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Caritas, porte e cuori aperti

Sabato 12 maggio, in occasione dell’iniziativa “Venite e vedrete” alla Casa della carità verrà presentato il Bilancio sociale 2017. Un’occasione per scoprire, dietro i numeri, progetti e opere che declinano l’impegno della nostra chiesa diocesana.

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Caritas, porte e cuori aperti

I numeri sono alla fine. Prima viene il racconto delle storie delle persone, di chi viene aiutato e di chi si mette a fianco dei fratelli in difficoltà; prima viene il racconto dei progetti, quelli alle porte di casa e quelli in giro per il mondo, dall’Africa all’Asia, dall’Europa all’America Latina; prima vengono le motivazioni che spingono a ideare nuovi percorsi e nuove conversioni per essere sempre più “chiesa in uscita”. Sabato 12 maggio Caritas tarvisina, in occasione dell’iniziativa “Venite e vedrete - Porte aperte alla Casa della carità”, giunta alla quarta edizione, presenta il Bilancio sociale 2017 che, non a caso, si chiama “Mosaico di vita”. Tutte le tessere, infatti, contribuiscono a comporre un affresco variegato e complesso, ma sempre unitario.
Un affresco come quello che vede riuniti sabato pomeriggio negli spazi della Casa, per occasioni di confronto e dialogo, e per la cena finale, ospiti e volontari, operatori e rappresentanti istituzionali.
Molte le voci, nelle pagine del Bilancio, che raccontano un impegno quotidiano, a volte pubblico e riconoscibile, più spesso nascosto, come quello del Centro di ascolto diocesano e di tanti Centri di ascolto parrocchiali, capaci di farsi prossimi a singoli e famiglie italiane e immigrate che la vita ha messo in difficoltà. E poi ci sono l’accoglienza dei migranti, l’accoglienza temporanea per uomini e donne nella Casa della carità, le iniziative per le persone senza dimora, il servizio mensa, il sostegno a realtà e associazioni che nel territorio si mettono a fianco delle persone che vivono vecchie e nuove povertà, il microcredito.

Le risorse e la solidarietà
I numeri raccontano che le entrate - risorse di Caritas nel 2017 ammontano a 2.309.782 euro, 670.000 in meno rispetto al 2016. Per la maggior parte si tratta di contributi pubblici (1.523.720 euro) corrisposti dalla Prefettura di Treviso per l’accoglienza dei migranti. Una parte importante è rappresentata anche dal contributo della Diocesi (400.000 euro) derivante dall’8 per mille. Significativi sono anche i contributi messi a disposizione da Caritas italiana per specifiche “opere segno” come il Fondo Antigone, per l’aiuto a singoli e famiglie, o Casa Respiro di Morgano, esperienza di cohousing per chi vive un disagio psichico. Anche la raccolta degli indumenti usati è una voce importante (50mila euro il ricavato). Il Bilancio registra anche le offerte di parrocchie e privati come pure una eredità. Importante la solidarietà espressa da persone e parrocchie in occasione delle diverse emergenze nazionali e internazionali, che vengono direttamente girate a Caritas italiana.
“Il cammino della Caritas e della Chiesa di Treviso sono un grande dono di Dio - sottolinea il direttore di Caritas Tarvisina, don davide Schiavon -. La scelta preferenziale dei poveri non è uno spot occasionale, non è la buona azione per tacitare la propria coscienza, ma dice lo stile fondamentale della Chiesa, che deve essere sempre la chiesa del grembiule, la chiesa del servizio. È importante allora, in questo cammino di conversione pastorale, che stiamo vivendo come Diocesi di Treviso per essere chiesa in uscita, chiesa ospedale da campo, chiesa compagna di viaggio, che ci lasciamo interpellare da alcune realtà che ci aprono alla memoria della misericordia di Dio e alla profezia. Prima di tutto l’accoglienza migranti che chiede alla nostre parrocchie di cambiare passo, di mettersi in gioco, di rompere equilibri rarefatti. E’ l’invito a lasciarsi rinnovare dal Vangelo per diventare comunità accoglienti a 360 gradi, comunità capaci di accogliere, custodire e promuovere la vita. Si tratta di riconoscere che c’è una sola famiglia umana e che il mondo potrà essere migliore solo nella misura in cui sapremo rinnovare e rendere più vere le nostre relazioni. In una parola siamo invitati a vivere la fraternità”.  

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I poveri e i giovani
Una seconda realtà è la giornata mondiale dei poveri, fortemente voluta da papa Francesco, al termine del giubileo della misericordia. “Questa iniziativa ci suggerisce la necessità di un rinnovamento pastorale a partire dai poveri - aggiunge don Davide -. E’ necessaria una chiesa povera che cammina con e per i poveri. E’ il volto di una chiesa missionaria che coglie come nei fratelli più deboli e sofferenti è nascosto il seme della buona notizia, che è il Vangelo di Cristo”.
Un terzo appello alla Chiesa viene, secondo don Davide, dal prossimo Sinodo sui giovani. E’ prima di tutto un invito a valorizzare i giovani, a riconoscere che prima del problema c’è una risorsa, un tesoro prezioso da scoprire in ogni giovane vita. Infine, un quarto appello ci viene dal cammino sinodale diocesano. Ci ricorda che è fondamentale un rinnovamento del cuore, dell’essere chiesa. E’ il camminare, il discernere, il condividere insieme.

Gratitudine e lode
“Nello scorrere le pagine di questo bilancio - sottolinea il direttore della Caritas - sorge immediato un sentimento di profonda gratitudine e lode per l’azione di Dio che continua ad accompagnare la storia dell’uomo, la storia di questa chiesa che è in Treviso, la storia di ogni persona, soprattutto dei più deboli ed indifesi. Nel raccontare il cammino pastorale della nostra Chiesa con i poveri, troviamo le meravigliose tracce della misericordia del Padre che desidera per noi la gioia. La vita è un dono, è una terra sacra che va rispettata e onorata nella sua dignità e nella sua interezza. E’ questo l’appello che ogni giorno arriva al cuore della comunità cristiana e papa Francesco ci ha suggerito che una significativa risposta la possiamo dare vivendo la dinamica dell’accogliere, proteggere, promuovere e integrare. La storia e le storie di vita raccolte in queste pagine dicono l’impegno e il tentativo della comunità cristiana trevigiana, di abitare le periferie esistenziali dell’uomo e di seminare la speranza in un Dio che non lascia nessuno indietro e che offre la sua salvezza a tutti. Memoria, denuncia e profezia ci aiutino a vivere con fedeltà il mandato di Gesù di essere in ogni tempo ed in ogni circostanza, sale della terra e luce del mondo”.

Il programma della giornata

L’appuntamento “Venite e vedrete” apre le porte della Casa della carità a quanti vogliono condividere il cammino di questo luogo di accoglienza, di accompagnamento, di ascolto, di condivisione, di presenza, di vita. Il programa della giornata prevede:
14.30 Apertura Casa della carità
15.00 Mosaico di vita, presentazione Bilancio Sociale 2017 a cura di Don Davide Schiavon
16.00 Visita alla Casa della carità.
17:00 Con i giovani alla ricerca della vita bella, buona e vera. A cura del prof. Marco Cosimo Scarcelli, sociologo, docente Iusve
18.00 Visita alla casa della carità.
20.00 Cena condivisa
Per ulteriori informazioni e per prenotare la cena 0422 546585.

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