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45ª Settimana biblica: esperienza “buona e bella”

Si è svolta al Centro Chiavacci in presenza e anche online. Le testimonianze di due partecipanti

45ª Settimana biblica: esperienza “buona e bella”

Anche quest’anno, nonostante la situazione legata alla pandemia da Covid-19, si è svolta, dal 17 al 21 agosto, al centro di Spiritualità e Cultura don Paolo Chiavacci di Crespano, la tradizionale Settimana biblica diocesana, che ha messo a fuoco il tema dell’incarnazione del Logos (Parola) secondo il vangelo di Giovanni. Le diverse giornate sono state scandite da molteplici relazioni che hanno visto impegnati docenti dell’Issr e della Scuola di Formazione teologica. Riportiamo alcune testimonianze, da parte di chi ha seguito i lavori in presenza e di chi, invece, li ha seguiti online.
Una partecipazione integrale
“Filo conduttore degli interventi è stata la contemplazione del modo in cui il Logos incarnato entra in una storia concreta, in una cultura specifica, e nell’esperienza personale, specialmente attraverso i dialoghi del racconto giovanneo, che a volte testimoniano vicende concrete mentre, in alcuni casi, diventano emblematici di ciò che ciascun discepolo può vivere. Oltre che dal punto di vista biblico, il tema è stato approfondito anche dalla prospettiva antropologica dell’uomo come «essere di parola», oltre che dall’ormai tradizionale approccio artistico. La partecipazione «in presenza» di persone che provenivano da diversi paesi della diocesi è stata attiva e si è creato sin da subito un clima disteso di confronto e di amicizia, soprattutto nei laboratori che sono stati proposti: uno di carattere didattico e uno sulle piante nella Bibbia. L’esperienza della Settimana è stata, oltre che «buona e vera», anche bella, soprattutto grazie al luogo dove si è svolta: il centro Chiavacci. Incastonato ai piedi del Grappa, è una struttura accogliente, ben organizzata, oltremodo adatta per incontri di questo tipo. Inoltre, è anche un centro di educazione ambientale: infatti, anche i partecipanti alla Settimana hanno avuto modo di visitare il Planetario e di godere delle immagini in diretta provenienti dal telescopio puntato sul cielo, nonostante una serata non particolarmente limpida. Il luogo, la riflessione biblica sull’incarnazione – fondamento della fede cristiana – la partecipazione a momenti di preghiera e alla liturgia: tutto ciò ha reso l’esperienza di quest’anno «integrale», nel senso che è riuscita a coinvolgere tutte le dimensioni umane: il vedere, l’ascoltare, il conoscere, il parlare, il dialogare e il pregare. Il periodo che stiamo vivendo, caratterizzato dai timori legati alla pandemia, poteva sembrare non adatto per proposte come questa ma, per fortuna, c’è stato chi ci ha creduto nonostante tutto, riuscendo a organizzare un’esperienza in presenza e in sicurezza. Questa scelta è stata da me sicuramente apprezzata perché mi ha dato un’opportunità che altrimenti non avrei avuto; pur sapendo che gli incontri potevano essere seguiti anche online, sono convinta che esperienze di questo tipo abbiano la necessità dell’incontro, del luogo da vivere, delle persone da incontrare, dei momenti di silenzio e riflessione personale per cui ringrazio di cuore chi ha avuto il coraggio di proporre e di realizzare questa Settimana”. (Maddalena Minto)
Coinvolgimento anche “da casa”
“In questi anni ho frequentato con grande interesse i corsi di studio tenuti all’Istituto Superiore di Scienze Religiose Giovanni Paolo I (Polo di Belluno) che mi porteranno al conseguimento della laurea in Scienze religiose. Un’esperienza entusiasmante che mi sento di condividere con tutti coloro che sono in ricerca e che si sentono «coperti» da quella polvere sottile che rende ogni giorno grigio e uguale agli altri. Questa mia voglia di cambiare e di migliorare mi ha portato quest’anno a iscrivermi, per la prima volta, alla Settimana Biblica, dedicata interamente al Vangelo secondo Giovanni. La proposta è stata affascinante perché il Quarto Vangelo è una pietra preziosa non solo a livello teologico, ma anche culturale. Purtroppo, motivi di lavoro e di famiglia non mi permettevano di assentarmi per un’intera settimana e, quindi, ho deciso di approfittare della modalità online che avevo già avuto modo di sperimentare nel corso degli ultimi mesi, durante il periodo di chiusura provocata dal Covid 19. Tale modalità aveva permesso a noi studenti di partecipare con continuità ai corsi e di sostenere gli esami. Anche per la Settimana Biblica è stato possibile seguire gli incontri semplicemente collegandosi attraverso un link inviato alle mail degli iscritti. In questo modo ho potuto partecipare comodamente da casa agli interventi che si sono susseguiti, con la possibilità di porre domande al docente. Sono ben consapevole che la presenza al Centro Chiavacci mi avrebbe coinvolto maggiormente, dandomi la possibilità di svolgere attività e laboratori, ovviamente incompatibili con il collegamento online, ma credo che gli incontri a cui ho partecipato abbiano comunque ampliato le mie conoscenze e arricchito la mia formazione. Mi permetto di sottolineare l’eccellenza di un’offerta formativa dove i temi sono sempre proposti e mai imposti e dove le parole dei docenti non cadono dall’alto, ma vanno a solleticare l’orecchio di un ascoltatore sempre chiamato a interrogare e a interrogarsi. Ho trascorso così una settimana «ben illuminata» che mi ha permesso di crescere come persona nella consapevolezza che non ci può essere annuncio più grande di quello di Cristo”. (Francesco Berletti)

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