Chiesa

Qualcuno ha definito il dialogo tra “il matto” e Gelsomina, nel film “La strada” di Fellini, “il più prezioso di tutta la storia del cinema”. L'ingenua Gelsomina è stanca di vivere, perché le pare di non servire a niente. L'incontro con un acrobata, un po' matto e filosofo, le svela invece il segreto della vita: tutto ha un senso, ogni vita serve a qualcosa. Nello stesso anno di uscita del film, il 1954, Carlo Carretto, che con sofferenza aveva lasciato la direzione nazionale dei giovani di Azione Cattolica, partiva per il deserto del Marocco sulle orme di padre De Foucauld. 

In occasione della solennità della Pentecoste, sempre molto sentita dalla Consulta, non è stato possibile promuovere la consueta veglia diocesana in Cattedrale, ma è stato proposto attraverso i media e i canali social della diocesi un video con un prolungato momento di preghiera. E non è mancata una riflessione del vescovo Michele Tomasi, che nel giorno della solennità ha annunciato la nomina.

La conferma è arrivata solo nei giorni scorsi, quando sono state valutate le condizioni per organizzare in piena sicurezza l’ormai tradizionale Settimana biblica diocesana. L’iniziativa è rivolta a tutti coloro che desiderano vivere una settimana di studio, riflessione, approfondimento della Parola di Dio, preghiera e fraternità, in un contesto ambientale di straordinaria bellezza.

Enrico da Bolzano era un “pellegrino urbano, un santo della porta accanto, un “povero di Gesù”, un innamorato di Dio, un maestro esigente di condivisione, che insegna che è necessario farsi poveri per aiutare i poveri”: è il ritratto del beato fatto dal vescovo Michele la sera del 10 giugno in cattedrale a Treviso, durante la messa per la sua festa.

“Se compri una melagrana, comprala mentre ride (cioè aperta), che il suo riso t'informi dei dolci semi! O benedetto riso, quel riso che dalla sua bocca mostra aperto il cuore, come perla nascosta nelle pieghe dell'anima; ma disgraziato quel riso che, come quello del tulipano, dalla bocca mostra il negrume del cuore”. Secondo il mistico mussulmano Rumi modo di ridere rivela le profondità del cuore per cui il riso può essere divino, come demoniaco.

Un appello alle istituzioni “affinché pongano in essere ogni sforzo per proteggere i minori”. A rivolgerlo, alla vigilia della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, in programma il 12 giugno, è stato il Papa, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana collegati attraverso i media per seguire l’udienza, trasmessa in diretta streaming dalla biblioteca privata e dedicata alla figura di Giacobbe.

Boccaccio nel Decamerone prende spunto da ciò che accadde a Treviso il mattino del 10 giugno 1315. Ma chi era Enrico? Veniva dal Tirolo; giunto a Treviso forse in cerca di lavoro, rimase vedovo e una volta sistemato il figlio si diede al vagabondaggio per le vie della città. Un barbone come tanti, diremmo noi. Ma quel mendicante non era uno che viveva alle spalle degli altri.

I dati di oggi, forniti alle ore 8 alle ore 17 dalla Regione Veneto, fotografano un’ulteriore ritirata del Covid-19 dalla nostra regione. I nuovi contagi registrati sono tre (2 a Verona e uno a Padova), mentre, per quanto riguarda i ricoverati, nelle terapie intensive ci sono ancora 15 pazienti “negativizzati” e in area non critica 72 positivi e 227 negativizzati. In Italia 79 morti, superati in totale i 34mila.

Nessuno tra i monaci si aspettava l’arrivo di tanta gioventù, costituita da un buon numero di atei e agnostici, Che poteva dare loro quella comunità di monaci? Un clima di preghiera.

Il sito della Pastorale giovanile della nostra diocesi (www.pastoralegiovanile.it) si “attrezza” per accompagnare le attività che potranno svolgersi durante il periodo estivo. Si intendono offrire indicazioni e suggerimenti per cominciare ad attuare una progettazione pastorale estiva in loco, a partire dalla normativa – ministeriale e regionale – vigente.

Un pellegrinaggio “per rappresentanza” quello vissuto dalla nostra Diocesi venerdì pomeriggio 5 giugno a Padova, alla basilica di Sant’Antonio durante la Tredicina per la festa del Santo. Così l’ha definito il vescovo Michele, nel suo saluto all’inizio della celebrazione. Un centinaio, infatti, i fedeli partecipanti dalla diocesi di Treviso.

“L'uomo è un essere narrante – ci ha ricordato recentemente papa Francesco – Fin da piccoli abbiamo fame di storie come abbiamo fame di cibo. Che siano in forma di fiabe, di romanzi, di film, di canzoni, di notizie... le storie influenzano la nostra vita anche se non ne siamo consapevoli”.

“...Sai come spiego il mistero di un solo Dio in tre persone? Non parlo di uno più uno più uno: perché così fanno tre. Parlo di uno per uno per uno: e così fanno sempre uno. In Dio, cioè, non c'è una persona che si aggiunga all'altra poi all'altra ancora. In Dio ogni persona vive per l’altra...". Così don Vincenzo, un prete che lavorava tra gli zingari, spiegò un giorno al suo vescovo come lui parlava della Santissima Trinità. Quel vescovo era mons. Tonino Bello.

