Chiesa

È il 29° viaggio apostolico del Papa, in Bulgaria e Macedonia del Nord, in cui ha lanciato un appello a continuare a prendersi cura dei migranti, come è nella tradizione dei due rispettivi Paesi, e ha rilanciato l'urgenza del dialogo ecumenico e interreligioso. Sulla scia di papa Giovanni e Madre Teresa.

La nostra rubrica sul Vangelo della domenica raccontato dagli artisti. III Domenica di Pasqua (anno C) - Pittore campano -bizantino “Apparizione del Risorto sul lago di Tiberiade” sec. XI, abbazia di Sant'Angelo in Formis, Capua (Caserta)

Il vescovo Enrique Angelelli, ucciso “in odium fidei” il 4 agosto 1976 durante il terribile periodo della dittatura militare, viene beatificato il 27 aprile. Insieme a lui i sacerdoti Carlos Murias e Gabriel Longueville e il laico Wenceslao Pedernera, uccisi dagli “incappucciati” a servizio della dittatura pochi giorni prima del loro vescovo. Un prete diocesano francese, un religioso, un laico e un vescovo. Diverse vocazioni, ma tutti beati, perché tutti martiri, vittime degli stessi carnefici.

La nostra rubrica sul Vangelo della domenica raccontato dagli artisti. II Domenica di Pasqua (anno C) - John Granville Gregory “Still Doubting"

Mons. Gardin, nel giorno della Risurrezione di Gesù, dopo la veglia del sabato santo, ha invitato a riflettere: “La morte appare - almeno in condizioni di «normalità» - come la «nemica della vita». Il nostro bisogno di vivere si infrange contro la morte. Ma forse c’è qualcosa che la morte non riesce a infrangere".

La nostra rubrica sul Vangelo della domenica raccontato dagli artisti. Domenica di Pasqua (anno C) - Eugène Burnand “Pietro e Giovanni corrono al sepolcro all’alba”, 1898, Musee d’Orsay, Parigi

"Abbiamo bisogno di lasciarci provocare da quel: “Non ricordate quello che vi aveva detto?”. Abbiamo bisogno di metterci con più intensa attenzione davanti alla vicenda di Gesù e alle sue parole, di capire meglio chi è Lui per noi".

“Il vescovo non è il più importante, il vescovo deve essere il più servitore”. Perché “la regola di Gesù, la regola del Vangelo” è “la regola del servizio”. Con queste parole, pronunciate a braccio come tutta l’omelia, il Papa ha spiegato il gesto della lavanda dei piedi a 12 detenuti del carcere di Velletri, che ha compiuto subito dopo.Al mattino la messa crismale.

I Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto (Cet) si sono ritrovati per due giorni, da lunedì 8 a martedì 9 aprile 2019, a Santa Giustina Bellunese ospiti del Centro di Spiritualità e Cultura "Papa Luciani". Ogni Vescovo provvederà a nominare un referente diocesano per assicurare a livello locale tale Servizio che sarà supportato da un'apposita equipe.

La nostra rubrica sul Vangelo della domenica raccontato dagli artisti. V domenica di Quaresima (anno C) - Lorenzo Lotto “Cristo e l'adultera”, 1556 circa, Museo - Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto

Le Facoltà teologiche italiane si danno appuntamento a Padova a conclusione di un progetto di ricerca triennale sulla sinodalità: dimensione costitutiva della chiesa – come l’ha definita papa Francesco – che consiste nel camminare assieme di persone diverse ma unite dalla stessa fede per una stessa missione. Apre i lavori mons. Ignazio Sanna, presidente del Comitato per gli Studi superiori di Teologia e di Scienze religiose della Conferenza episcopale italiana

Tra coloro che attendevano di leggere l’Esortazione post sinodale “Christus vivit” c’erano sicuramente i giovani che hanno partecipato come uditori ai lavori dell’assise di ottobre. Tra loro Gioele Anni, ventottenne, giornalista, consigliere nazionale di Azione cattolica per il settore giovani. Gioele è stato ospite della nostra diocesi giovedì 4 aprile, nella mattinata di formazione dei sacerdoti.

“Quando ho iniziato il mio ministero come Papa, il Signore ha allargato i miei orizzonti e mi ha dato una rinnovata giovinezza”. Comincia con questa confidenza l’esortazione apostolica post-sinodale “Christus vivit”, 299 numeri divisi in nove capitoli, rivolta ai giovani e a tutto il popolo di Dio. Una sorta di “Magna Charta” per la pastorale giovanile, esortata da papa Francesco ad essere, da ora in poi, “pastorale giovanile popolare”.

A lanciarlo, a sorpresa e fuori del programma ufficiale, sono stati Papa Francesco e il re Mohammed VI, durante la visita di cortesia al Palazzo Reale. “Noi riteniamo importante preservare la città di Gerusalemme/Al Qods Acharif come patrimonio comune dell’umanità e soprattutto per i fedeli delle tre religioni monoteiste – si legge nell’appello – come luogo di incontro e di simbolo di coesistenza pacifica".