Chiesa

Appuntamento sabato 5 maggio alle ore 10 nella chiesa di San Martino Urbano in Corso del popolo 9, a Treviso.  Alla fine della liturgia si farà festa con tutti i partecipanti, soprattutto i più poveri: anziani in difficoltà, persone senza dimora, migranti.

“E’ bene rimanere diaconi, cioè servi, dentro di sé per tutta la vita” ha detto mons. Gardin sabato 28 aprile, nella chiesa di San Zenone degli Ezzelini, ricordando il valore di una vita spesa a servizio dei fratelli in una relazione stretta con il Signore

Prima dell’inizio della celebrazione mons. Gardin ha ringraziato i presenti per la loro partecipazione alla preghiera con la quale chiedere a san Liberale di continuare a proteggere la città e la diocesi, ma anche di sostenere l’impegno dei cristiani ad essere testimoni credibili del Vangelo.

E’ nella preghiera vissuta insieme nella chiesa madre, la cattedrale, che i sacerdoti e i fedeli rappresentanti di quattordici parrocchie della nostra diocesi hanno vissuto durante i Vespri di domenica scorsa, 22 aprile, l’istituzione da parte del Vescovo di tre nuove Collaborazioni pastorali: Salzano-Scorzè, Carbonera, Fossalta-Noventa di Piave.

Sabato scorso sono state consacrate Daniela Miele, di Salzano, Elena Fornasiero, di Vedelago e Serena Marangoni, di Castelfranco. "Una figura e una scelta di vita non facile da comprendere, quella della vergine consacrata - ha detto il Vescovo - ma è una scelta che esprime la risposta a una chiamata ispirata dallo Spirito Santo e che viene dal Signore".

Un’iniziativa per professare e rinnovare la propria fede davanti all’apostolo Pietro e per un incontro con il Santo Padre. L’Ufficio per l’annuncio e la catechesi, l’Azione Cattolica dei Ragazzi e il Seminario hanno pensato a questa proposta cui hanno aderito numerosi gruppi, accompagnati dai propri catechisti ed educatori.

La sosta in preghiera davanti alla tomba e la messa davanti alla cattedrale affacciata sul porto. Sono i momenti salienti della visita pastorale ad Alessano e Molfetta, in memoria e in omaggio a don Tonino Bello, a 25 anni dalla morte. La sintonia tra due vescovi e il sogno di una Chiesa "contempl-attiva" che accorcia le distanze, innamorata di Dio e appassionata dell'uomo.

Per la prima volta, il 20 aprile, il Papa in una sua visita pastorale in Italia renderà omaggio ad un vescovo. Da Alessano, prima tappa del viaggio sulle orme di don Tonino Bello, la testimonianza di Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione che porta il suo nome, dei fratelli e del nipote.

Ricevere l’ostia in bocca o in mano? Ogni tanto si alza qualche voce per proporre degli inutili distinguo, mentre “è possibile ricevere la comunione o nella lingua o in mano, purché ci si accosti con rispetto e sacra apprensione”, come ci spiega mons. Lucio Bonomo, docente di liturgia.

Sabato 21 aprile nella Cattedrale di Treviso il Vescovo Gianfranco Agostino Gardin presiederà la celebrazione eucaristica con il rito della Consacrazione delle vergini (Ordo Virginum) di Elena Fornasiero di Vedelago, Daniela Miele di Salzano e Serena Marangoni di Castelfranco.

Il 28 aprile la benedizione della piccola cappella che accoglie le spoglie di Lucia Schiavinato al Piccolo Rifugio di San Donà, a quasi quarantuno anni dalla morte. La traslazione della salma al Piccolo Rifugio, dopo la ricognizione effettuata dalla commissione nominata dal vescovo della diocesi di Treviso, mons. Gianfranco Agostino Gardin, si è svolta lo scorso 23 febbraio.


La prima cosa che colpisce nel testo è la convinzione con cui si sostiene che la santità appartiene al “popolo di Dio paziente”, alle persone che hanno un'ordinaria vita quotidiana fatta delle cose semplici che sono la struttura dell'esistenza di tutti.
 Ci si dovrà abituare a riconoscere i santi della porta accanto.

