Chiesa

Lavoro, siccità e paesaggio i temi centrali toccati dal cardinale Pietro Parolin, in visita lunedì 28 a Grafica Veneta, la stamperia di Trebaseleghe che ha ospitato autorità locali e regionali in occasione della presentazione della pubblicazione ‘I Papi in Cadore’ dedicato ai pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI che hanno accolto l’invito del Vescovo di Treviso per trascorrere nella casa del Seminario trevigiano a Lorenzago le loro vacanze (sei volte papa Woityla, una volta papa Benedetto XVI).

Originario di Abbazia Pisani (Villa del Conte) ha guidato la diocesi di Aysen durante gli anni della dittatura di Pinochet e nel 1988 Giovanni Paolo II lo volle arcivescovo metropolita di Puerto Montt dove è rimasto fino alla rinuncia nel 2001. I funerali a Monte Berico giovedì 17 agosto

Lunedì 14 agosto, nell'anniversario della morte, la Basilica ricorda questa straordinaria figura di uomo e di frate, che papa Giovanni Paolo II proclamò santo nel 1982, con due celebrazioni religiose, una alle ore 9.00, l’altra alle ore 11.00.

"Quanta gente perdura anche oggi in una vita sbagliata perché non trova nessuno disponibile a guardarlo o guardarla in modo diverso, con gli occhi, meglio, con il cuore di Dio, cioè con speranza. Gesù invece vede una possibilità di risurrezione anche in chi ha accumulato tante scelte sbagliate”. Così papa Francesco, nella catechesi dell’udienza generale del mercoledì in Aula Paolo VI.

“Sono state un dono per la mia vita di studioso e di prete, mi hanno insegnato a vivere la bellezza delle relazioni umane, ad accogliere, a condividere, a perdonare”, afferma il sacerdote nel momento in cui dopo 45 anni lascia la guida del Centro della Famiglia.

“E’ stata la volontà del vescovo della città di Ratisbona, la mia città nativa, che ha dato l’incarico ad un avvocato a cui ha offerto tutte le possibilità non solo di consultare gli archivi ma anche di contattare le vittime e di parlare con altre persone coinvolte”. Padre Hans Zollner, gesuita e presidente del Centre for child protection della Pontificia Università Gregoriana, in un’intervista a Radio Vaticana esprime soddisfazione per come la Chiesa ha voluto fare luce sul terribile scandalo degli abusi subiti tra il 1945 e i primi anni Novanta da 547 ragazzi.

“Vi seguirò con grande attenzione – aveva spiegato all'agenzia Sir – perché mi ritrovo nelle vostre scelte. Mi interessa molto anche sapere cosa del Papa scrivono i giornali cattolici del territorio, giornali che più di altri hanno il polso dell’opinione della gente. Non ci sono solo i vaticanisti a parlare del Papa”.

Ci lascia all'età di 80 anni il portavoce di papa Wojtyla. In una recente intervista aveva dichiarato "Nessuno merita la salute, così come nessuno merita la malattia."

“Fui il primo parrocchiano ad incontrarlo, quando entrò in chiesa. Ero lì perché facevo il chierichetto”. Così Agostino Burberi ricorda il suo primo incontro con il priore di Barbiana. Il vicepresidente della Fondazione Don Milani è a Treviso il 22 giugno alle 20.30 in Cattedrale per una testimonianza dopo la santa messa che sarà celebrata nel 50° della morte.

Papa Francesco a Bozzolo e Barbiana per pregare sulla tomba e rendere omaggio a don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani. Il tributo al "parroco d'Italia" e il riconoscimento del vescovo di Roma alla fedeltà al Vangelo e alla rettitudine dell'azione pastorale del priore di Barbiana.

La processione del Corpus domini, con l'ostensorio e il baldacchino che attraversano le vie della città, ha costituito per molte generazioni e per molto tempo l'immagine simbolica più pregnante di un tipo di presenza della Chiesa nella società. Una riflessione dell'ex priore di Bose.

Anche quest’anno giovanissimi (14-19 anni) e giovani (20-30 anni) di Ac da tutta la diocesi si sono ritrovati insieme per l’annuale incontro-festa in amicizia e allegria, all’insegna dell’hashtag #pienagioia: un preciso richiamo a smentire la famosa tendenza del #mainagioia facendo esperienza di felicità gustata e donata agli altri.

L'amore, antidoto ai "narcisismi" e all'"orfanezza" di una vita infelice, schiava della nevrosi di chi è sempre in cerca di conferme. Ne ha parlato il Papa, durante l'udienza di oggi, davanti a 12mila persone in piazza San Pietro e ai malati e disabili collegati tramite i maxischermi in Aula Paolo VI.