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Balsamo di misericordia, si apre la porta santa in Cattedrale

Domenica 13 dicembre l’avvio di questo anno straordinario viene vissuto con la celebrazione eucaristica solenne presieduta dal Vescovo. L’appuntamento è in piazza Duomo a Treviso alle ore 15.30. Ad accogliere i pellegrini un allestimento delle colonne della Cattedrale davvero particolare.

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Balsamo di misericordia, si apre la porta santa in Cattedrale

Tutto è pronto a Treviso, come in tutte le altre diocesi del mondo, per l’apertura della Porta santa nelle chiese particolari. Un’occasione per vivere pienamente la grazia del Giubileo anche “restando a casa”, pur vivendo pienamente il significato profondo del pellegrinaggio, come ha sottolineato papa Francesco indicendo il Giubileo. La Porta santa, il pellegrinaggio e l’indulgenza sono infatti i segni che caratterizzano ogni Giubileo e che saranno al centro anche di questo Anno santo. Fare un pellegrinaggio ad una chiesa dove si può varcare una Porta santa è una delle condizioni richieste per ottenere l’indulgenza giubilare. Nell’indulgenza si manifesta la pienezza della misericordia del Padre che viene incontro a tutti con il suo amore. Nella Bolla di indizione dell’Anno Santo straordinario, papa Francesco spiega il senso dell’indulgenza. “Noi tutti - scrive - facciamo esperienza del peccato. Sappiamo di essere chiamati alla perfezione (cfr Mt 5,48), ma sentiamo forte il peso del peccato. (...) Nonostante il perdono, nella nostra vita portiamo le contraddizioni che sono la conseguenza dei nostri peccati”. Le altre “condizioni” prevedono di accostarsi ai sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia, e di pregare secondo le intenzioni del Papa. Per ottenere l’indulgenza è importante compiere “un’opera”, che può essere di pietà (il pellegrinaggio) o di penitenza (rinunciare ai consumi superflui, o digiunare, devolvendo una somma ai bisognosi), o ancora compiere un’opera di misericordia corporale o spirituale, come il Papa stesso ricorda nella Bolla  “Misericordiae vultus”.
La nostra diocesi, in particolare, ha scelto di caratterizzare l’intero anno pastorale con il tema della misericordia, predisponendo strumenti e proponendo occasioni per vivere la misericordia a livello personale, comunitario, vicariale e di collaborazione pastorale. Domenica 13 l’avvio di questo anno straordinario viene vissuto con la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo. L’appuntamento è in piazza Duomo a Treviso alle 15.30. Ad accogliere i pellegrini un allestimento delle colonne della Cattedrale davvero particolare.
“L’idea di allestire il colonnato del Duomo di Treviso è nata dalla richiesta di valorizzarne la Porta Santa in occasione del Giubileo - spiega Giovanna Azzola -. Alcuni amici, partendo dall’idea che fin dai tempi antichi le colonne dei templi venivano addobbate in occasione di feste solenni, ne hanno sviluppato una versione in chiave moderna. L’intento era di mettere i segni liturgici a servizio di una maggiore comprensione di quanto vivremo nel corso dell’anno dedicato alla Misericordia. E’ anche grazie al provvidenziale incontro con l’artista francese Marie Malherbe, autrice del ciclo pittorico, che è stato possibile realizzare l’opera, intitolata “Il Giardino della Misericordia”.
“Questo ciclo pittorico propone di riflettere su sei parole chiave per entrare nel suo mistero - spiega l’artista -. Sei parole che si illuminano a vicenda, come un codice per aprire porte sacre. Maddalena: Sono perdonati i suoi molti peccati, perchè ha molto amato (Lc 7,47);  Beatitudini: Beati i misericordiosi perchè troveranno misericordia (Mt 5,7); Magnificat: Di generazione in generazione la sua misericordia (Lc 1,50): Crocifissione: Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno (Lc 23,34); L’adultera: Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più (Gv 8,11); Il Padre misericordioso: Mio figlio era morto ed è tornato in vita (Lc 15,24). Prima o poi nella nostra vita facciamo l’esperienza di sentire un determinato peso che, non si sa come, si scioglie. Qualsiasi sia la sua durezza e la sua pesantezza, si scioglie completamente per lasciare spazio ad un sentimento di pace - spiega Marie Malherbe -. Una pace che, credenti o meno, riconosciamo istintivamente di qualità speciale e di provenienza speciale. Un bel giorno quindi capiamo che il perdono è il cuore di Dio. Fare l’esperienza della Misericordia vuol dire sentirsi perdonati sì, ma anche molto di più. Il padre abbraccia il figliol prodigo e lo riveste con l’abito da festa di casa sua per restaurarlo nella sua filiazione, nella sua identità. La Misericordia è quello sguardo sbalorditivo che ci fa capire che essere figlio non è solo la nostra origine: è la nostra fine, la nostra identità. La Misericordia fa crollare tante delle nostre certezze, ma in fondo ci fa star dritti. Dritti come dei figli di un Padre misericordioso. E laddove Lui è tempio, anche noi diventeremo colonne”.

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