Le esequie, presiedute dal Vescovo Gianfranco Agostino Gardin, saranno celebrate presso la chiesa parrocchiale di San Floriano di Castelfranco, lunedì 16 aprile alle ore 10. Fu assistente Acli a Bruxelles e prete operaio a Colonia; poi una parte notevole del suo servizio pastorale è stato dedicato alla realtà castellana.

I santi non sono solo quelli già beatificati o canonizzati, ma anche quelli della "porta accanto". Ne è convinto il Papa, che nella sua terza esortazione apostolica, "Gaudete et exsultate", traccia l'identikit del cristiano a partire dalle Beatitudini e ammonisce: la situazione dei migranti non è "marginale" o secondaria rispetto ai temi "seri" della bioetica. Il senso dell'umorismo e la lotta contro il diavolo. "No" a gnosticismo e pelagianesimo. Il dono del discernimento.

"Ritorniamo" in piazza San Pietro, per ripercorrere i momenti salienti delle udienze del mercoledì degli ultimi cinque mesi. Dal segno della croce – da insegnare bene ai bambini fin da piccoli – all'andare dentro la vita di tutti i giorni. La vita come “Pasqua fiorita”, la consegna non solo legata a questo tempo liturgico.

Saranno presenti i delegati dei 226 gruppi scout della nostra regione, in rappresentanza degli oltre 4mila capi scout e dei 20mila ragazzi aderenti all’Associazione. Il tema è “Accogliere, Cogliere, Ricevere”.

Il Papa ha cominciato l'udienza di oggi - l'ultima dedicata alla messa - formulando a braccio gli auguri pasquali al Papa emerito, e chiedendo ai 20mila fedeli presenti in piazza San Pietro nonostante la pioggia di fare altrettanto.

“Vergogna, pentimento e speranza”. Sono i tre sentimenti  che fanno da sfondo alla preghiera composta dal Papa e letta da lui al termine della Via Crucis di stasera al Colosseo, a cui hanno partecipato anche i ragazzi del liceo classico romano che hanno preparato i testi delle 14 stazioni. 

Dal giorno in cui Cristo si è levato dai morti non vi è più alcuna situazione umana “a cielo chiuso": la resurrezione del Signore spinge il cristiano a testimoniare la propria speranza nella salvezza universale, a pregare per la venuta del Regno, ad attendere il giorno radioso in cui tutte le lacrime saranno asciugate. Una riflessione dell'ex priore di Bose.

Gesù ci ha resi capaci di vivere di un amore che nemmeno la morte può spegnere. Lui è il Vivente, il Risorto dai morti, primizia di una nuova creazione. A Pasqua anche la morte non fa più paura.

Umanità: è la parola chiave della prima Via Crucis scritta dai giovani. Inchiodato sulla Croce c'è un migrante, che ci ricorda come ognuno di noi abbia inscritta la propria dignità sotto la pelle.

Durante la veglia pasquale del Sabato santo, nella nostra chiesa cattedrale, diciassette giovani e adulti riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana dalle mani del Vescovo, il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia. Il momento culminante di un percorso iniziato due anni fa, di conoscenza di Gesù, di scoperta del suo messaggio di amore per ogni uomo. Lasciamo spazio alla testimonianza di Enkeljiana, nata in Albania e residente a Vedelago.

Chi si è avvicinato a Gesù prendendo familiarità con i vangeli, chi lo ha davvero incontrato, chi crede che Egli meriti tutta la nostra fiducia e che in Lui si fondi tutta la nostra speranza, sente che la sua vicenda ha a che fare profondamente con la nostra storia e con la storia di tutta l’umanità.

Sabato 26 maggio, alle 15.30, in Cattedrale, saranno ordinati sacerdoti due giovani diaconi, studenti del nostro Seminario: don Oscar Pastro, originario di Ponzano Veneto, cresciuto pastoralmente a Fontane, in servizio pastorale a Paese, e don Francesco Bellato, originario di Marcon, in servizio pastorale a San Martino di Lupari.