Chiesa

Colonne "affrescate" con opere d'arte ispirate alle pagine evangeliche sulla misericordia, riproduzioni giganti di sei tele di un'artista francese, Marie Malherbe. L'allestimento curato per l'apertura della Porta Santa, previsto per il 13 dicembre.

Il sociologo Alessandro Castegnaro, direttore dell’Osservatorio socioreligioso del Triveneto, intervenuto lunedì 30 novembre all’incontro del Consiglio pastorale diocesano. Proposta una lettura del nostro contesto socio-religioso per dare un seguito a quanto emerso dal Convegno di Firenze.

Mons. Mario Salviato, vicario episcopale per la Pastorale, sta seguendo gli ultimi preparativi per la grande celebrazione di domenica 13 quando il Vescovo aprirà la Porta santa della chiesa Cattedrale. Ci anticipa come le nostra Ciesa vivrà l'anno giubilare e quali saranno le principali iniziative.

Gli iscritti sono 494mila, suddivisi in 2.346 gruppi provenienti da 144 Paesi, oltre 20mila volontari, 6500 giornalisti. Attesi almeno 100mila italiani. Nella nostra diocesi alcuni incontri hanno presentato ai giovani i contenuti e le proposte del pellegrinaggio, nelle due forme, lunga o breve.

“Rimanere uniti perché cessi ogni azione che, da una parte e dall’altra, sfigura il Volto di Dio e ha in fondo lo scopo di difendere con ogni mezzo interessi particolari, a scapito del bene comune”.  E' l’invito del Papa, nell’incontro con la comunità musulmana a Bangui, nell'ultimo giorno del suo viaggio in Africa.

“Bangui diviene la capitale spirituale del mondo”, ha detto il Papa davanti alla Porta Santa della cattedrale, nella capitale della Repubblica Centrafricana. “L’Anno Santo della Misericordia viene in anticipo in questa Terra, che soffre per la guerra e l’odio, l’incomprensione, la mancanza di pace. Ma in questa terra sofferente ci sono anche tutti i Paesi che stanno passando attraverso la croce della guerra. Bangui diviene la capitale spirituale della preghiera per la misericordia del Padre".

Vegliare è un modo di vivere nuovo. Perché c’è una luce che illumina noi e quello che sta accadendo attorno a noi. Perché c’è una speranza, non riposta soltanto nelle nostre forze ma nella forza di un Dio che vive tra noi. Nessuno permetta al mondo circostante, luccicante nei negozi, di rubarci il natale della fede.

Tamburi, corni. Hanno il ritmo di questi strumenti le danze all’aeroporto di Entebbe. È l’accoglienza riservata alle persone di riguardo; ma è anche lo stile di questo continente che, pur attraversato da ferite e violenze, sa guardare sempre in modo positivo. 

 Il Vangelo, ha sottolineato Francesco, “ci impone di uscire verso le periferie della società e di trovare Cristo nel sofferente e in chi è nel bisogno. Il Signore ci dice, con parole inequivocabili, che ci giudicherà su questo!”.

A ricordarlo è stato questa mattina, 27 novembre, Papa Francesco, nel corso della sua visita al quartiere povero di Kangemi, a Nairobi. Un incontro scandito da danze e canti tipici della popolazione locale. Tra i presenti, anche rappresentanti di alcune baraccopoli argentine.

A pochi giorni dal Vertice di Parigi sul clima, il Papa nel suo secondo giorno in Kenya dice che sarebbe “catastrofico” un fallimento. Messa a Nairobi davanti a una folla di 1.500.000 di persone. “Troppo spesso dei giovani vengono resi estremisti nel nome della religione”, denuncia nell’incontro interreligioso.

La prima giornata di Papa Francesco, arrivato mercoledì pomeriggio  a Nairobi, prima tappa del viaggio in Africa che lo porterà anche in Uganda e Repubblica Centrafricana, vive di queste tre parole.

L’aereo papale è arrivato in Kenya, all’aeroporto internazionale “Jomo Kenyatta” di Nairobi, con un leggero anticipo rispetto ai tempi previsti. Dopo 7 ore di volo, Papa Francesco ha toccato per la prima volta nella sua vita il suolo africano. Ad alcune domande sulla sua eventuale preoccupazione per la situazione in Africa, il Papa ha risposto con la sua abituale ironia: “Sono molto più preoccupato per le zanzare!”.

