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Bilanci di pace, l'altra comunicazione

“Bilanci di pace” torna, all’inizio del nuovo anno e nel mese della pace, a proporre una riflessione, divisa in due serate e promossa dai cinque uffici diocesani dell’area della prossimità. Si inizia martedì 15 gennaio, con l’incontro “Fare il bene, comunicarlo bene”, con la psicologa Sonia Marcon. Martedì 22 gennaio si parlerà di “Un modo diverso di comunicare sull’immigrazione”. A intervenire sarà il sociologo Stefano Allievi, dell’Università di Padova.

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Bilanci di pace, l'altra comunicazione

“Bilanci di pace” torna, all’inizio del nuovo anno e nel mese della pace, a proporre una riflessione, divisa in due serate e promossa dai cinque uffici diocesani dell’area della prossimità: Caritas tarvisina, Centro missionario, Migrantes, Ufficio di pastorale sociale, lavoro, giustizia pace, salvaguardia del creato e stili di vita, Ufficio di Pastorale della salute. Al centro dell’attenzione, quest’anno, la comunicazione. Si inizia martedì 15 gennaio, con l’incontro “Fare il bene, comunicarlo bene”. Dopo l’introduzione di Angelo Squizzato, direttore di Telechiara, interverrà Sonia Marcon, docente in Psicologia all’università salesiana Iusve di Mestre.
“La comunicazione è un processo complesso in cui si intrecciano diverse variabili sia personali che esterne - sottolinea la dott. Marcon -. Per quanto si sia preparati sul proprio argomento, non tutto si può prevedere in un processo comunicativo. Può sempre capitare la domanda «sibillina», l’obiezione polemica, l’attacco pregiudizievole,  il fraintendimento... Tutte queste sono situazioni che diventano stressanti e il rischio è di «sbottare» dando il fianco a chi provoca, o di «ammutolirsi» dando l’impressione di non essere preparati. In pubblico la pressione aumenta e quindi anche il rischio”. Come prepararsi a queste evenienze, individuando i fattori di rischio ma anche e sopratutto le risorse o strategie su cui possiamo contare, a cominciare dalla disponibilità al confronto critico e non al combattimento, e dalla capacità di ascolto attento dell’altro? Anche quando si “fa del bene”, soprattutto da parte di associazioni di volontariato e realtà caritative, magari sui fronti “caldi” dell’impegno sociale ed ecclesiale, è importante “comunicarlo bene”.
Martedì 22 gennaio si parlerà di “Un modo diverso di comunicare sull’immigrazione”. A intervenire sarà il sociologo Stefano Allievi, dell’Università di Padova, esperto di fenomeni migratori.
La conferenza-spettacolo è tratta dal suo libro “Immigrazione. Cambiare tutto” (Laterza 2018): un testo che è l’esito di ricerche quasi trentennali sul tema, ricchissimo di dati di prima mano molto aggiornati, analizzati alla luce di un paradigma interpretativo fortemente innovativo, cercando di rispondere ai timori di parti crescenti dell’opinione pubblica, offrendo soluzioni concrete e pragmatiche, al di là delle divergenze politiche sul tema.
L’immigrazione è un fenomeno strutturale da decenni, ma è sempre stato affrontato in termini di emergenza. Tuttavia, le sue dimensioni e le sue caratteristiche sono tali da esigere una soluzione complessiva che non sottovaluti il malessere diffuso nell’opinione pubblica: capace di collegare le cause delle migrazioni, a monte, nei Paesi d’origine, con i loro effetti a valle, nei Paesi di destinazione (disuguaglianze globali crescenti, squilibri demografici, tendenze economiche, effetti sociali e culturali, criticità e paure diffuse).
E’ urgente e necessaria una riflessione critica onesta su tutte le questioni che accompagnano le migrazioni attuali, affrontando quelle più spinose (dal traffico irregolare alla crescente xenofobia, passando per il controllo dei confini, le modalità dell’accoglienza, la questione dei respingimenti), al di là delle contrapposizioni ideologiche, con il coraggio di proposte radicali e soluzioni praticabili. Perché le migrazioni ci sono, sono sempre di più, e saranno ancora di più in futuro. Rappresentano quindi una sfida da affrontare. E da vincere.
Lo spettacolo è il frutto di una contaminazione di linguaggi, che aiuta a rendere facilmente comprensibili dei problemi complessi e dalle molte variabili. L’ibridazione di forme comunicative consente al pubblico di immedesimarsi nei problemi affrontati.
Le serate si terranno al teatro Aurora di Treviso (via Venier, 28), con inizio alle 20.45.

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