Chiesa

li abusi e le infedeltà, nella Chiesa, sono "reati di peculato". Lo denuncia il Papa, che nel tradizionale discorso alla Curia Romana per gli auguri natalizi ribadisce la linea di "tolleranza zero" sugli abusi e chiede agli abusatori: "convertitevi".

Il vescovo Gianfranco Agostino ha provveduto nelle scorse settimane, dopo aver consultato il Capitolo, ad inserire nel Capitolo della Cattedrale due nuovi membri effettivi. L'investitura il giorno dell'Epifania.

In quella storia trovano senso e si caricano di significato anche le mille e mille vicende di amore, gli innumerevoli gesti di bontà, accoglienza, perdono, prossimità, tenerezza, che sono il fiume, sovente carsico, che rende viva e pulsante e feconda l’umanità che cammina lungo i secoli. Il velo di “tristezza natalizia” sopra evocato non oscura né dissolve la grande speranza che la venuta tra noi del Figlio di Dio suscita in chi la guarda da vicino, nella sua essenziale semplicità che è, nello stesso tempo, la sua incantevole grandezza.

Andrea Tornielli è il nuovo direttore della Direzione editoriale del Dicastero per la comunicazione: “I media della Santa Sede hanno una lunga storia”. Mentre Andrea Monda, appena nominato direttore de L’Osservatore Romano, dichiara: “Ho appreso la notizia della mia nomina con un sentimento misto di gioia e timore, meraviglia e incredulità e soprattutto di intensa gratitudine”.

“La ricerca del potere ad ogni costo porta ad abusi e ingiustizie”. Comincia con questa constatazione il messaggio del Papa per la 52ª Giornata mondiale della pace, che si celebrerà il 1° gennaio prossimo sul tema: “La buona politica è al servizio della pace”. Francesco passa in rassegna le virtù e i vizi della politica, a cominciare da corruzione, razzismo e xenofobia.

Protagonista è ancora Giovanni il Battista con i suoi insegnamenti. I suoi consigli devono essere stati considerati convincenti, poiché il popolo cominciava a chiedere se non fosse lui il Messia, quella figura tanto attesa, seppur in modi diversi, da tutto il mondo ebraico di allora. Egli risponde affermando la superiorità di Gesù, pur senza nominarlo esplicitamente, e annuncia quali saranno le sue azioni

E’ accaduto lunedì scorso. All’ordine del giorno il tema del rapporto tra fedeli laici e sacerdoti: una questione che si lega all’attuale stagione della Chiesa diocesana, ma che, se affrontato in profondità, non manca di far gettare lo sguardo al futuro delle nostre comunità, come ha fatto notare il Vescovo. Tra le richieste il superamento di un certo “funzionalismo” e una maggiore formazione.

Chi aderisce entra a fare parte di un gruppo, esce dalla propria singolarità per pensare ad un cammino insieme; entra a fare parte di una organizzazione nella quale sperimentare le regole della convivenza e allenare le relazioni al dialogo e al rispetto. Si fa parte di un’organizzazione nella quale imparare e curare la democraticità, la cura di tutte le età, l’accompagnamento di tutte le condizioni di vita.

La veglia diocesana dei giovani a San Nicolò è stata caratterizzata dall’invito a scoprire la bellezza e la preziosità della propria vita, pur nelle difficoltà. Il Vescovo ha spronato i ragazzi e le ragazze a vivere la relazione con Gesù nel dono di sé.

Il brano di questa prima domenica di Avvento fa parte dell’ultimo discorso di Gesù, riportato dall’evangelista Luca al capitolo ventunesimo, prima del racconto della Passione. Viene detto “escatologico” perché parla delle cose “ultime”, quelle che devono accadere alla fine della storia. In realtà, però, offre molte indicazioni per vivere il presente

La Chiesa, che significa le parrocchie, gli istituti ecclesiastici, gli ordini religiosi, ha sempre pagato l’Ici, ora Imu. Quindi, dove sta tutto questo clamore?

Alla presentazione della nuova realtà del Centro della famiglia, il presidente della Pontificia accademia per la vita ha ricordato che la famiglia è il luogo originario dove impariamo a convivere in pace tra diversi. Una sfida che anche la Chiesa deve affrontare, non solo per sé, ma per la città e per il mondo.

Il mondo digitale è una "piazza" da abitare: ne sono convinti i giovani della Comunità Teologica che ha scelto di dedicare un anno di riflessione alla formazione intellettuale in questo particolare contesto multimediale. Hanno anche scelto di aprire una pagina Facebook ed Instagram comunitaria, amministrata da una commissione di seminaristi, per poter raccontare la vita della comunità e l’esperienza di annuncio vocazionale

Durante il periodo di Avvento molte parrocchie, sempre più spesso a livello di Collaborazione pastorale, promuovono momenti di ritiro, lectio divina, spiritualità. Pubblichiamo qui sotto quelli che ci vengono segnalati.

Al cuore della crisi attuale si delinea il passo nuovo di papa Francesco, che è una riforma reale del governo ecclesiale. Tale revisione va intesa certamente in senso spirituale, «ma essa deve condurre verso una nuova figura del vivere insieme nella chiesa, figura che Francesco descrive con l’espressione “una chiesa interamente sinodale”».Solo un sentimento reale e quasi-fisico di “fraternità” – sostiene Theobald – può rendere possibile un superamento della lotta sociale".

L'annuale Giornata di preghiera e sostegno economico ricorda quanto importante sia, per una diocesi, il dono di giovani che si preparano a diventare sacerdoti. "Dobbiamo scovarli - scrive il Vescovo - questi giovani, desiderosi di donarsi". E soprattutto "dobbiamo farli incontrare con Gesù". In un contesto ecclesiale attento e accogliente, con comunità che non "pretendano" preti ma li sappiano generare come grembo fecondo

Il domenicano padre Monge ospite mercoledì 21 novembre del Seminario vescovile di Treviso, in occasione del “Dies academicus” che segna l’inizio dell’anno per lo Studio Teologico interdiocesano di Treviso e Vittorio Veneto, la Scuola di Formazione teologica della Diocesi di Treviso e l’Istituto superiore di Scienze religiose “Giovanni Paolo I”. Giovedì 22 il teologo Theobald alla Facoltà teologica di Padova

Nell'omelia della Messa per la Giornata mondiale dei poveri, a cui hanno partecipato nella basilica di San Pietro 6mila persone, il Papa si è soffermato sulla povertà come paradigma del cristiano: "Vivere a contatto con i bisognosi non è la moda di un pontificato". "L'ingiustizia è la radice perversa della povertà", ha ribadito, denunciando che il grido dei "tanti Lazzaro" nel mondo è sempre più forte, ma sempre meno ascoltato dai ricchi.

"Fin dagli anni ’80 del secolo scorso - spiega il testo del comunicato ufficiale diramato dalla Cei - molti medici, ammalati e loro familiari si sono fatti portavoce del desiderio di poter invocare in modo speciale questo santo per una realtà di sofferenza – il tumore – in questo nostro tempo sempre più diffusa e angosciante".Ora manca il placet del Vaticano.