolo e la ricca varietà delle sue tradizioni culturali e religiose”, ha detto al suo arrivo.

Rispetto al fondamentalismo, Francesco ha chiesto "una risposta unanime che, nel quadro del diritto internazionale, fermi il dilagare delle violenze, ristabilisca la concordia e risani le profonde ferite". Ha rivolto un appello ai "leader religiosi, politici e intellettuali specialmente musulmani".

Dall'analisi sulla corruzione alla necessità di un "Welfare di comunità". Grande fiducia per il convegno di Firenze. Impegno ad integrare la scelta per i poveri nell'abituale presenza della Chiesa dentro la società. Otto per mille: "A fronte di un miliardo di euro o poco più, la Chiesa restituisce dieci volte tanto". Sulle critiche al Papa "una preoccupazione a monte che non è ecclesiale, ma politica".

Il Papa annuncia un nuovo concistoro il 14 e 15 febbraio. Tra i nuovi elettori sono rappresentati 14 Paesi diversi, dei quali 6 non avevano un cardinale e alcuni non lo avevano mai avuto. Se si contano anche gli Emeriti i Paesi rappresentati sono 18.

Trentamila giovani europei a Praga per l'incontro di Capodanno. Centocinquanta i giovani dalla nostra diocesi presenti a Praga. Intervista a frère Alois, priore della comunità fondata da frère Roger Schutz, che organizza ogni anno l'incontro.

Hanno aderito in duemila all’iniziativa promossa a Vicenza dalla Cei e dall’Ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro, da Pax Christi, dall’Azione cattolica e dalla Caritas. Un forte intreccio con la quotidianità e un messaggio a un territorio fortemente militarizzato. Le testimonianze dei missionari rapiti

"Occorre difendere i poveri, e non difendersi dai poveri", "occorre servire i deboli e non servirsi dei deboli!". "Da questo esame di coscienza - ha detto il Papa - dipende anche, per noi cristiani, la qualità del nostro operare, del nostro vivere, della nostra presenza nella città, del nostro servizio al bene comune, della nostra partecipazione alle istituzioni pubbliche ed ecclesiali".

I dati contenuti nel Rapporto che l’agenzia Fides dedica ogni anno ai membri della Chiesa cattolica vittime di atti di violenza subiti nell’esercizio del loro ministero. Desta preoccupazione la sorte di altri operatori pastorali sequestrati o scomparsi, di cui non si hanno più notizie, tra cui p. Dall'Oglio

Invocando “Gesù Bambino”, il Pontefice ha detto, prima della benedizione Urbi et Orbi: “Il mio pensiero va a tutti i bambini oggi uccisi e maltrattati, sia a quelli che lo sono prima di vedere la luce, privati dell’amore generoso dei loro genitori e seppelliti nell’egoismo di una cultura che non ama la vita; sia a quei bambini sfollati a motivo delle guerre e delle persecuzioni, abusati e sfruttati sotto i nostri occhi e il nostro silenzio complice; e ai bambini massacrati sotto i bombardamenti, anche là dove il figlio di Dio è nato”.

"Quanto bisogno di tenerezza ha oggi il mondo!" ha detto il Papa alla Messa della notte di Natale, nella Basilica Vaticana. "La risposta del cristiano non può essere diversa da quella che Dio dà alla nostra piccolezza. La vita va affrontata con bontà, con mansuetudine”

La parola ai vincitori (Zeno Pacciani, Andrea Tasso e Francesco Minari): dall’umano espresso con la scritta a mano in stampatello ai cinque colori delle frecce come quelli del calendario liturgico. E poi "il simbolo più forte è quello della Croce… La forma curva delle frecce evoca inoltre la cupola del Brunelleschi".

Il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, ne ha parlato al convegno su "Nuovi media e nuovo umanesimo", in occasione dei dieci anni del Direttorio Cei sulle comunicazioni sociali. Relazioni di monsignor Claudio Giuliodori e di Domenico Pompili. Tavola rotonda con i direttori dei media cattolici (Avvenire, RadioInblu, Tv2000, Sir, Settimanali cattolici aderenti alla Fisc)

Con una messa solenne nella festa dell'Immacolata il vescovo di Mantova, mons. Roberto Busti, ha ricordato a Riese san Pio X a conclusione del centenario della morte

“Non più schiavi, ma fratelli”: è il tema del messaggio del Papa per la XLVIII Giornata mondiale della pace che si celebrerà il 1° gennaio 2015. Oltre all’immenso lavoro delle Congregazioni religiose, occorre anche “un triplice impegno a livello istituzionale di prevenzione, di protezione delle vittime e di azione giudiziaria” da parte di Stati, organizzazioni intergovernative e imprese.

La novità dei Lineamenta della XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei vescovi, che si svolgerà dal 4 al 25 ottobre 2015, è costituita dalle 46 domande che scandiscono questa seconda fase di ascolto della Chiesa in tutto il mondo.

Padre Claudio Monge, da dodici anni vive a Istanbul e racconta le fatiche dei cristiani: "Non abbiamo a che fare con una politica di ostruzionismo nei confronti della Chiesa cattolica quanto piuttosto con una politica guardinga nei confronti degli stranieri e la Chiesa cattolica è costituita fondamentalmente da stranieri".

Diffusa la Traccia per il 5° Convegno ecclesiale nazionale sul tema "In Gesù Cristo il nuovo umanesimo". Sull'esempio di Papa Francesco e sull'onda della "Evangelii Gaudium", bisogna "uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare".

Oggi la Chiesa, ha detto il Papa, ci pone dinanzi come modelli i nuovi Santi che, “proprio mediante le opere di una generosa dedizione a Dio e ai fratelli, hanno servito, ognuno nel proprio ambito, il regno di Dio e - ha proseguito - ne sono diventati eredi”.

Papa Francesco agli oltre 800 missionari, religiose, consacrate e laici: "Uscire è non rimanere indifferenti alla miseria, alla guerra, alla violenza delle nostre città, all’abbandono degli anziani, all’anonimato di tanta gente bisognosa e alla distanza dai piccoli".