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BUONGIORNO DI SPERANZA. Emma Morosini, la pellegrina giramondo "follemente" innamorata di Dio

“Non faccio niente di straordinario, cammino come si cammina tutti, solo che la meta è sempre un santuario della Madonna: di mio metto solo i piedi; per le varie difficoltà che si possono incontrare è sempre la Provvidenza che rimette tutto a posto”. Così Emma Morosini racconta gli oltre 40.000 km percorsi a piedi, in 25 anni, raggiungendo i più grandi santuari mariani del mondo.

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BUONGIORNO DI SPERANZA. Emma Morosini, la pellegrina giramondo "follemente" innamorata di Dio

“Non faccio niente di straordinario, cammino come si cammina tutti, solo che la meta è sempre un santuario della Madonna: di mio metto solo i piedi; per le varie difficoltà che si possono incontrare è sempre la Provvidenza che rimette tutto a posto”. Così Emma Morosini racconta gli oltre 40.000 km percorsi a piedi, in 25 anni, raggiungendo i più grandi santuari mariani del mondo, da Lourdes, a Fatima, Czestochowa Lujan (Argnetina), Aparecida (Brasile), Guadalupe (Messico)... In alcuni vi è tornata più volte. C’è, però, un particolare non trascurabile: Emma ha iniziato i suoi pellegrinaggi a piedi a 76 anni. Oggi ne ha 96. Solo da qualche mese è ferma per problemi di salute. Tutto iniziò per ringraziare la Madonna della guarigione da una sera malattia. Ciò che rende incredibili questi pellegrinaggi è che Emma li affronta da sola, con un po’ di cibo e qualche ricambio piegato dentro un carrellino. Le avventure che si è trovata a vivere in tutti questi anni non hanno nulla da invidiare a quelle del romanzo “Il giro del mondo in 80 giorni”. Emma porta con sé una lettera del suo parroco di Castiglione dello Stiviere (Mn) in cui garantisce che lei “non è pazza: è pazza di fede !... Il suo pellegrinare è un’esperienza di Dio continua, e aiuta tutti noi a ricordarci che Dio ci è vicino con la sua Provvidenza, ma spesso non ne sappiamo cogliere i segni...”. Scopo di questi pellegrinaggi: pregare per la pace e per i giovani. Emma fa parte, in qualche modo, di quel gruppo di uomini e donne che, attraverso ogni epoca del cristianesimo, vivono come “ospiti e pellegrini”, e che la spiritualità orientale chiama “i folli in Cristo”. E’ la “follia” di chi non cerca riconoscimenti umani, ma sa diventare un interrogativo pronto a scuotere quanti li incontrano, richiamando all'essenziale della fede. Emma cammina sulla scia del “Pellegrino russo” che di sé dice: “Per grazia di Dio sono un uomo e un cristiano, per azioni un grande peccatore, per vocazione pellegrino della specie più misera, errante di luogo in luogo. I miei beni terreni sono una bisaccia sul dorso con un po' di pan secco e, nella tasca interna del camiciotto, la Sacra Bibbia. Null'altro”.

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