Chiesa

Benedetto XVI “continua a servire la Chiesa, non smette di contribuire veramente con vigore e sapienza alla sua crescita”. Lo ha detto oggi papa Francesco, dinanzi al suo predecessore, celebrandone il 65° anniversario di ordinazione sacerdotale.

Intervista a Sua Santità Karekin II, Supremo Patriarca e Catholicos di tutti gli Armeni, a poche ore dall’arrivo di Papa Francesco in Armenia. La sua amicizia con Bergoglio, la preoccupazione per la situazione in Nagorno-Karabakh, la gratitudine del popolo armeno per la celebrazione un anno fa del 100° anniversario del genocidio armeno in Vaticano.

"Oggi preti e vescovi devono concentrare le forze su ciò che appartiene loro come ministri ordinati, affidando ai laici competenze e servizi che possono svolgere meglio di loro" dice il card. Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il Clero, che traccia il profilo del prete desiderato da Francesco

"La festa e la letizia sono segni distintivi della vostra identità, delle vostre professioni e della vostra vita", ha detto il Papa, che ha citato "La strada" di Fellini. “Voi avete una speciale risorsa: con i vostri continui spostamenti, potete portare a tutti l’amore di Dio"

Sacerdoti, diaconi, persone consacrate, laici operatori pastorali si sono ritrovati nel tempio di San Nicolò insieme al Vescovo per concludere l’anno pastorale, ringraziare il Signore del cammino percorso nelle nostre comunità e per guardare al futuro. L’anno prossimo, una volta concluso il Giubileo, si darà vita ad un Cammino sinodale, per riscoprire insieme una fedeltà dinamica, capace di rinnovarsi.

Pubblicata la lettera della Congregazione per la Dottrina della fede sulla relazione tra doni gerarchici e carismatici, definiti "coessenziali". Nella Chiesa non c'è opposizione tra Chiesa "dell'istituzione" e Chiesa "della carità". Otto criteri affidati ai vescovi per il  "discernimento": serve "accompagnamento" lungo tutto il processo di verifica.

“A un sacerdote che non accoglie tutti, che consiglio darebbe il Papa? Chiuda la porta della Chiesa, per favore: o tutti o nessuno!”. Lo ha detto sabato scorso papa Francesco, ai partecipanti al convegno Cei per il 25° del Settore per la catechesi delle persone disabili.

Tanta confusione è stata fatta  in merito alla vicenda “Veneto Banca” che ha visto coinvolti anche Istituto per il sostentamento del clero e la diocesi di Treviso. Un intervento del Vicario generale fa chiarezza sulla vicenda.

Papa Francesco ha istituito “un tavolo di lavoro – coordinato dal segretario generale della Cei mons. Nunzio Galantino – per la definizione delle principali questioni interpretative e applicative , relative alla riforma introdotta dal Motu Proprio Mitis Iudex Dominus Iesus.

Una storia importante quella dell’associazione a Treviso: sono 20 i gruppi scout locali e quasi tremila i tesserati complessivi. Un appuntamento doveroso per ringraziare il Signore del cammino fin qui svolto. La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal vicario generale mons. Adriano Cevolotto

Si è concluso oggi il Giubileo dei sacerdoti e dei seminaristi (1 - 3 giugno). Nella Messa in piazza san Pietro, il Pontefice ricorda che il prete "secondo Gesù" è un buon samaritano per chi è nel bisogno, un pastore che rischia e si dona senza sosta al suo gregge, tiene le porte aperte ed  esce a cercare chi non vuole più entrare perché nessuno deve perdersi".

La parabola del fariseo e del pubblicano al centro della catechesi di Papa Francesco nell'udienza in piazza San Pietro, davanti a 15mila fedeli. Il diverso comportamento dei due mostra qual è il “giusto atteggiamento per pregare”.

Dare la parola ai parroci e ai diaconi d’Italia. Con l’hashtag #ParrocchieAperte, l'agenzia Sir, cui fanno riferimento i settimanali diocesani e dunque anche la Vita del popolo, ha avviato ieri un racconto a più voci dalle parrocchie italiane in risposta alla richiesta di Papa Francesco.

E' la richiesta lanciata durante il Giubileo dei diaconi, a cui Francesco ha chiesto disponibilità, mitezza e servizio.

Dall’esperienza del Concilio Vaticano II e del papato di Giovanni XXIII, Capovilla aveva tratto due insegnamenti: la mitezza e l’umiltà del cuore. Fino all’ultimo, don Loris è rimasto fedele alla lezione. Testimone eccezionale di una stagione che ha cambiato il volto della Chiesa.