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BUONGIORNO DI SPERANZA. Il "diario della solitudine"di don Primo

“A finestra e porte chiuse come nel cenacolo. Ma la primavera entra lo stesso, come il Signore, e mi soffia in faccia il suo alito profumato”. Dall'autunno del 1944 alla primavera del 1945 – otto mesi circa – don Primo Mazzolari visse chiuso in una stanza piccola e disagevole nella propria canonica di Bozzolo.

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BUONGIORNO DI SPERANZA. Il "diario della solitudine"di don Primo

“A finestra e porte chiuse come nel cenacolo. Ma la primavera entra lo stesso, come il Signore, e mi soffia in faccia il suo alito profumato”. Dall'autunno del 1944 alla primavera del 1945 – otto mesi circa – don Primo Mazzolari visse chiuso in una stanza piccola e disagevole nella propria canonica di Bozzolo. Ricercato dalle brigate nere, molti lo credettero per tutto quel tempo sui monti con i partigiani. In realtà il pastore non abbandonò mai fisicamente il suo gregge, avrebbe potuto fuggire lontano, ma volle rimanere, pur nascosto, come presenza di preghiera in mezzo al suo popolo. Una lunga quaresima, senza poter celebrare la settima santa e la Pasqua. In quella particolare prigione, di cui poteva socchiudere la finestra solo di notte, tenne un Diario che al termine della guerra pubblicò come “Diario di una primavera”. L'esempio di don Primo richiama in qualche modo quello di Anna Frank nella soffitta di Amsterdam e il suo Diario. Sono richiami suggestivi forse anche per noi...reclusi nelle nostre case. “Ci si adatta anche alla solitudine – annota don Primo – sono riuscito a farmela cara e a cavarci molto utile, ma non posso dire che le voglio bene, che mi sia tolta la paura”. Sentimenti che sembrano riecheggiare i nostri, pur in una situazione diversa. Anche noi non possiamo dire di amare questo stile di vita così ritirato e anche rimanendo in casa, una paura rimane, eppure possiamo anche noi, se lo vogliamo, “cavarci molto utile”. E' l'utilità di un tempo in cui riflettere, pregare, leggere un buon libro, condividere pensieri più profondi delle banali chiacchiere. Forse qualcuno potrebbe anche riscoprire l'utilità di tenere ...un “diario”. Fa bene poter annotare ogni giorno un pensiero, un fatto accaduto, una Parola del Signore che ci ha colpito...Fra qualche tempo, quanto abbiamo annotato ci aiuterà forse a cogliere la “benedizione” di una ... “maledetta primavera”.

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