Chiesa

Le porte di Caritas tarvisina, in via Venier, rimarranno aperte sabato 7 maggio dalle 14.30 alle 21.30. Nell'occasione si parlerà di pace, accoglienza e sarà presentato il bilancio sociale 2021

L'intervento di padre Marco Moroni, già padre guardiano del convento di San Francesco a Treviso e ora custode del sacro convento di Assisi, copromotore della marcia

Dopo due anni in cui è stato ricordato in una chiesa semivuota a causa delle restrizioni per la pandemia, mercoledì sera, 27 aprile, San Liberale ha raccolto in cattedrale a Treviso una bella folla di fedeli, per la messa presieduta dal Vescovo. Mons. Tomasi ha definito Liberale (un laico che era stato soldato) "testimone affidabile e coerente, modello e sostegno, patrono".

Un gruppo di professionisti, coordinati dall’Economo Sergio Criveller, risponderà su questioni fiscali, giuridiche, sulla gestione del personale o degli immobili... A disposizione la mail dedicata consulenti@diocesitreviso.it

E' proprio nella “sera” della speranza e attraverso le porte chiuse delle nostre paure che Gesù viene. L’amore non conosce barriere e, senza abbatterle, le attraversa. Ed è grande lo stupore nel non udire da Lui alcuna parola di rimprovero, di colpevolizzazione o di condanna. Come per i suoi discepoli ieri, così anche per noi oggi, il Crocifisso Risorto sa solamente dire: “Pace a voi!”. Ed è proprio tutto ciò di cui abbiamo estremo bisogno

“Partecipare all’incontro è stato un dono di Pasqua per me. L’incontro e il dialogo con i giovani sono possibili. E’ possibile cercare di scoprire insieme il volto di Gesù nella nostra storia, e insieme leggere il Vangelo e la vita per cercare la felicità vera”

“Abbiamo capito che non siamo soli e che il Papa ci incoraggia” raccontano i trevigiani che hanno partecipato a #Seguimi, l’incontro a Roma con papa Francesco, accompagnati da mons. Tomasi

Si tratta "di un segno di solidarietà di tutti i credenti nella domenica in cui i fratelli orientali e ortodossi celebreranno la Pasqua" ha spiegato in una lettera il vicario generale, mons. Giuliano Brugnotto

“Anche i nostri sguardi sono increduli, in questa Pasqua di guerra. Troppo sangue abbiamo visto, troppa violenza. Anche i nostri cuori si sono riempiti di paura e di angoscia, mentre tanti nostri fratelli e sorelle si sono dovuti chiudere dentro per difendersi dalle bombe. Facciamo fatica a credere che Gesù sia veramente risorto, che abbia veramente vinto la morte. Che sia forse un’illusione? Un frutto della nostra immaginazione?”. Lo ha detto Papa Francesco nel messaggio pasquale prima della benedizione Urbi et Orbi.

 Il nostro augurio di “buona Pasqua” diventa "l’atto più forte e rivoluzionario che possiamo compiere, se è animato e mosso dalla fede nella vittoria di Cristo sul male e sulla morte", ha detto in Cattedrale mons. Tomasi, che qualche ora prima aveva presieduto la Veglia pasquale: "Tutta l’esistenza della Chiesa e dei discepoli di Cristo è una celebrazione della vita nuova ricevuta in Cristo, risorto e vivo in mezzo a noi”. 11 adulti hanno ricevuto i sacramenti dell'Iniziazione cristiana.

Papa Francesco ha affidato alle famiglie le meditazioni e le preghiere. Nella tredicesima stazione, Irina e Albina, una infermiera ucraina e una studentessa russa, portano insieme la Croce, mentre la meditazione è sostituita dalla preghiera silenziosa e preceduta da questa invocazione: "Di fronte alla morte, il silenzio è più eloquente delle parole. Sostiamo pertanto in un silenzio orante, e ciascuno nel proprio cuore preghi per la pace nel mondo".  

Alla base degli ottimi risultati del Fondo, che ha erogato nel 2021 oltre 435.000 euro, è stato l’essere espressione di una comunità locale, come soggetto che si fa carico dei bisogni che sorgono al proprio interno, adottando una logica di rete e coinvolgendo Chiesa, istituzioni civili, associazionismo

In 800 alla serata con il Vescovo, tra Parola, testimonianze e musica. Al centro della riflessione il lavoro, nel quale spendere i propri talenti e far crescere le proprie passioni, come contributo a costruire un mondo più bello, più vero e più giusto per tutti, prendendosi cura gli uni degli altri

Nell'omelia della Messa crismale, tradizionale occasione per rinnovare le promesse sacerdotali e riflettere sulla propria vocazione, Papa Francesco ha messo in guardia da tre "spazi di idolatria nascosta", che espongono alla presenza del maligno: mondanità spirituale, pragmatismo dei numeri e funzionalismo.

“Quando si usa violenza non si sa più nulla su Dio, che è Padre, e nemmeno sugli altri, che sono fratelli. Si dimentica perché si sta al mondo e si arriva a compiere crudeltà assurde. Lo vediamo nella follia della guerra, dove si torna a crocifiggere Cristo”. Così il Papa nell’omelia della solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme.