Chiesa

La mormorazione dei Giudei e la risposta di Gesù, che mette a confronto il dono che lui è venuto a portare con la manna nel deserto: pur essendo stato un segno fondamentale per il cammino, non è stata sufficiente a salvare gli Israeliti dalla morte

Papa Francesco ha concluso la prima udienza dopo la pausa estiva, in Aula Paolo VI, con un forte appello. "Con la verità del Vangelo non si può negoziare", il tema della catechesi, dedicata ancora una volta alla Lettera ai Galati.

La Presidenza della conferenza episcopale italiana ha scritto una lettera ai vescovi per invitarli a celebrare momenti di preghiera, affinché la Chiesa sia presente in questo tempo. La ripresa autunnale delle attività pastorali sarà probabilmente ancora condizionata dalla pandemia, per ora la certificazione verde non sarà necessaria per partecipare alle messe.

Nell'omelia della prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, mons. Fisichella ha letto il testo preparato dal Papa per l'occasione: "I nonni e gli anziani non sono degli avanzi di vita, degli scarti da buttare". L'idea che "ognuno pensa per sé" uccide. Guidando l'Angelus, il Santo Padre ha chiesto un applauso per tutti i nonni e ha ribadito: "Senza dialogo tra giovani e nonni la storia non va avanti, la vita non va avanti".

Spesso si presenta la “moltiplicazione dei pani” come un esempio di “condivisione”, attraverso la quale – umanamente – si può riuscire a far bastare per tutti anche poche risorse disponibili. Ma l’episodio di Eliseo e il “segno” operato da Gesù dicono qualcosa di più...

“Nessun intento polemico o di contrapposizione alle istanze di autonomia. Una preghiera non è una presa di posizione politica”. In merito al dibattito apparso in questi giorni sui media locali a proposito di una delle preghiere dei fedeli letta domenica scorsa nelle chiese della diocesi di Treviso, interviene mons. Giuliano Brugnotto. “Nella formulazione del concetto è sbagliata la scelta del termine ‘autonomismo’ – sottolinea -. La volontà era quella di invitare i popoli a sfuggire le chiusure particolariste e a ricercare invece il dialogo che costruisce percorsi di pace e di giustizia”.

Il vangelo presenta due scene: nella prima Gesù accoglie i Dodici di ritorno dalla missione e dedica loro del tempo, invitandoli a “stare” con lui per un po’ di riposo; nella seconda, rinunciando ai suoi progetti di “ritiro”, egli manifesta la sua compassione per la folla che lo sta cercando

Ricordati a Treviso i 10 anni dalla morte del ministro pakistano per le minoranze, ucciso a 43 anni da estremisti che volevano spegnere il suo impegno a favore dei poveri, degli emarginati e dei perseguitati per la loro fede

Esperienze più brevi, per far partecipare tutti. Grande impegno per la sicurezza. Ritorna la stagione delle esperienze formative estive, promosse da parrocchie, Collaborazioni e associazioni. “Tra i ragazzi c’è desiderio di ritrovarsi e stare insieme”

Il Papa non rinuncia all’Angelus, nonostante gli acciacchi e la necessità di riposo: saltare l’Angelus creerebbe uno strano vuoto nel cosmo cattolico, come nei giorni desolanti successivi alla morte di Giovanni Paolo II

Il Vescovo comunica alla diocesi la scelta del Vicario generale e del Vicario per il clero, figura che viene introdotta per la prima volta. Si tratta rispettivamente di don Giuliano Brugnotto e di don Donato Pavone. Don Mario Salviato continua nel suo compito di Vicario per il Coordinamento della Pastorale.

“Il decorso post–operatorio è regolare. Gli esami di controllo di routine sono buoni”. È quanto si legge nel terzo bollettino medico sull’operazione chirurgica subita da Papa Francesco, che nella sua seconda notte al Policlinico Gemelli di Roma “ha riposato bene” e questa mattina “ha fatto colazione, ha letto alcuni quotidiani e si è alzato per camminare”, ha riferito il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

“Tutti insieme celebriamo proprio una bella «festa di famiglia». Ci presentiamo al Signore nel vincolo di amore che ci lega e che, nella differenza delle storie e delle vicende, ha accomunato gli apostoli Pietro e Paolo”. Ha presentato così, il vescovo Michele, la celebrazione di martedì scorso, 29 giugno, in Cattedrale, nella solennità dei santi Pietro e Paolo. Una grande festa della Chiesa intera, arricchita, per la Chiesa di Treviso, da un ulteriore motivo di celebrazione e di gratitudine.