Dal 25 al 30 novembre, in 6 giorni (compresi la partenza e l’arrivo) Francesco toccherà tre Paesi – Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana – percorrendoli da Est verso Ovest, lungo la linea dell’Equatore. La partenza dell’aereo papale è prevista il 25 novembre da Fiumicino alle 7.45, l’arrivo sul suolo africano dopo 7 ore di volo, alle 17 della sera locali. All’aeroporto di Nairobi verrà accolto dal presidente del Kenya per la cerimonia di benvenuto nella State House, seguita dall’incontro con le autorità del Kenya e con il corpo diplomatico. Il 26 novembre si aprirà con l’incontro interreligioso ed ecumenico nella nunziatura,  poi il trasferimento all’Università di Nairobi, dove alle 10.15 è in programma “l’evento più grandioso della visita in Kenya”, la Messa nel Campus, che può contenere circa 300mila persone

Sono parole dure quelle pronunciate da Papa Francesco questa mattina nell’omelia pronunciata a Santa Marta. Il Papa se la prende in modo particolare con i trafficanti di armi e chi fa della guerra una scelta per le ricchezze.

I partecipanti della nostra diocesi raccontano come hanno vissuto il Convegno ecclesiale. E cosa propongono per il “dopo”, da giocare attraverso vie nuove, nei territori.

Il Papa all'udienza generale: “Non dobbiamo arrenderci all’idea di dover applicare questo sistema, che è anche di sicurezza, a tutta la nostra vita, alla vita della famiglia, della città, della società, e tanto meno alla vita della Chiesa”.

Le conclusioni del card. Angelo Bagnasco, che ha definito quello del Papa un discorso programmatico per "spirito e coordinate". Apprezzamento per le sintesi dei dei gruppi e per lo stile sinodale. Da riprendere in mano l'Evangelii Gaudium. Subito dopo conferenza stampa a tutto campo. Durante al quale è stato ribadito l'invito ai laici perché siano in primo luogo presenti nelle realtà temporali.

Duecento gruppi e altrettanti facilitatori; 20 moderatori, quattro per ciascuna delle cinque tematiche approfondite e stamattina finalmente i 5 interventi conclusivi - su uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare - che hanno riportato in assemblea plenaria quanto è stato condiviso tra mercoledì e giovedì in oltre sette ore di confronto.

Le relazioni introduttive di Mauro Magatti e Giuseppe Lorizio hanno dato il via ai lavori dei sottogruppi, quattro per ciascuno dei cinque verbi dell’Evangelii Gaudium, che annunciano il percorso “sinodale” che attende la Chiesa italiana, anche nel rapporto con la società

Molte le iniziative per essere pronti ad accogliere e gestire i pellegrini che si metteranno in cammino nell’Anno Giubilare. Dal punto di vista “turistico-devozionale” il Veneto è una regione ricca di santuari e di cammini di fede. Tra tutti, la Basilica di Sant’Antonio, meta di milioni di pellegrini ogni anno, ed il “Cammino di Sant’Antonio” che la collega ai Santuari Antoniani di Camposampiero.

Dalla cattedrale di Santa Maria del Fiore il Papa lancia otto affondi ed esorta i vescovi a essere “pastori” e a “non rinchiudersi nelle strutture”. Il sogno di una Chiesa italiana sempre accanto “agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti”. “Umiltà, disinteresse, beatitudine” l’identikit, pelagianesimo e gnosticismo le tentazioni da evitare. Ai giovani: “Superate l’apatia”. L’avvio di un percorso sinodale di base sulla “Evangelii Gaudium”

Si è aperto, in uno scenario splendido caratterizzato dalla grande bellezza di Firenze, il quinto Convegno della Chiesa italiana. Nella relazione introduttiva l'arcivescovo Nosiglia ha auspicato che lo stile del convegno sia sinodale e che guardi con sguardo amorevole alla realtà del nostro tempo. Grande attesa per l'arrivo del Papa