Chiesa

La tradizione che vuole che il nuovo vescovo venga accolto ad Asolo risale a più di mille anni fa. La diocesi di Asolo è infatti un’antica sede vescovile soppressa: fu abolita con un editto dell’imperatore Ottone I nel 969 - probabilmente era già però abbandonata da tempo - per essere posta sotto la giurisdizione del vescovo di Treviso.

Il neonato Servizio regionale per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili è presieduto dal Vescovo di Adria-Rovigo mons. Pierantonio Pavanello ed è coordinato da don Gottfried Ugolini, sacerdote della Diocesi di Bolzano-Bressanone. Ne fanno, inoltre, parte i referenti diocesani dei Servizi diocesani per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, rappresentanti dei religiosi e delle religiose più alcuni operatori ed esperti in ambito pedagogico, giuridico (penale e canonico), psicologico e comunicativo.

I giovani hanno detto al vescovo cdi voler essere protagonisti nella vita della Chiesa ma anche nella vita civile, nonostante la situazione sociale ed economica non favorisca la volontà di impegnarsi in progetti di vita duraturi. Mons. Tomasi, che all'ingresso della Chiesa ha voluto salutare uno a uno i giovani che gli facevano corona, ha aggiunto: "Iniziamo non a caso da Maria, l'ascoltatrice per eccellenza. Maria è la maestra dell'ascolto, ha ascoltato, ha detto sì e il suo sì è diventato vita, storia, redenzione e salvezza".

I dicepoli chiedono a Gesù quel “di più” di fede. E noi? Lasciamo che esso irrompa nella nostra vita, vieni a cercarci, stanaci dalle nostre paure, fa‘ che siamo “rapiti dalla tua bellezza - ha detto mons. Tomasi, citando il motto episcopale di mons. Gardin

Un saluto particolarmente caloroso, con la reciproca volontà di collaborare per il bene comune della società trevigiana ha caratterizzato il momento istituzionale della giornata d'ingresso a Treviso di mons. Michele Tomasi. Ci sono stati i saluti del sindaco, Mario Conte, e del presidente della Provincia, Stefano Marcon. Assente giustificato il presidente della Regione Luca Zaia, che ha però inviato un suo messaggio.

Ai nastri di partenza il Sinodo per l'Amazzonia, a cui parteciperanno in Vaticano, dal 6 al 27 ottobre, 184 padri sinodali. "Si incentra sulla missione evangelizzatrice della Chiesa in Amazzonia e sulla tematica ecologica", ha precisato il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi.  “Un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale", gli ha fatto eco il card. Claudio Hummes, presidente della Repam e relatore generale. 35 le donne che partecipano all'assise, il numero finora più alto per un Sinodo. 17 i rappresentanti dei popoli indigeni.

Papa Francesco, nel centesimo anniversario della Lettera sulle missioni di Benedetto XV, “Maximum illud”, chiede di celebrare un mese missionario straordinario in questo ottobre, come occasione per rinnovare l’ardore missionario nella Chiesa, ma anche rinnovare in senso missionario la nostra pastorale ordinaria, occasione «per aprirci  alla novità gioiosa del Vangelo», alla gioia e alla gratuità dell’annuncio verso tutti, che presuppone la gioia di scoprirsi discepoli di Gesù, gratuitamente raggiunti dalla sua misericordia.

Il saluto ufficiale verso le 15, accanto al Battistero, prima del rito d'ingresso in Cattedrale. Ma anche attraverso La vita del popolo le principali autorità fanno arrivare il loro saluto al nuovo vescovo. Ecco l'augurio del prefetto Laganà, dei presidenti Zaia e Marcon e del sindaco Conte.

Bolzano e Treviso sono due città che dal Medioevo hanno avuto in comune la venerazione per un uomo santo, il beato Enrico da Bolzano. Il motivo di questa comunanza di pietà popolare è insito nel nome stesso. Dalla città del Tirolo meridionale, dov’era nato verso la metà del Duecento, il povero e umile Enrico giunse a Treviso in età di pieno vigore fisico, ipoteticamente tra i 40 e i 50 anni. Ora questo legame, con l'arrivo di mons. Tomasi, si rafforza.

In occasione della cerimonia solenne di insediamento del nuovo Vescovo di Treviso, Monsignor Michele Tomasi, verrà interdetta la circolazione dalle 13 e fino al termine della cerimonia nelle vie interessate dal percorso dei fedeli: piazza Santa Maria Maggiore, via Carlo Alberto, via e piazza San Leonardo, via Martiri della Libertà , via Indipendenza, piazza dei Signori, Calmaggiore, piazza Duomo, via Risorgimento, via delle Absidi e via San Nicolò.

Mons. Tomasi farà sosta a Pederobba domenica 6 ottobre, a partire dalle ore 9.30. Intorno alle 11.30 arriverà in Casa della Carità per un incontro con gli operatori della Caritas, i volontari e alcuni ospiti; alle 12.30 sarà nella Casa del clero per incontrare i sacerdoti anziani e pranzare con loro. Alle 14, poi, mons. Tomasi, raggiungerà i giovani che lo attendono per un momento di preghiera all’interno della basilica di Santa Maria Maggiore.

Domenica 6 ottobre il vescovo Michele celebrerà la Messa in cattedrale: siamo invitati a partecipare, direttamente o seguendo la diretta su Telechiara, a questo importante momento che segna l’inizio del suo ministero pastorale fra noi.Il Rito d’ingresso è segnato da gesti e parole significativi.

A tutti il nuovo pastore sta inviando messaggi da interpretare e da accogliere. Ci ha detto che verrà “desideroso di conoscerci”. Di conoscere quindi anche le nostre attese, le richieste (molte), insieme a quello che siamo e possiamo donare. Ma allo stesso tempo, attraverso parole e scelte da “ascoltare” egli si sta rivelando per quello che è, per come sta rispondendo alla chiamata del Signore, per come desidera camminare insieme a noi.