Chiesa

o rende noto la Sala Stampa della Santa Sede. Nei giorni scorsi, prima della partenza per i Paesi Baltici, il Santo Padre ha incontrato padre Fréderic Fornos, direttore internazionale della Rete mondiale di preghiera per il Papa, e gli ha chiesto di diffondere in tutto il mondo questo suo appello a tutti i fedeli, invitandoli a concludere la recita del Rosario con l’antica invocazione “Sub Tuum Praesidium”, e con la preghiera a San Michele Arcangelo.

“A Mons. Stefano Russo, che ben conosce la Segreteria Generale essendo stato per una decina d’anni il responsabile dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici, va la nostra vicinanza, la nostra preghiera e il nostro fraterno augurio”, dice il card. Bassetti.

I giovani? "Sempre più spesso sono i nuovi poveri". A lanciare il grido d'allarme è stato il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, introducendo i lavori del Consiglio permanente. Collegialità, liturgia, preti stranieri, fede e cultura, lotta alla pedofilia e migranti tra gli altri temi all'attenzione dei vescovi.

“L’essenza dell’accordo è una questione di principio su cui Pechino ha aperto le porte. Pechino ha ammesso l’ambito religioso del Papa in Cina. È una concessione che gli imperatori ai tempi dei gesuiti non avevano fatto, quindi è importantissima”. Francesco Sisci, uno dei maggiori sinologi, autori ed esperti di Cina, spiega così l’accordo provvisorio stipulato a Pechino sulla nomina dei vescovi. E a chi lo critica perché consegna la Chiesa al potere politico e disconosce il martirio di tanti cattolici cinesi fedeli a Roma risponde: “Non è vero”.

Il Vescovo, nella sua riflessione, ha ricordato che il Cammino Sinodale che si è svolto nel 2017 “non è stato un evento concluso e tanto meno archiviato; esso invece ha aperto una porta verso il futuro. Dopo la preghiera e l’ascolto della Parola, l’intervento di don Paolo Asolan, docente di Teologia pastorale all’Università Pontificia Lateranense di Roma, sul tema “Come disegnare una Comunità cristiana per l’oggi e per il domani?”.

Ancora una volta la nostra Chiesa viene convocata dal vescovo nella Celebrazione di apertura, la sera di venerdì 21 settembre. Ci sarà anche modo di ascoltare quanto dirà il Vescovo riguardo al Cammino Sinodale e una riflessione proposta da don Paolo Asolan.

Alla viglia dell’arrivo del Papa, abbiamo raccolto le testimonianze dell’arcivescovo di Vilnius, mons. Gintaras Grusas, di Riga, mons. Zbigņevs Stankevičs e dell’amministratore apostolico di Tallin, mons. Philippe Jourdan.

Giornata di ricarica associativa  per l’Azione cattolica diocesana, ormai consolidato appuntamento settembrino, quest’anno coincidente con l’Assemblea degli associati nella quale, oltre ai percorsi dei settori ed al riferimento biblico che guiderà le iniziative del nuovo anno.

Si è conclusa a Roma la “Conferenza mondiale su xenofobia, razzismo e nazionalismi populisti nel contesto delle migrazioni globali”. Papa Francesco ai partecipanti: “Viviamo tempi in cui sembrano riprendere vita e diffondersi sentimenti che a molti parevano superati. Sentimenti di sospetto, di timore, di disprezzo e, perfino, di odio nei confronti di individui o gruppi giudicati diversi in ragione della loro appartenenza etnica, nazionale o religiosa e, in quanto tali, ritenuti non abbastanza degni di partecipare pienamente alla vita della società”.

"Cambiate, convertitevi!". E' l'appello agli uomini e alle donne di  mafia, "fratelli e sorelle", lanciato dal Papa da Palermo, a 25 anni dal grido di Giovanni Paolo II nella valle dei templi di Agrigento. Al centro della messa al Foro Italico, la figura di padre Puglisi: non un "prete antimafia", ma "il prete del sorriso" che sapeva di rischiare. "Un prete vero" capace di ascoltare il suo popolo, dice Francesco nell'incontro con il clero.

Tra i tre giovani che hanno dialogato con il Papa in occasione dell'incontro dell'11 agosto al Circo Massimo anche un giovane della diocesi di Treviso, Dario D’Orso, 27 anni di Vedelago, infermiere in un reparto di cure palliative. Francesco lo ha ringraziato per la sua domanda, sul senso della vita e della morte, sul perché Dio permette tutti questi lutti, sulla distanza e la chiusura della Chiesa soprattutto verso i giovani. 

