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Campiscuola, le parrocchie ripartono

Esperienze più brevi, per far partecipare tutti. Grande impegno per la sicurezza. Ritorna la stagione delle esperienze formative estive, promosse da parrocchie, Collaborazioni e associazioni. “Tra i ragazzi c’è desiderio di ritrovarsi e stare insieme”

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Campiscuola, le parrocchie ripartono

Signori, si parte. Anzi, si ri-parte. Con entusiasmo e risposte positive, anche se con molte attenzioni da avere e numeri per forza di cose più contenuti. Se si pensava che l’esperienza dei campiscuola estivi, magari un po’ in difficoltà già prima della pandemia per vari motivi, venisse quasi completamente travolta dalle recenti vicende, ebbene dalle nostre parrocchie arriva un segnale di speranza. Ne abbiamo sentite alcune, soprattutto, anche se non esclusivamente, che possiedono una propria casa in montagna.

Montebelluna
“A Montebelluna, subito dopo la fine del Grest sono iniziati i campiscuola, seguiti da me e da don Giacomo e aperti, pur in forma contenuta a causa dell’emergenza pandemica, a tutta la collaborazione pastorale del Montebellunese - racconta il parroco del Duomo, don Antonio Genovese -. Si tengono nella nostra casa di Voltago Agordino, in sicurezza assoluta secondo le norme vigenti e quindi con numeri un po’ più contenuti rispetto al passato”.

I primi a partire sono stati i ragazzi di prima media (dal 12 al 17 luglio). A ruota toccherà, con cadenza settimanale, alle altre fasce d’età.
Tutte queste attività, mettono in luce “il desiderio dei bambini e dei ragazzi di dialogare, incontrarsi, discutere, divertirsi assieme e di riprendere un cammino con proposte di qualità, accompagnate dalla Parola di Dio e dalla proposta della vita di Gesù e di alcuni santi, soprattutto di alcuni santi giovani”.
Per esempio, continua il parroco, “sto pensando a quanto fatto con gli adolescenti di 1ª e 2ª media sulla figura di Giuseppe ebreo e con il valore significativo che hanno la riconciliazione e il senso della presenza di Dio nella vita delle persone”.

E poi c’è tutta l’esperienza grande dei campi scout, “fra cui voglio ricordare - prosegue il prevosto - il campo dei giovani dai 18 ai 35 anni in bicicletta sul lago di Garda (16-23 agosto), l’impegno delle scolte a Verona dove svolgeranno servizio per alcuni nel monastero di suor Roberta, una religiosa carmelitana originaria di Montebelluna. Ricordo altresì il campo famiglie a Voltago dal 15 al 21 agosto”.

Castello di Godego
La parrocchia di Castello di Godego, pur in questo periodo di pandemia, è riuscita a organizzare ben 8 campi, dalla prima media alla quinta superiore (320 ragazzi coinvolti in totale con circa 90 animatori), tutti però (a differenza degli altri anni) nella casa alpina parrocchiale di Sella di Borgo Valsugana. “In alcuni casi - spiega il parroco, don Gerardo Giacometti - abbiamo dovuto spezzare il campo a metà, perché i numeri dei ragazzi erano superiori agli spazi disponibili”.

Da qui la decisione, anche sofferta, di ridurre i tempi di permanenza piuttosto che lasciare a casa qualcuno. “C’è molto desiderio tra i ragazzi di stare insieme, di trovare occasioni di amicizia - prosegue don Gerardo -, le limitazioni sono parecchie ed i protocolli portano via tempo ed energie. Ma tutto viene fatto in nome dei ragazzi che ci stanno a cuore anche se alcune prassi sono ridondanti o discordanti tra regioni”. Poi sulle proposte di quest’anno il parroco spiega: “Una volta riuscivamo a diversificare le proposte; quest’anno invece tutti nella nostra casa alpina. Solo il gruppo di quinta superiore fa un campo di servizio con la Caritas a Roma. Un modo per continuare a guardare anche oltre la nostra comunità”.

Collaborazione Antoniana
A Camposampiero le esperienze partono dal 17 luglio e proseguono per tutto agosto. Ac, scout e la Collaborazione Antoniana si stanno muovendo con grande impegno e sacrificio. I 4 gruppi Agesci (Loreggia 1, Camposampiero 1 e 2, Zeminiana 1) proporranno le consuete esperienze.

