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Catechesi: ripartire insieme

Le linee guida italiane per vivere in questo tempo i cammini di iniziazione cristiana e ricominciare in sicurezza

Catechesi: ripartire insieme

Ester, Alessandro, Martina, Brando, Riccardo. Arrivano uno alla volta, si fermano davanti alla porta dell’oratorio vicino alla mamma, distanza di sicurezza garantita. Attendono disciplinatamente il loro orario di entrata. La mascherina copre il viso, ma lo sguardo tradisce un certo disorientamento, un po’ di tensione, insieme all’emozione di rivedersi, di ricominciare. Un’ora dopo escono con la catechista, le mani profumano di soluzione alcolica, tornano a risuonare le loro voci sotto i portici, seppur con una foga minore rispetto agli anni scorsi. “Ciao, com’è andata?”, “Benissimo, io sarei stata ancora un’ora…”, “Un’ora? Io ancora ventitrè ore…”.

La catechesi riparte per loro. Per i bambini e i ragazzi delle nostre parrocchie, che hanno ancora il desiderio di sentire parlare di Gesù, di stare insieme, di raccontare le piccole e grandi storie della loro vita. Riparte per le nostre comunità, che hanno l’esigenza di rianimarsi, di rigenerarsi dopo il faticoso tempo del lockdown, in un clima di incertezza e paura segnato dalla pandemia. L’annuncio del Vangelo non si ferma; nessuno mette in dubbio la necessità della ripartenza, ma resta la domanda su come ripartiremo, nella consapevolezza che non è possibile e neppure augurabile pensare di ripartire come prima. I protocolli sanitari, la carenza dei catechisti, la rinnovata attenzione alle famiglie, la riprogrammazione dei percorsi… molte le questioni urgenti che interpellano le nostre comunità e chiedono spazi di ascolto e condivisione, orientamenti e indicazioni chiare per poter ripartire insieme. In sicurezza e senza indugio.

Ripartire in sicurezza
Sono a disposizione dei parroci e dei catechisti diocesani le “Linee orientative per la ripresa dei percorsi educativi per i minori”, pubblicate in questi giorni dall’Ufficio nazionale per i problemi giuridici della Conferenza episcopale italiana. Tali linee sono formulate tenendo conto dei Protocolli della scuola e offrono chiare indicazioni per la ripresa in sicurezza della catechesi, come la modalità di utilizzo e sanificazione degli ambienti, l’uso dei dispositivi di protezione personale, le entrate e le uscite dai locali della parrocchia, il patto di corresponsabilità tra i genitori e gli adulti coinvolti. Il testo completo delle Linee orientative è disponibile nel sito dell’Ufficio catechistico, dove si possono scaricare anche i moduli per l’iscrizione alla catechesi e il patto di corresponsabilità che va firmato dai genitori e dal parroco, ai fini del contenimento della diffusione del virus.
Essendo previsto per i catechisti un corso di formazione su come gestire in modo adeguato l’emergenza Covid 19, sempre nel sito dell’Ufficio Catechistico diocesano sarà inserito nelle prossime settimane un apposito filmato sulle attenzioni da avere a rispetto del Protocollo di comportamento.

Linee guida per la catechesi in Italia
“Che cosa significa essere cristiani nel tempo della pandemia e dopo l’esperienza del lockdown? Quale insegnamento possono trarre le nostre Chiese locali e la catechesi in generale da questa stagione dell’umanità? Come può la comunità cristiana modificare se stessa per essere aderente al Vangelo e capace di annunciarlo al mondo di oggi?”. A queste domande cerca di rispondere il documento dell’Ufficio catechistico nazionale “Ripartiamo insieme, Linee guida per la catechesi in Italia in tempo di Covid”; si tratta del frutto del lavoro sinodale svolto in questi ultimi mesi durante i laboratori sull’annuncio, dove hanno offerto il loro contributo numerosi Vescovi insieme ai membri della Commissione episcopale per la Dottrina della fede, l’Annuncio e la Catechesi e ai membri della Consulta nazionale, ai direttori Cei degli uffici pastorali, ai direttori degli uffici catechistici diocesani e ai rappresentanti di Ac e Agesci.

La struttura

Il documento si articola in due parti: la prima, “Sintesi dei Laboratori ecclesiali sulla catechesi”, traccia in modo realistico la fotografia dell’attuale situazione della catechesi italiana, mettendo in luce le trasformazioni pastorali necessarie ad una conversione missionaria della pastorale. La seconda parte, “Per dirci nuovamente cristiani. Spunti per un discernimento pastorale alla luce di Atti 11”, offre alcune chiavi di lettura del tempo della pandemia e costituisce una preziosa traccia per un discernimento da avviare  nelle singole comunità.
I processi. In sintonia con papa Francesco il documento sottolinea l’importanza di “iniziare processi più che occupare spazi”; emergono nel corso della lettura alcuni atteggiamenti essenziali perché la catechesi si lasci rinnovare dagli appelli di questo tempo e possa efficacemente raggiungere gli uomini e le donne di oggi. Primo fra tutti l’ascolto, un ascolto attento delle persone e delle loro storie, “perché alla Chiesa - precisa don Valentino Bulgarelli -, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale, interessa accompagnare ciascuno nei passaggi di vita, piuttosto che il semplice espletamento di un precetto; far vivere e far maturare l’esperienza sacramentale; alimentare e nutrire una speranza affidabile; attivare processi di trasformazione, piuttosto che cercare affannosamente soluzioni immediate”.

A fianco dell’ascolto la gradualità, il sapersi muovere con “calma sapiente”, senza lasciarsi travolgere da date e scadenze; la gradualità chiede l’esercizio del discernimento all’interno delle comunità, per leggere gli appelli del tempo e ritrovare insieme “le nuove gerarchie pastorali”.
Infine l’inclusione, quell’evangelico atteggiamento che spalanca le comunità cristiane e le rende casa per tutti, malati, disabili, famiglie a volte apparentemente lontane, che hanno saputo annunciare il Vangelo con la quotidiana testimonianza di vita. Il tempo del lockdown ci ha fatto riscoprire come prioritaria all’interno delle comunità cristiane la cura dei legami: “Non si tratta di porre in alternativa la presenza fisica e quella online, ma di far sì che ogni ambiente favorisca una relazione verace. Nessun legame si improvvisa o si auto-conserva, ma richiede cura, tempo e passione”.

I destinatari

“Pensiamo che questo documento - precisa don Valentino - possa costituire uno strumento utile per i Vescovi, i direttori degli uffici catechistici e i catechisti stessi che sono in prima linea nella fase di ripartenza del nuovo anno pastorale".

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