Circa trenta persone, per una decina di famiglie: questa la presenza della nostra Diocesi all’Incontro mondiale di Dublino.Don Sandro Dalle Fratte: "C’è stata una grande ampiezza di testimonianze. E c’è stata l’occasione per parlare anche di famiglie ferite, di educazione, della soggettività sociale dei nuclei famigliari. A fare da sfondo è stata soprattutto l’esortazione di papa Francesco Amoris Laetitia”.

Sono i due temi che hanno caratterizzato la visita di Papa Francesco in Irlanda, il 24° viaggio apostolico per un totale di 36 Paesi visitati. L’occasione è stata fornita dall’Incontro mondiale delle famiglie, che si è tenuto a Dublino dal 22 al 26 agosto, dal titolo “Il Vangelo della famiglia: gioia per il mondo” sullo sfondo dell’esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia.

“C’è chi guarda all’Incontro mondiale delle famiglie come ad una sorta di raduno ideologico per celebrare un tipo di famiglia che probabilmente non esiste più”. Lo ha detto mons. Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino, dando ieri sera il benvenuto ai partecipanti al Congresso pastorale che da oggi a venerdì 24 riunirà giorni un numero record di partecipanti, 37mila persone di 116 Paesi provenienti da tutto il mondo di cui 6.500 di età inferiore ai 18.

Francesco si sofferma sulle conseguenze causate dagli “abusi sessuali, di potere e di coscienza commessi da un numero notevole di chierici e persone consacrate”. Il Santo Padre sottolinea che “le ferite non spariscono mai e ci obbligano a condannare con forza queste atrocità, come pure a concentrare gli sforzi per sradicare questa cultura di morte”. 

Giovani di tutta Italia a Roma per Papa Francesco. Un lungo intreccio di strade e pellegrinaggi che si è chiuso con il grido dei giovani "Siamo qui". Il card. Bassetti, presidente della Cei, racconta questo incontro di preghiera, festa e testimonianza: "La Chiesa non può stare in panchina con i giovani. Deve essere al loro fianco per indicare la direzione. Deve accompagnarli a guardare verso l’alto, come solo le aquile sanno fare. La Chiesa deve aiutarli perché guardino in alto"

Ai 50mila giovani italiani che si sono dati appuntamento al Circo Massimo il Papa ha chiesto di correre forte, con passi più veloci di quelli degli adulti, come ha fatto Giovanni andando verso il sepolcro vuoto di Gesù. L'altro modello additato ai giovani è San Francesco d'Assisi: un giovane che ha sognato in grande e ha cambiato la storia dell'Italia. "Non abbiamo paura", l'invito finale. Tra i giovani che hanno dialogato con il Papa anche un giovane della diocesi di Treviso, Dario, 24 anni, infermiere in un reparto di Cure palliative

Più di 800 arrivano dalla diocesi di Treviso. Hanno camminato, sotto il sole, in mezzo a paesaggi mozzafiato e tra le pieghe della quotidianità, e ora “Per mille strade” decine di migliaia di giovani di 195 diocesi italiane stanno arrivando a Roma, dove doggi e domenica è in programma l’incontro con papa Francesco. Un primissimo bilancio dei pellegrinaggi nelle parole degli incaricati regionali di pastorale giovanile

Ieri notte è tornato alla Casa del Padre don Giuseppe Ravanello. Risiedeva in Casa del Clero. Già parroco di S. Agnese di Treviso e amministratore parrocchiale di Santa Maria della Vittoria fino al 2013, don Giuseppe era nato a Nogarè di Crocetta del Montello il 26 marzo del 1922 ed era stato ordinato sacerdote il 7 luglio del 1946. I funerali saranno presieduti dal vescovo Gianfranco Agostino Gardin sabato 11 agosto alle ore 10 nella parrocchia di S. Agnese di Treviso.

Cresciuto a San Donà di Piave, aveva continuato l’attività dello studio tecnico di geometra del padre Attilio, morto in campo di concentramento. Alcune chiese ed altre strutture parrocchiali e diocesane, oltre a numerosi edifici civili, portano la sua firma, ma sarà ricordato soprattutto per la sua generosità, per il suo impegno ecclesiale e civile.

Oggi, lunedì 6 agosto, guidati dal Vangelo di Marco e accompagnati dal vescovo Gianfranco Agostino Gardin, che ha presieduto la celebrazione eucaristica ad Aquileia, hanno approfondito il tema del battesimo come origine della fede cristiana. Da Aquileia, infatti, partì l’evangelizzazione di queste terre.