L’Ac, a Loreggia, Camposampiero e Massanzago promuove esperienze di mini campo rivolte specialmente ai giovanissimi delle superiori, in zona e anche al mare; iniziative anche per i ragazzi delle medie, prevalentemente in giornata. A livello di Collaborazione, ci sarà un Campo famiglie nella casa di Camposampiero, a Spello, dall’8-14 agosto.
La situazione generale ha rimescolato le carte e le disponibilità dei formatori ed educatori, che sono davvero bravi a tenere duro. Ma quella dei campiscuola resta un’opzione valida, da vivere magari con più creatività e fantasia.

San Donà di Piave
Dopo un’estate 2020 in cui le iniziative estive erano state per lo più annullate a causa della pandemia di Covid-19, l’estate 2021 si presenta invece sotto altri auspici. Anche la casa alpina di formazione “Villa Letizia”, della parrocchia Duomo di San Donà di Piave, torna a essere operativa e al servizio delle varie iniziative di formazione estiva che vengono proposte dalle parrocchie della Collaborazione pastorale e non solo.
“L’anno scorso - spiegano i volontari del Comitato di gestione, presieduto dal parroco don Paolo Carnio - la casa alpina aveva ospitato, tra molte difficoltà, problemi e mille precauzioni, solo due esperienze di gruppi famiglia. Quest’anno invece, tranne una settimana, la casa sarà aperta da inizio luglio fino a metà settembre”.

Saranno ben nove le esperienze formative che verranno ospitate, sempre nel rispetto delle linee guida e delle indicazioni fornite dal Consiglio dei ministri e dal Cts della sanità per le strutture ricettive.
Nel mese di luglio ci saranno tre campiscuola di ragazzi di elementari e medie della Collaborazione e di altre parrocchie della diocesi di Treviso, Preganziol e Casella d’Asolo. Il mese di agosto invece vede prevalere le esperienze di gruppi famiglia.

Spinea
Afferma don Marcello Miele, parroco a Santa Bertilla di Spinea: “I campiscuola sono stati realizzati regolarmente solo che sono stati divisi, per ogni classe, in due mini campi di tre giorni ciascuno per poter far partecipare tutti. Si è proceduto con campi di massimo 42 persone. I ragazzi mediamente per ogni mini campo sono 30. Solo i lupetti faranno le vacanze di branco di una settimana”.
I gestori della casa di Pian di Coltura hanno provveduto a ottemperare alle norme anti -Covid e hanno stabilito per tutti il tampone negativo alla partenza e la creazione di una “bolla” per ogni campo.

Ha senso fare queste iniziative? “Io dico di sì - aggiunge don Riccardo Zanchin , parroco ai Santi Vito e Modesto -. I nostri ragazzi possono vivere un’esperienza socializzante e propositiva. Oltre a gustare la montagna e i giochi, è fondamentale la dimensione formativa, comunitaria e di fraternità. Un’esperienza contro individualismo e competitività che emerge sempre. I numeri sono ridotti della metà perché abbiamo rispettato tutte le norme in tema di pandemia. In media per ogni camposcuola abbiamo ospitato una ventina di ragazzi, più gli animatori e i cuochi. In agosto faremo anche due settimane dedicate agli adulti e alle famiglie”.

Treviso Nord
Non serve andare lontano per ritrovarsi. Ed è per questo che il camposcuola con i giovani delle parrocchie di Santa Bona, San Liberale, San Paolo e Immacolata, a Treviso, si è tenuto nei locali dell’asilo di Santa Bona. Cinque giorni di vita comunitaria e domestica, uniti al servizio per la comunità. La proposta sfrutta il sussidio di “M’illumino d’impegno” e ha lo scopo di dare ai ragazzi ciò che è loro mancato di più: lo stare assieme. “Una proposta semplice e senza troppe pretese - ha spiegato don Stefano Tempesta -, ma che ha permesso ai ragazzi di divertirsi e di essere utili”.

Nei cinque giorni, infatti, i ragazzi hanno ridipinto alcuni giochi negli spazi della parrocchia di San Paolo, hanno disegnato le linee del campo da basket nelle strutture della cooperativa Solidarietà, con Contarina hanno pulito i parchi cittadini dai rifiuti, hanno ascoltato le testimonianze di chi ha scelto di svolgere un anno di volontariato sociale in Caritas, ma sono anche andati in gita in canoa e al mare domenica 11 luglio, dove hanno seguito la Nazionale italiana di calcio vincere gli Europei. A metà agosto, dal 25 al 27, è previsto invece il campo con i ragazzi di terza media in montagna, a Sorriva.

(articolo a cura di Bruno Desidera. Hanno collaborato Giovanni Cosatti, Gabriele Zanchin, Roberto Basso, Paolo Favaretto, Renzo Rossetto, Manuela Mazzariol)

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