Chiesa

Il Papa come semplice fedele, che segue la Croce, circondato dalle migliaia di dipendenti della Curia Romana, del Governatorato e degli organismi collegati della Santa Sede. Subito dopo la messa, con il richiamo a dare la priorità alla "pecorella smarrita".

Numerosa la delegazione avisina veneta per il Giubileo del donatore di sangue, svoltosi sabato 20 febbraio in Piazza San Pietro. I veneti sono  arrivati da ogni provincia, chi con mezzi propri, chi con corriere organizzate da Avis comunali e provinciali. Difficile tenere il conto, ma erano certamente centinaia a rappresentare gli oltre 130mila soci del Veneto.

Questa dichiarazione non risolve tutto, non ha questa pretesa. Per il momento è una voce forte contro tante ingiustizie, in difesa dei cristiani martiri nel mondo. Non è poco. Comunque è il primo passo ufficiale di due chiese che non si erano mai incontrate per camminare insieme.

“Dio chiederà conto agli schiavisti dei nostri giorni, e noi dobbiamo fare tutto il possibile perché queste situazioni non si verifichino più. Il flusso di capitale non può determinare il flusso e la vita delle persone”. È l’anatema lanciato dal Papa da Ciudad Juárez.

Gli incontri con i giovani sono sempre una festa fatta di gioia e colori. Ma questa volta a Morelia, gioiello del barocco coloniale e patrimonio dell’umanità, si è davvero superato quanto fatto in Brasile, nelle Filippine, in Corea, in Australia. La coreografia non è soltanto sui palchi ma anche sugli spalti dello stadio.

E' la città che più di ogni altra papa Francesco ha voluto inserire nel programma del suo viaggio in Messico. Trova ferite dovute a migrazioni, tratta, violenza, sfruttamento lavorativo. Ma anche progetti di riscatto, che stanno portando a dei risultati. Cinque anni fa era il luogo più insicuro al mondo, con 8 omicidi al giorno. Ora Ciudad Juárez è uscita dalla triste classifica.

Ha ragione il Papa quando, nella sua omelia a San Cristobal de las Casas, dice che abbiamo ancora molto da imparare da queste popolazioni che amano la natura e considerano la terra non come un bene da possedere, ma un dono di Dio e degli antenati.

Il rito di apertura presieduto dal vicario generale, mons. Cevolotto: "È necessario recuperare il senso e il significato di questo segno giubilare. E' atto di consapevolezza, di conversione e di impegno”.

Arriva presto quest’anno il tempo quaresimale. La “fretta” del cosmo di farci fare Pasqua sembrerebbe quasi una provvidenziale vibrazione della fretta che ha il Padre di correrci incontro per farci sperimentare la gioia liberante della sua Misericordia.

“Non apriamo una porta magica che risolverà tutti i problemi – ha spiegato nella sua omelia il vescovo Gardin -. Piuttosto la porta rappresenta il passaggio da una condizione ad un'altra, l'ingresso in una relazione più profonda con Gesù, il cuore del nostro essere cristiani”.

Una “metastasi che divora”. Così il Papa ha definito il narcotraffico, piaga del Messico stigmatizzata già nel primo discorso alle autorità del Paese. “Offrire un grembo materno ai giovani”, la consegna del Papa ai vescovi, incontrati nella cattedrale di Città del Messico.

Aperta alla presenza di moltissimi fedeli la porta santa ai Santuari Antoniani di Camposampiero, ma anche a San Donà di Piave e al santuario delle Cendrole di Riese Pio X.

L'arrivo nella notte, dopo la sosta a Cuba e l'incontro con Kirill. Dalle tribune slogan all’indirizzo del Papa, e richieste di benedizione. E il Papa si ferma, ascolta le voci, la richiesta di una benedizione, riceve un sombrero che subito indossa

“La civiltà umana è entrata in un periodo di cambiamento epocale. La nostra coscienza cristiana e la nostra responsabilità pastorale non ci autorizzano a restare inerti di fronte alle sfide che richiedono una risposta comune”. Comincia con un appello all’unità laDichiarazione comune che è stata firmata questa sera da Papa Francesco e dal Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia, al termine del loro incontro all’aeroporto de L’Avana.

All’inizio del tempo quaresimale, venerdì 12 febbraio, vengono aperte nella nostra diocesi le altre tre porte sante, che si aggiungono a quella della chiesa cattedrale, che durante la Quaresima accoglierà i pellegrinaggi vicariali.

Francesco visita le località più “calde” del Messico, portando speranza in una terra colpita da povertà e narcotraffico. Un viaggio nelle periferie delle periferie, negli epicentri dai quali si originano le ferite del Paese. Le speranze dei missionari trevigiani.

Da oggi, in tutte le diocesi del mondo, i 1.142 missionari della misericordia diventano inviati speciali, ambasciatori del Giubileo. La Quaresima inizia con il "mandato" affidato loro dal Papa, nella Messa con il Rito di benedizione e imposizione delle Ceneri, a "essere segni e strumenti dell'amore di Dio".

Udienza con Francesco: “Essere confessore secondo il cuore di Cristo equivale a coprire il peccatore con la coperta della misericordia, perché non si vergogni più e possa recuperare la gioia della sua dignità filiale”. Questo, in sintesi, il ruolo del prete nel confessionale.

L'incontro il 12 febbraio prossimo a Cuba, dove il Papa farà scalo prima del suo viaggio in Messico, e dove il Patriarca sarà in visita ufficiale. “Questo incontro dei Primati della Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa russa, preparato da lungo tempo, sarà il primo nella storia" dice un comunicato congiunto

Originario di Resana, era stato guardiano del convento di San Francesco a Treviso e rettore della basilica del Santo. A Brescia la celebrazione delle esequie presieduta dal vescovo Gardin. Moltissimi i concelebranti e i fedeli presenti

Bella partecipazione alla due sere giovani promossa a Treviso dall'Ac. Coinvolgenti le testimonianze dei giovani che ogni giorno cercano di trasformare la propria quotidianità in qualcosa
di appassionante. L’invito di p. Occhetta a “sprecare” il proprio profumo, a coltivare la preghiera e ad “amare la Parola di Dio perché vi cambia la vita".

Nell’ambito del programma della visita pastorale alla Diocesi, oggi, il Vescovo di Treviso monsignor Gianfranco Agostino Gardin è giunto all’Ospedale Ca’ Foncello per incontrare la comunità ospedaliera. Ricevuto dal Direttore generale Francesco Benazzi, il presule ha partecipato ad un incontro con medici, infermieri, religiosi e volontari. Ed ha accettato la richiesta che gli è stata rivolta.

I due incontri si svolgeranno presso l'Auditorium S.Pio X il 29 gennaio e il 2 febbraio. Appuntamenti che mirano a valorizzare il ruolo dei giovani in ogni ambito, luogo e momento.

Nel Messaggio 2016, presentato il 26 gennaio, il Pontefice ricorda che la fede “si traduce in atti concreti”, richiede le opere di misericordia corporale e spirituale per “risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà”, e un “ascolto operoso” della Parola. Fermo no a “pensiero unico”, “tecnoscienza”, “falso sviluppo fondato sull’idolatria del denaro” che chiude le porte ai poveri.