"Potremo fare poco ma farlo - facendolo bene! - potrebbe significare inserirsi nella logica del piccolo seme di senape (Mt 13,31), osando anche nuove strade e proposte inedite, riscoprendo ciò che è davvero essenziale anche nelle iniziative pastorali abituali, tendendo una mano a molte famiglie in difficoltà e soprattutto ascoltando la domanda anche inespressa di ragazzi e adolescenti profondamente segnati dall’esperienza della pandemia", scrivono i vescovi delle 10 diocesi del territorio regionale.

C'è tutto un programma di vita per chi sa “ascoltare” la lezione del larice: capacità di vivere e crescere in realtà difficili, senza paura di perdere ciò che si ha; profondità di motivazioni che danno solidità alla propria esistenza, che si rafforza nelle situazioni sfavorevoli... 

Mentre si celebra la Giornata mondiale dell'Ambiente, all'insegna della biodiversità, è stato diffuso il messaggio per la 15ª Giornata nazionale per la Custodia del Creato, che ricorre il 1° settembre, della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e la Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei.

Nonostante le difficoltà dovute alle restrizioni per contrastare la diffusione della pandemia, anche quest’anno la nostra diocesi vivrà la festa del beato Enrico con un nutrito programma di celebrazioni, promosso in particolare dalla Commissione “Eventi - arte - cultura” della parrocchia della Cattedrale.

“Come tutti i corsi di livello universitario – afferma don Michele Marcato, direttore dell’Issr –, in seguito ai blocchi legati al Covid-19, l’Istituto ha offerto «online» lezioni, esami e sessioni di laurea, a partire dai primi giorni di marzo". Per il prossimo anno, l’Issr si è attrezzato in modo da farsi trovare pronto ai diversi scenari possibili.

Un'immagine vale più di mille parole. E’ quanto si può dire dello scatto fotografico che la mattina del 5 giugno 1989 immortalò l'inizio della brutale repressione che il governo cinese oppose alle proteste degli studenti di Piazza Tienanmen. Uno sconosciuto si mise in mezzo alla strada e bloccò l'avanzata dei carri armati.

Molto si parla della vostra educazione, ma uno di questi buoni e santi ricordi, custodito sin dall'infanzia è forse la migliore delle educazioni. Se l'uomo può cogliere molti di tali ricordi e portarli con sé nella vita, egli è salvo per sempre”. L' augurio che Alioscia, uno dei “fratelli Karamazov” del romanzo di Dostoevskij, rivolge ad un gruppo di bambini, mette in luce una delle verità più belle e intime di un'esistenza umana.

“Non possiamo tollerare né chiudere gli occhi su qualsiasi tipo di razzismo o di esclusione e pretendere di difendere la sacralità di ogni vita umana”, il monito di Francesco al termine dell’udienza rivolto ai “cari fratelli e sorelle degli Stati Uniti”. “Nello stesso tempo – ha proseguito – dobbiamo riconoscere che la violenza delle ultime notti è autodistruttiva e autolesionista”.

I giorni della sua agonia furono un evento unico al mondo. Mai l'umanità si era sentita come una sola famiglia, stretta al capezzale del vecchio patriarca che aveva saputo parlare al cuore di tutti. Le parole del testamento di Gesù, furono le ultime che papa Giovanni pronunziò: “Ut unum sint .

Chi non conosce il canto o almeno la melodia di “Amazing Grace”, uno dei più famosi inni della tradizione cristiana protestante? Nasce dall'esperienza vissuta da John Newton (1725-1807).

“È significativa la coincidenza che quest’anno la Tredicina si apra con la solennità di Pentecoste che è il dono dello Spirito alla Chiesa, senza il quale non vi sarebbe santità e nemmeno Sant’Antonio – evidenzia mons. Gardin –. L’inizio di questo cammino di preparazione alla celebrazione della memoria del Santo parte appunto da questo fatto che segna in profondità la realtà della Chiesa, poiché la vera santità viene da Gesù”.

“Lo Spirito di Dio non ci lascia mai da soli e ci fa trovare vie di uscita dalle grandi questioni che ci affliggono, dalle difficoltà e dalle prove di questo nostro momento così travagliato, come anche da tutte le questioni che vanno affrontate a livello locale e globale per poter sperare davvero nella giustizia, nell’uguaglianza, nella pace per tutti” ha sottolineato mons. Tomasi, che ha ricordato che “lo Spirito è già all’opera, stanno già germogliando le dimensioni nuove della vita personale, comunitaria, economica, ecologica, sociale.

Il Papa ha celebrato la prima messa con concorso di popolo - circa 50 fedeli - nella basilica di San Pietro, dopo le misure restrittive imposte dalla pandemia. Vincere le tre tentazioni del narcisismo, del vittimismo e del pessimismo. "Il mondo ci vede di destra e di sinistra", l'analisi, ma "il segreto dello Spirito Santo è il dono", tutto il contrario della tentazione di "occupare spazi, reclamare rilevanza, cercare potere".

L'azione di Dio è sorprendente. Non c'è ostacolo che possa impedirla e talora proprio gli ostacoli diventano mezzi insperati con cui Dio realizza ciò che avevamo in cuore.

Sono un uomo di speranza non per un ottimismo naturale: ma semplicemente perché credo che lo Spirito Santo è all'opera. Sono uomo di speranza perché credo che lo Spirito santo  dà ogni mattina, a chi lo accoglie, una libertà nuova e una provvista di gioia e di fiducia”. Così, agli inizi degli anni '70,  rispondeva il cardinale belga Leon J. Suenens, una delle figure più significative del rinnovamento ecclesiale.