Chiesa
stampa

Card. Zuppi: "Il lupo terribile della guerra sia addomesticato"

Intervenendo ad Assisi in occasione della festa del patrono d'Italia, San Francesco, l'arcivescovo di Bologna e presidente della Cei ha rilanciato l'appello di papa Francesco a "trovare la via del dialogo e le garanzie di una pace giusta" in Ucraina. 

Parole chiave: Assisi (12), festa San Francesco (1), Mattarella (45), Matteo Zuppi (4), stop alla guerra (2)
Card. Zuppi: "Il lupo terribile della guerra sia addomesticato"

“Con San Francesco crediamo che il lupo terribile della guerra sia addomesticato e facciamo nostro l’accorato appello di papa Francesco indirizzato certo ai due presidenti coinvolti direttamente – un aggressore e un aggredito – ma anche a quanti possono aiutare a trovare la via del dialogo e le garanzie di una pace giusta”. Con queste parole, riferite alla drammatica attualità, il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha concluso l’omelia pronunciata ad Assisi nella messa per la Festa di San Francesco, cominciata con un “grazie” al presidente Mattarella, “perché ci rappresenta e ci incoraggia a sentirci parte di questo nostro bellissimo Paese”. E proprio il capo dello Stato, quest’anno, ha avuto il compito di accendere la lampada votiva dei Comuni d’Italia davanti alla tomba del Santo, come segno di particolare vicinanza alla popolazione italiana duramente colpita in questi due anni dal Covid.

“Fratelli tutti" è il contrario della pandemia, ha spiegato Zuppi. San Francesco, “mite e umile di cuore come il suo Gesù – in un mondo che era e che è segnato da lupi e cittadini violenti o paurosi, da torri e spade, da cavalieri e briganti, da guerre e inimicizia, inquinato da troppo odio tanto da rendere impossibile parlare di pace – progetta e inizia a vivere un mondo fraterno, disarmato, dove c’è spazio per ognuno, a cominciare dai più poveri e fragili”, ha attualizzato il presidente della Cei. “Abbiamo bisogno di luce, che vuol dire speranza. E il nostro patrono ci fa sentire a casa – tutti si sentono a casa ad Assisi – e ci aiuta a guardare anche le difficoltà con la forza dell’amore”.

“Nella tempesta della pandemia abbiamo sperimentato tanto buio, inatteso e prolungato”, l’affresco di Zuppi, che ha citato la “memorabile preghiera” di papa Francesco in piazza San Pietro: “Ci siamo trovati impauriti e smarriti”. “Non lo dimentichiamo”, l’appello: “Non vogliamo dimenticare, come quando si vince il dolore rimuovendolo o divorandolo nella bulimia di emozioni che non diventano mai sentimento, consapevolezza, scelte, umanità: tutto è digitale, e un cuore digitale è un pò preoccupante, perché non svolge quello per cui l’abbiamo”. “Raccogliamo oggi il testamento affidatoci da chi non c’è più per colpa del Covid”, l’invito: “Alcuni dei loro nomi li deporremo accanto a questa lampada”.

“Che non sia stato l’ennesimo grave evento storico da cui non siamo stati capaci di imparare”. L’auspicio: “In quella notte terribile – ha detto Zuppi rievocando la lezione del Covid – abbiamo visto anche tante luci, tutte, consapevolmente o meno, riflesso di un amore più grande. Abbiamo capito che non si può lasciare nessuno solo e anche che il buio può essere sconfitto, pure solo con una piccola lampada di umanità. Sono state le luci che il personale sanitario, gli infermieri, i volontari, hanno acceso con i piccoli grandi gesti di umanità: consolando lacrime, stringendo mani, dando sicurezza, anche solo una carezza o uno sguardo. Ricordo quanti di loro come delle forze dell’ordine, dei farmacisti, operatori di carità hanno perso la vita per motivo del servizio, continuando ad aiutare nell’emergenza. Essi sono tra i giusti che ascoltano quelle tenere parole di gratitudine di Dio: ero malato e sei venuto a visitarmi, prendi parte alla gioia che non finisce”. “Oggi siamo nella casa di San Francesco, Patrono dell’Italia, a ricordare, a ringraziare ma anche a scegliere perché non vogliamo dimenticare velocemente le lezioni della storia”, ha assicurato il presidente della Cei: “Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più ‘gli altri’, ma solo un ‘noi’”. “Aiutare gli altri ci fa trovare noi stessi!”, l’eredità di San Francesco: “questo il giogo dolce e soave che ci unisce a chi per primo si è legato a noi, Gesù: un legame di amore che ci libera dal giogo, quello sì, pesante e insopportabile dell’individualismo. Se ne esce solo insieme! Le difficoltà non sono affatto finite. Lo vediamo drammaticamente nel mondo e nel nostro Paese”.

“Affidiamo l’Italia all’intercessione del nostro patrono”, la parte centrale dell’omelia. “Sostenga, in un momento così decisivo, l’amore politico e di servizio alla casa comune, perché nella necessaria diversità tutti concorrano all’interesse nazionale, indispensabile per rafforzare le istituzioni senza le quali nessun piano può essere realizzato e per affrontare delle sfide così grandi”.

Fonte: Sir
Tutti i diritti riservati
Card. Zuppi: "Il lupo terribile della guerra sia addomesticato"
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento